Domande e risposte

In che modo la nuova Convenzione n. 193 promuoverà il lavoro dignitoso nell’economia delle piattaforme?

Nel giugno 2026, la Conferenza internazionale del lavoro ha adottato la Convenzione n. 193, il primo standard internazionale del lavoro dedicato all’economia delle piattaforme. Questa sezione di domande e risposte spiega cosa prevede la Convenzione, chi riguarda e cosa significa per i lavoratori e le lavoratrici delle piattaforme digitali, per le piattaforme di lavoro digitale e per i governi.

24 giugno 2026

© ILO

Che cos’è la Convenzione n. 193?

La Convenzione sul lavoro dignitoso nell’economia delle piattaforme (C193), adottata dalla Conferenza internazionale del lavoro nel giugno 2026, è il primo standard internazionale del lavoro dedicato specificamente all’economia delle piattaforme. Essa stabilisce un quadro globale volto a garantire che l’innovazione tecnologica e i nuovi modelli di business procedano di pari passo con i diritti di lavoratrici e lavoratori, una concorrenza leale e una crescita economica sostenibile.

Perché questa Convenzione è importante?

La Convenzione n. 193 rappresenta il primo quadro globale per il mondo del lavoro dedicato all’economia delle piattaforme e il primo standard internazionale sviluppato specificamente per affrontare l’impatto della digitalizzazione sul mondo del lavoro. Essa mira a garantire che tutti i lavoratori e le lavoratrici delle piattaforme digitali, indipendentemente dalla loro situazione occupazionale, possano beneficiare dei diritti fondamentali e di tutele adeguate, riconoscendo al contempo le opportunità create dalle piattaforme digitali del lavoro.

La Convenzione segna inoltre il successo della prima discussione normativa dell’OIL dedicata specificamente all’impatto della transizione digitale sul mondo del lavoro, dimostrando che governi, datori di lavoro e lavoratori possono collaborare per affrontare le sfide emergenti attraverso il dialogo sociale.

Chi è coperto dalla Convenzione?

La Convenzione si applica alle piattaforme digitali del lavoro e a lavoratrici e lavoratori delle piattaforme digitali, sia che siano in un rapporto di lavoro subordinato sia che non lo siano, compresi i lavoratori autonomi. Essa copre sia il lavoro tramite piattaforme localizzate che il lavoro online.

La Convenzione richiede che tutti i lavoratori e le lavoratrici delle piattaforme digitali siano classificati come dipendenti?

La Convenzione non impone una particolare qualificazione del rapporto di lavoro. Essa richiede invece agli Stati membri di adottare misure per garantire che la situazione occupazionale sia determinato correttamente, sulla base principalmente dei fatti relativi allo svolgimento del lavoro, alla retribuzione o al compenso, tra gli altri elementi, e tenendo conto delle specificità del lavoro svolto tramite piattaforme digitali di lavoro.

La Convenzione vieta il lavoro autonomo o il lavoro tramite piattaforma?

No. La Convenzione non vieta il lavoro autonomo né alcun particolare modello imprenditoriale. Il suo obiettivo è garantire che i lavoratori e le lavoratrici delle piattaforme godano di diritti e tutele adeguati, indipendentemente dalla loro situazione occupazionale.

Quali diritti e tutele prevede la Convenzione?

La Convenzione affronta un’ampia gamma di questioni, tra cui:

  • Principi e diritti fondamentali del lavoro;
  • Salute e sicurezza sul lavoro;
  • Violenza e molestie;
  • Promozione di opportunità di lavoro dignitoso;
  • Retribuzione o pagamento;
  • Sicurezza sociale;
  • Impatto su lavoratori e lavoratrici dell’uso di sistemi automatizzati basati su algoritmi;
  • Protezione dei dati e della privacy;
  • Sospensione, disattivazione e cessazione dell’attività;
  • Protezione dei migranti e dei rifugiati;
  • Accesso alla giustizia.

Cosa dice la Convenzione sugli algoritmi e sull’intelligenza artificiale?

La Convenzione contiene disposizioni relative all’impatto dell’utilizzo di sistemi automatizzati basati su algoritmi, compresi i sistemi automatizzati di presa delle decisioni. Essa stabilisce principi relativi alla loro trasparenza e all’accesso a meccanismi di riesame quando tali sistemi incidono sui lavoratori e le lavoratrici.

Pur non facendo riferimento esplicito all’intelligenza artificiale (IA), le sue disposizioni si applicano ai sistemi automatizzati utilizzati per monitorare o valutare il lavoro o per generare decisioni relative al lavoro, inclusi quelli che possono incorporare tecnologie di IA.

La Convenzione contiene disposizioni relative ai lavoratori migranti e ai rifugiati?

Sì. La Convenzione richiede agli Stati membri di adottare misure per prevenire gli abusi e proteggere i lavoratori migranti e i rifugiati.

Le piattaforme digitali del lavoro possono evitare l’applicazione della Convenzione operando tramite intermediari o oltre frontiera?

La Convenzione riconosce che il lavoro tramite piattaforma è spesso organizzato oltre i confini nazionali e può coinvolgere intermediari. Per questo include disposizioni volte a garantire l’effettività delle sue tutele.

Tra queste vi è l’obbligo di attuare la Convenzione nei confronti delle piattaforme digitali del lavoro e degli intermediari che operano sul territorio nazionale, nonché di definire chiaramente le rispettive responsabilità delle piattaforme e degli intermediari. Gli Stati membri devono inoltre applicare la Convenzione ai lavoratori delle piattaforme digitali che svolgono la loro attività sul loro territorio.

La risoluzione adottata insieme alla Convenzione sottolinea che alcune piattaforme digitali del lavoro operano oltre frontiera, rendendo particolarmente importante la cooperazione tra gli Stati membri per l’attuazione della Convenzione.

La Convenzione riduce i diritti esistenti dei lavoratori delle piattaforme digitali classificati come dipendenti?

La Convenzione non pregiudica in alcun modo i diritti già riconosciuti ai lavoratori delle piattaforme digitali in alcuni Stati membri, compresi quelli classificati come dipendenti. Al contrario, essa stabilisce una soglia minima di protezione e introduce garanzie in ambiti diventati sempre più rilevanti nell’economia digitale, tra cui la gestione algoritmica e la protezione dei dati. La Convenzione mira, inoltre, a garantire che la protezione accordata ai lavoratori delle piattaforme digitali non sia meno favorevole di quella concessa ad altri lavoratori con la stessa situazione occupazionale. In altre parole, i lavoratori delle piattaforme digitali che sono dipendenti non dovrebbero beneficiare di una tutela inferiore rispetto ad altre categorie di dipendenti.

La Convenzione ridurrà la flessibilità degli Stati membri nell'esercizio della vigilanza sul lavoro tramite piattaforme digitali?

La Convenzione non è concepita per ridurre o eliminare la flessibilità. Al contrario, essa stabilisce principi e tutele comuni, lasciando agli Stati membri la flessibilità di determinare le modalità di attuazione delle sue disposizioni.

In che modo la Convenzione affronta l’informalità nell’economia delle piattaforme?

La Convenzione si applica ai lavoratori delle piattaforme digitali sia nell’economia formale sia in quella informale. Essa riconosce che le piattaforme digitali del lavoro possono creare percorsi verso la formalizzazione e richiede agli Stati membri di adottare misure appropriate per facilitare la formalizzazione del lavoro svolto tramite piattaforme digitali del lavoro, compresa la registrazione dei lavoratori autonomi.

Anche altre disposizioni possono sostenere la formalizzazione, promuovendo la trasparenza, facilitando l’accesso alla sicurezza sociale, sostenendo la corretta determinazione della situazione occupazionale e rafforzando l’attuazione e l’applicazione delle norme. La Convenzione non prescrive un unico modello di formalizzazione. Gli Stati membri mantengono la flessibilità nella scelta delle misure da adottare conformemente al diritto e alla prassi nazionali.

La Convenzione si applicherà immediatamente in tutti gli Stati membri?

Come tutte le Convenzioni dell’OIL, la Convenzione n. 193 diventa giuridicamente vincolante solo per gli Stati membri che la ratificano. Una volta ratificata, essa dovrà essere attuata attraverso leggi, regolamenti, politiche, contratti collettivi o altre misure, in conformità con il sistema giuridico e la prassi nazionale di ciascun paese.

Anche prima della ratifica, la Convenzione può fornire importanti orientamenti politici ai governi, ai datori di lavoro, ai lavoratori e alle piattaforme digitali del lavoro.

Quale azione di follow-up è richiesta agli Stati membri?

Ai sensi dell'articolo 19 della Costituzione dell'OIL, tutti gli Stati membri sono tenuti a sottoporre le Convenzioni e le Raccomandazioni di nuova adozione alle autorità competenti affinché adottino la legislazione necessaria o intraprendano altre misure appropriate.

Convention concerning decent work in the platform economy, 2026
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Convention No. 193

Convention concerning decent work in the platform economy, 2026

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