Tendenze mondiali dell’occupazione giovanile 2026

La disoccupazione giovanile aumenta e per i giovani diventa più difficile accedere a un lavoro dignitoso

Un nuovo rapporto dell’OIL rileva un aumento della disoccupazione giovanile a livello mondiale, con alcuni degli incrementi più marcati nelle economie a reddito più elevato e un numero crescente di giovani che non lavorano, né studiano o seguono un percorso di formazione.

11 agosto 2026

GINEVRA (Notizie OIL) – La disoccupazione giovanile è in aumento a livello mondiale: la stagnazione della crescita economica e la debolezza relativa alla creazione di lavoro rendono più difficile per i giovani entrare nel mercato del lavoro e spingono un numero crescente di loro a non lavorare, non studiare o seguire percorsi di formazione, secondo un nuovo rapporto dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL).

Il rapporto Tendenze mondiali dell’occupazione giovanile 2026: Ritorno al futuro mostra che il tasso globale di disoccupazione giovanile è salito al 12,4 per cento nel 2025, pari a 67 milioni di giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni. Allo stesso tempo, la quota di giovani che non lavorano, né studiano e non seguono percorsi di formazione (NEET) è aumentata leggermente, raggiungendo il 20 per cento e interessando oltre 257 milioni di giovani nel mondo. Alcuni degli aumenti più marcati della disoccupazione giovanile sono stati registrati dai paesi con reddito più elevato, mortificando le aspirazioni di milioni di giovani all’inizio della loro vita lavorativa.

Tra il 2023 e il 2025, i tassi di disoccupazione giovanile sono aumentati in otto delle 11 subregioni del mondo, mentre il rallentamento della crescita economica, la debolezza della creazione di lavoro, le tensioni geopolitiche e il rapido cambiamento tecnologico espongono i paesi ad una nuova crisi dell’occupazione giovanile.

Una generazione che non riesce a trovare un lavoro dignitoso non può costruire il proprio futuro con fiducia.
Gilbert F. Houngbo, Direttore Generale dell’OIL

“Una generazione che non riesce a trovare un lavoro dignitoso non può costruire il proprio futuro con fiducia. Quando ai giovani viene precluso l’accesso a un’occupazione di qualità, i paesi perdono talenti, produttività e coesione sociale. Creare lavoro dignitoso per i giovani non è soltanto un imperativo sociale, ma uno degli investimenti più lungimiranti che un paese possa fare”, ha dichiarato Gilbert F. Houngbo, Direttore Generale dell’OIL.

Peggiorano le prospettive occupazionali dei giovani nelle economie a reddito più elevato

In America settentrionale, la disoccupazione giovanile è aumentata nettamente, passando dall’8,3 per cento nel 2023 al 9,8 per cento nel 2025. Nell’Europa settentrionale, meridionale e occidentale, la disoccupazione giovanile è rimasta elevata, attestandosi al 15 per cento nel 2025, con 20 dei 29 paesi della subregione che hanno registrato un peggioramento delle opportunità di lavoro per i giovani.

La diminuzione di molti posti di lavoro che richiedono competenze di livello intermedio rende più difficile costruire delle carriere stabili per i giovani. Secondo il rapporto, stanno diminuendo le occupazioni che tradizionalmente hanno rappresentato una porta d’ingresso nel mercato del lavoro per i giovani, includendovi i lavori basati su mansioni d’ufficio e amministrative, le professioni nel settore dei servizi e delle vendite, i lavori legati al settore manifatturiero e ad alcune professioni tecniche.

Il lavoro dignitoso scarseggia nelle economie in via di sviluppo

Nelle economie dei paesi in via di sviluppo, la sfida resta quella di creare un numero sufficiente di posti di lavoro dignitoso per assorbire una popolazione giovanile in continua crescita. I bassi tassi di disoccupazione nascondono una diffusa precarietà del mercato del lavoro, poiché molti giovani non possono permettersi di rimanere disoccupati e finiscono quindi per svolgere lavori informali o instabili.

Nei paesi a basso reddito e a reddito medio-basso, quasi nove giovani lavoratori su dieci di età compresa tra i 15 e i 29 anni lavorano nell’economia informale, con un accesso limitato a un reddito stabile e alla protezione sociale. Il rapporto individua nell’Africa subsahariana la subregione che deve far fronte a pressioni demografiche particolarmente elevate e, al contempo, a una disponibilità insufficiente di lavoro dignitoso, con il risultato che un numero crescente di giovani si trova nella condizione di NEET.

Gli Stati arabi e l’Africa settentrionale continuano a registrare i tassi di disoccupazione giovanile più elevati al mondo. Nel 2025, la disoccupazione giovanile si attestava al 26,2 per cento negli Stati arabi e al 22,6 per cento nell’Africa settentrionale. In entrambe le subregioni, almeno un giovane su tre era NEET.

La tecnologia sta trasformando l’occupazione giovanile

Il rapporto rileva che il cambiamento tecnologico, compreso il progresso dell’intelligenza artificiale (IA), sta trasformando le opportunità per i giovani lavoratori.

Secondo le stime, il 6,1 per cento dei posti di lavoro occupati da giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni riguarda professioni fortemente esposte ai cambiamenti legati all’IA. Molte di queste coincidono con le professioni che richiedono competenze di livello intermedio e che dal 2023 hanno registrato una diminuzione tra i giovani, in particolare le mansioni d’ufficio e amministrative. Allo stesso tempo, continua a crescere la domanda in alcune professioni tecniche ad alta intensità di conoscenza in settori quali la scienza, la salute e l’ingegneria, sottolineando l’importanza di garantire ai giovani l’accesso alle competenze in linea con l’evoluzione del mercato del lavoro.

“Si parla sempre di più di intelligenza artificiale”, ha dichiarato Sukti Dasgupta, Direttrice del Dipartimento per l’occupazione, le competenze e le imprese sostenibili dell’OIL. “Sebbene l’impatto diretto sull’occupazione giovanile non sia ancora chiaro, non possiamo permetterci di essere compiacenti e di sottovalutare i rischi. Dobbiamo intensificare gli investimenti nelle competenze, nell’apprendimento permanente e nella protezione sociale, affinché i giovani possano adattarsi ai cambiamenti e cogliere nuove opportunità. Il progresso tecnologico, compresa l’intelligenza artificiale, deve essere al servizio dei giovani, non andare a loro svantaggio.”

Tornare a un futuro di opportunità di lavoro dignitoso

Il rapporto invita a rinnovare l’azione per aiutare i giovani a orientarsi in un mondo del lavoro sempre più incerto. Tra le principali misure delle politiche raccomandate figurano:

  • adottare un approccio alla governance dell’intelligenza artificiale incentrato sulla persona, assicurando che l’innovazione crei opportunità anziché accentuare le disuguaglianze;
  • investire in un’istruzione di qualità, nell’apprendimento permanente e nell’apprendistato;
  • rafforzare i servizi per l’impiego e le istituzioni del mercato del lavoro per sostenere la transizione dei giovani verso il lavoro, con particolare attenzione alle giovani donne;
  • ampliare la protezione sociale e garantire i diritti del lavoro, in particolare per i giovani in situazioni di vulnerabilità; e
  • creare maggiori opportunità di lavoro dignitoso attraverso politiche macroeconomiche e settoriali favorevoli.

Il rapporto conclude che la sfida non consiste soltanto nel creare più lavoro per i giovani, ma anche nel garantire che tale lavoro offra sicurezza, dignità e opportunità per affrontare con successo la transizione verso l’età adulta.