Il Quadro d’azione mondiale di Marrakech richiede un’azione su larga scala per porre fine al lavoro minorile
Il documento, adottato in occasione della 6ª Conferenza mondiale sull’eliminazione del lavoro minorile, mira ad accelerare i progressi e ribadisce la necessità di mantenere alta la priorità dell’eliminazione del lavoro minorile nei quadri internazionali di sviluppo sostenibile.
16 febbraio 2026
MARRAKECH (Notizie OIL) — Il nuovo Quadro d’azione mondiale contro il lavoro minorile, adottato a Marrakech, richiede di rafforzare l’attuazione delle norme internazionali del lavoro, in particolare la Convenzione OIL sull’età minima, 1973 (n. 138), e la Convenzione OIL sulle peggiori forme di lavoro minorile, 1999 (n. 182). Il documento sollecita inoltre una più efficace applicazione delle leggi, il consolidamento delle istituzioni, il rafforzamento del dialogo sociale e un migliore coordinamento delle politiche.
Secondo le stime più recenti, sono ancora 138 milioni i bambini coinvolti nel lavoro minorile, di cui 54 milioni in lavori pericolosi. Il Quadro punta ad ampliare gli interventi che hanno già dimostrato la loro efficacia nel contrastare il fenomeno.
Il testo è stato adottato durante la 6ª Conferenza mondiale sull’eliminazione del lavoro minorile, svoltasi a Marrakech dall’11 al 13 febbraio 2026. Nel suo intervento alla sessione di apertura, il Direttore Generale dell’OIL, Gilbert F. Houngbo, ha sottolineato l’urgenza di accelerare i progressi per onorare gli impegni assunti a livello internazionale.
“Con il ritmo attuale, non raggiungeremo l’obiettivo di eliminare il lavoro minorile entro il 2030”, ha dichiarato Houngbo, evidenziando che il problema non risiede nella mancanza di soluzioni, bensì nella capacità di attuare su larga scala le soluzioni che si sono già dimostrate efficaci.
Younes Sekkouri, Ministro dell’Inclusione economica, delle Piccole imprese, dell’Occupazione e delle Competenze del Marocco, ha affermato: “Il Quadro d’azione mondiale di Marrakech, adottato all’unanimità dai paesi partecipanti, dai governi e dai rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori, ci permetterà di unire le forze e di agire con determinazione per sradicare il lavoro minorile a livello mondiale, in particolare nei settori in cui è urgente intervenire, come l’agricoltura”.
La Conferenza ha riunito governi, organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori, nonché un’ampia coalizione di partner impegnati a promuovere l’attuazione rapida e coordinata delle misure necessarie.
Un’attenzione particolare è rivolta alla prevenzione, soprattutto per i bambini più piccoli (tra i 5 e gli 11 anni) e nelle aree rurali, dove la maggior parte del lavoro minorile si concentra nel settore agricolo. Tra le priorità figurano l’estensione dell’accesso universale all’istruzione di base gratuita, obbligatoria e di qualità; il rafforzamento dei sistemi universali di protezione sociale per i bambini e le famiglie; e la promozione del lavoro dignitoso per gli adulti e i giovani.
Il Quadro riconosce che il lavoro minorile è al tempo stesso causa e conseguenza della povertà ed è influenzato da fattori strutturali più ampi, quali la carenza di opportunità di lavoro dignitoso e le lacune nei sistemi di protezione e nei servizi essenziali.
Di conseguenza, il documento invita ad adottare risposte integrate e multidimensionali, capaci di collegare istruzione, sviluppo delle competenze, occupazione e protezione sociale, al fine di affrontare le cause profonde del fenomeno e potenziare su larga scala le iniziative che producono risultati concreti.
Il Quadro richiama inoltre l’attenzione sulle sfide emergenti e persistenti, tra cui lo sfruttamento sessuale commerciale dei minori facilitato dalle tecnologie digitali, sottolineando la necessità di adeguare le normative e le politiche volte a garantire la protezione dei bambini. Stabilisce altresì impegni in materia di monitoraggio e responsabilità, tra cui il miglioramento della raccolta dei dati e la misurazione periodica dei progressi sulla base di indicatori concordati.
Pur riconoscendo che la regione africana rappresenta un importante laboratorio di innovazione e buone pratiche, il documento evidenzia che essa registra la più alta incidenza e il numero assoluto più elevato di bambini coinvolti nel lavoro minorile, richiedendo pertanto un’attenzione e un sostegno mirati.
Il Quadro si basa sull’Appello all’azione di Durban del 2022 e lo integra, riconoscendone la rilevanza, pur constatando che non è stato pienamente attuato. Il Quadro di Marrakech ribadisce che l’eliminazione del lavoro minorile deve restare una priorità nei quadri internazionali di sviluppo sostenibile fino al 2030 e oltre, e sollecita una leadership politica costante, finanziamenti adeguati e solidi meccanismi di responsabilità affinché l’agenda post-2030 continui a guidare i progressi verso l’eliminazione del lavoro minorile ovunque nel mondo.
Marrakech, 11-13 February
6th Global conference on the elimination of child labour
Area tematica
Lavoro minorile
Appello all’azione di Durban per l’eliminazione del lavoro minorile