A collage of diverse workplaces illustrating occupational safety and health: agricultural workers tending plants, construction work on scaffolding, garment factory workers sewing, a street food vendor grilling corn, food processing staff in protective gear, customer service agents wearing headsets, sanitation workers collecting waste, healthcare workers assisting a patient, a market vendor selling citrus fruits, and a classroom of young children with a teacher—highlighting a wide range of occupations and wo

Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro 2026

840.000 decessi all’anno collegati ai rischi psicosociali sul lavoro

Un nuovo rapporto mondiale dell’OIL mostra come un lavoro progettato o gestito in modo inadeguato, inclusi carichi elevati, orari prolungati e insicurezza occupazionale in contesti lavorativi mal gestiti, stia danneggiando la salute dei lavoratori e delle lavoratrici e l’economia.

22 aprile 2026

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GINEVRA (Notizie OIL) — Più di 840.000 persone muoiono ogni anno a causa di problemi di salute legati ai rischi psicosociali, come orari di lavoro lunghi, insicurezza del lavoro e molestie sul lavoro, secondo un nuovo rapporto mondiale dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL). Questi rischi psicosociali legati al lavoro sono principalmente associati a malattie cardiovascolari e disturbi mentali, incluso il suicidio.

Il rapporto rileva inoltre che questi rischi rappresentano quasi 45 milioni di anni di vita aggiustati per la disabilità (DALY) persi ogni anno, riflettendo gli anni di vita sana persi a causa di malattia, disabilità o morte prematura. Si stima che queste equivalgano a perdite economiche equivalenti all’1,37 per cento del Prodotto interno lordo (PIL) mondiale ogni anno.

Il rapporto L’ambiente di lavoro e gli aspetti psicosociali. Sviluppi globali e percorsi per l’azione evidenzia il crescente impatto del modo in cui il lavoro è progettato, organizzato e gestito sulla la salute e sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici. Esso avverte che i fattori di rischio psicosociale — tra cui orari di lavoro lunghi, insicurezza occupazionale, elevate richieste con scarso controllo, e bullismo e molestie sul lavoro — possono creare ambienti di lavoro dannosi se non adeguatamente gestiti.

Che cos’è l’ambiente di lavoro psicosociale?

Il rapporto introduce il concetto di ambiente di lavoro psicosociale come l’insieme degli elementi del lavoro e delle interazioni sul luogo di lavoro legati al modo in cui le mansioni sono progettate e il lavoro è organizzato e gestito, come pure le politiche, le pratiche e le procedure più ampie che regolano il lavoro. Questi elementi, sia individualmente che in combinazione tra loro, influenzano la salute e il benessere dei lavoratori e delle lavoratrici, nonché le performance organizzative.

Per comprendere meglio i rischi psicosociali, il rapporto propone tre livelli interrelati dell’ambiente di lavoro:

  • Il primo livello riguarda la natura stessa del lavoro, includendovi le richieste o domande di lavoro, le responsabilità, l’adeguatezza delle competenze dei lavoratori, l’accesso alle risorse e la progettazione delle mansioni in termini di significato, varietà e utilizzo delle competenze.
  • Il secondo livello attiene al modo in cui il lavoro è organizzato e gestito e include la chiarezza dei ruoli, le aspettative, l’autonomia, i carichi di lavoro, il ritmo lavorativo, la supervisione e il supporto.
  • Il terzo livello concerne le politiche, le pratiche e le procedure più ampie che regolano il lavoro. Queste includono le modalità di impiego e gli orari di lavoro, la gestione del cambiamento organizzativo, il monitoraggio digitale, i processi di valutazione e gli incentivi per la performance, le politiche e i sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro, le procedure di prevenzione di violenza e molestie, e i meccanismi di consultazione e partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici.

Il rapporto sottolinea che i rischi psicosociali derivano da questi elementi e possono essere prevenuti attraverso approcci organizzativi che affrontano le cause alla radice. Esso evidenzia inoltre l’importanza di integrare la gestione dei rischi psicosociali nei sistemi di salute e sicurezza sul lavoro, supportata dal dialogo sociale tra governi, datori di lavoro e lavoratori.

Metodo di stima OIL per gli 840.000 decessi

La stima di oltre 840.000 decessi all’anno è stata ottenuta utilizzando due fonti principali. La prima è costituita dai dati sulla prevalenza globale di cinque fattori di rischio psicosociale sul lavoro: stress lavorativo (elevate richieste combinate con basso controllo), squilibrio sforzo–ricompensa, insicurezza occupazionale, orari di lavoro lunghi, e bullismo e molestie sul lavoro. La seconda è rappresentata da ricerche scientifiche che mostrano come questi rischi aumentino la probabilità dell’insorgenza di gravi problemi di salute, come malattie cardiache, ictus e disturbi mentali, incluso il suicidio.

Questi livelli di rischio sono stati poi applicati ai dati più recenti sulla mortalità e sulla salute globale dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e dello studio Global Burden of Disease (Carico globale di malattia), per stimare il numero di decessi e gli anni di vita aggiustati per la disabilità attribuibili a tali rischi ogni anno. Questo approccio ha permesso all’OIL di quantificare sia il costo umano che l’onere economico, includendovi la stima delle perdite di produttività e i costi associati agli anni di vita sana persi che sono stati misurati in termini di proporzione di PIL.

Inoltre, il rapporto sintetizza un ampio corpus di evidenze che dimostrano come i rischi psicosociali siano collegati a una vasta gamma di condizioni di salute mentale e fisica tra i lavoratori e le lavoratrici, tra cui la depressione e l’ansia, nonché le malattie metaboliche, i disturbi muscoloscheletrici e i disturbi del sonno.

Esposizione diffusa

Sebbene molti rischi psicosociali non siano nuovi, le grandi trasformazioni nel mondo del lavoro — tra cui digitalizzazione, l’intelligenza artificiale, il lavoro da remoto e le nuove forme di impiego — stanno ridefinendo l’ambiente di lavoro psicosociale. Se non adeguatamente gestiti, questi cambiamenti possono intensificare i rischi esistenti o crearne di nuovi. Allo stesso tempo, essi possono offrire opportunità per migliorare l’organizzazione del lavoro e aumentare la flessibilità, evidenziando la necessità di azioni proattive.

“I rischi psicosociali stanno diventando una delle sfide più significative per la salute e la sicurezza sul lavoro nel mondo del lavoro contemporaneo”, ha dichiarato Manal Azzi, responsabile del gruppo sulle politiche e i sistemi di salute e sicurezza sul lavoro dell’OIL. “Migliorare l’ambiente di lavoro psicosociale è essenziale non solo per proteggere la salute mentale e fisica dei lavoratori e delle lavoratrici, ma anche per rafforzare la produttività, la performance organizzativa e lo sviluppo economico sostenibile.”

Affrontando questi rischi in modo proattivo, conclude il rapporto, i paesi e le imprese possono creare luoghi di lavoro più sani che avvantaggiano lavoratori/trici e organizzazioni, rafforzando al contempo la produttività e la resilienza economica.

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