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OIL: la contrattazione collettiva è la chiave del lavoro dignitoso nel settore artistico

Una nuova pubblicazione dell’OIL illustra come i sindacati e i datori di lavoro utilizzano i contratti collettivi per rendere il settore dell’arte e dell’intrattenimento più equo e sostenibile.

13 novembre 2025

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GINEVRA (Notizie OIL) — Una nuova nota di orientamento per le politiche dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) illustra come la contrattazione collettiva e il dialogo sociale possano promuovere retribuzioni eque, sicurezza dell’occupazione e protezione sociale per milioni di lavoratori nel settore dell’arte e dell’intrattenimento.

Il settore dell’arte e dell’intrattenimento spazia dal cinema, alla musica, al teatro, alla radiodiffusione e alle arti visive, fino al segmento in rapida crescita dei media digitali. Il settore è una fonte importante di occupazione, innovazione ed espressione culturale. Tuttavia, esso continua a registrare persistenti carenze di lavoro dignitoso, tra cui informalità, accordi di lavoro imprevedibili e accesso limitato alla protezione sociale.

Basandosi su oltre 50 contratti collettivi ed esempi nazionali provenienti da tutto il mondo, la nota di orientamento Achieving decent work in the arts and entertainment sector: The role of collective bargaining (“Raggiungere il lavoro dignitoso nel settore delle arti e dell’intrattenimento: Il ruolo della contrattazione collettiva”) mostra come un dialogo sociale efficace possa rendere l’economia creativa più equa, inclusiva e sostenibile.

“La contrattazione collettiva consente ai lavoratori e ai datori di lavoro di elaborare soluzioni che riflettano le realtà del settore, che si tratti delle condizioni di lavoro o delle problematiche emergenti legate alla digitalizzazione”, ha affermato Frank Hagemann, Direttore del Dipartimento sulle politiche settoriali dell’OIL. “Essa può contribuire ad affrontare l’impatto delle nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, e a rafforzare la tutela degli artisti autonomi”.

La pubblicazione esamina le pratiche innovative provenienti da diverse regioni:

  • In Germania, un nuovo accordo nel settore cinematografico ha introdotto settimane lavorative più brevi, limiti orari più severi e una retribuzione più elevata per gli straordinari nel 2024.
  • In Belgio, un nuovo accordo ha stabilito i compensi minimi per gli artisti e i tecnici autonomi impegnati in spettacoli finanziati con fondi pubblici nel 2024.
  • In Senegal, il primo contratto collettivo nel settore musicale ha stabilito la retribuzione minima, la copertura previdenziale e un sistema unico di contributi nel 2024.
  • Negli Stati Uniti, un accordo sindacale ha esteso i benefici agli influencer dei social media nel 2021.

Il rapporto mostra anche come i finanziamenti pubblici possano fungere da leva per promuovere il lavoro dignitoso, collegando i sussidi al rispetto dei contratti collettivi e degli standard di retribuzione equa.

Sulla base delle conclusioni della riunione tecnica dell’OIL del 2023 su “Il futuro del lavoro nel settore delle arti e dello spettacolo”, la nota di orientamento invita i governi, i datori di lavoro e i lavoratori a rafforzare il dialogo sociale, adattare i quadri giuridici e ampliare lo sviluppo delle capacità per garantire che tutti i professionisti creativi possano godere del diritto alla contrattazione collettiva.

“Questa pubblicazione offre percorsi pratici ai membri dell’OIL per fare del lavoro dignitoso una realtà nell’economia creativa”, ha affermato Margherita Licata, specialista del Dipartimento sulle politiche settoriali dell’OIL. “Essa dimostra che, attraverso la contrattazione collettiva, le parti sociali possono affrontare il cambiamento tecnologico, promuovere l’uguaglianza e garantire che la libertà artistica vada di pari passo con condizioni di lavoro eque e sicure”.

Achieving decent work in the arts and entertainment sector - The role of collective bargaining
Cover Achieving decent work in the arts and entertainment sector

Policy guidance note

Achieving decent work in the arts and entertainment sector - The role of collective bargaining

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