Intelligenza artificiale
Studio OIL sottolinea la necessità per i responsabili delle risorse umane di capire meglio i rischi legati all’intelligenza artificiale
La pubblicazione esamina il crescente utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle prassi di risorse umane e avverte che una progettazione inadeguata può compromettere l’efficacia della gestione del personale.
18 novembre 2025
GINEVRA (Notizie OIL) — Un nuovo documento di lavoro dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) che esamina come l’intelligenza artificiale (IA) venga integrata nella gestione delle risorse umane rivela che molti sistemi si basano su obiettivi poco chiari, dati parziali o incompleti e processi di programmazione poco trasparenti. Queste carenze possono distorcere il processo decisionale, rafforzare le disuguaglianze ed esporre i datori di lavoro a rischi giuridici ed etici, avvertono gli autori del documento.
La nuova analisi dell’OIL fornisce una valutazione critica e mette in luce i rischi strutturali che i decisori delle politiche e i datori di lavoro dovrebbero affrontare per garantire risultati conformi ai principi del lavoro dignitoso.
Il documento di lavoro AI in human resource management: The limits of empiricism (“L’intelligenza artificiale nella gestione delle risorse umane: I limiti dell’empirismo”) fa risalire queste sfide a una tendenza consolidata delle prassi di risorse umane di equiparare quantificazione e oggettività. Mentre le organizzazioni dipendono sempre più dall’intelligenza artificiale per il reclutamento, la definizione delle retribuzioni, la pianificazione e la valutazione delle prestazioni, l’articolo sostiene che un eccessivo affidamento a strumenti basati sui dati può portare all’adozione acritica di tecnologie poco adatte alla gestione del personale, soprattutto quando i sistemi vengono sviluppati senza adeguate misure di sicurezza o senza la consapevolezza dei loro limiti.
“Le organizzazioni spesso danno per scontato che l’intelligenza artificiale migliorerà l’efficienza o ridurrà i pregiudizi, ma questi sistemi dipendono dalla qualità dei loro obiettivi e dei loro dati”, ha affermato Janine Berg, economista senior del Dipartimento della ricerca dell’OIL. “Senza un approccio incentrato sulla persona, l’intelligenza artificiale può inavvertitamente minare l’equità, la trasparenza e la fiducia sul lavoro”.
La pubblicazione delinea un quadro pratico per la valutazione dei sistemi di intelligenza artificiale nelle risorse umane e sollecita una maggiore partecipazione dei lavoratori, meccanismi di governance più chiari e una maggiore trasparenza nelle modalità di progettazione e applicazione di queste tecnologie. La pubblicazione sottolinea inoltre l’importanza del dialogo sociale per promuovere un’adozione responsabile dell’intelligenza artificiale, in linea con i principi del lavoro dignitoso.
I risultati contribuiscono ai lavori constanti dell’OIL sulla trasformazione digitale e offrono spunti fattuali ai governi, ai datori di lavoro e ai lavoratori che desiderano sfruttare la tecnologia salvaguardando al contempo i diritti fondamentali e pratiche di lavoro efficaci.
Working Paper 154
AI in human resource management: The limits of empiricism
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Observatory on AI and Work in the Digital Economy