Lavoro minorile

Il 2021 è l’Anno internazionale per l’eliminazione del lavoro minorile

Nonostante il lavoro minorile sia diminuito di oltre un terzo nell’ultimo decennio, circa 152 milioni di bambini ne sono ancora vittime. L’azione collettiva a livello mondiale può invertire questa tendenza.

Comunicato stampa | 3 febbraio 2021
ROMA (notizie OIL) — L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), in collaborazione con il partenariato mondiale dell’Alleanza 8.7, si associa all’Anno Internazionale per l’eliminazione del lavoro minorile adottato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. L’obiettivo di questa iniziativa è quello di incoraggiare azioni legislative e politiche finalizzate a prevenire e contrastare il minorile nel mondo.

La risoluzione che proclama il 2021 come Anno internazionale per l’eliminazione del lavoro minorile è stata adottata all’unanimità dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2019 per sollecitare i governi ad adottare le misure necessarie per promuovere il lavoro dignitoso e raggiungere l’Obiettivo 8.7 previsto dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile. Tale obiettivo chiede agli Stati membri di adottare misure immediate ed efficaci per eliminare il lavoro forzato, porre fine alla schiavitù moderna e alla tratta di esseri umani, garantire la proibizione e l’eliminazione delle forme peggiori di lavoro minorile (compreso il reclutamento e l’uso di bambini-soldato) e di porre fine al lavoro minorile in tutte le sue forme entro il 2025.

L’OIL stima che negli ultimi 20 anni siano stati affrancati dal lavoro minorile quasi 100 milioni di bambini, portando il numero da 246 milioni nel 2000 a 152 milioni nel 2016. I progressi raggiunti nelle varie regioni del mondo sono tuttavia diseguali. Secondo le recenti stime dell’OIL, sono ancora 152 milioni i bambini — 68 milioni sono bambine e 88 milioni sono bambini — vittime di lavoro minorile. Metà di essi, 73 milioni, sono costretti in attività di lavoro pericolose che mettono a rischio la salute, la sicurezza e il loro sviluppo morale. Tale fenomeno si è inasprito con la crisi economica innescata dalla pandemia del COVID-19 che ha esacerbato le disuguaglianze già esistenti, mettendo a repentaglio i progressi compiuti nella lotta contro il lavoro minorile.

L’iniziativa dell’Anno internazionale per l’eliminazione del lavoro minorile incoraggia tutti i soggetti interessati — istituzioni nazionali e regionali, parti sociali e organizzazioni di varia natura — a promuovere entro la fine di dicembre 2021 azioni concrete (Action Pledges) volte a contribuire all’eliminazione del lavoro minorile entro il 2025. Nel corso di questo anno verranno promosse una serie di iniziative che mirano ad informare e sensibilizzare tutta la società civile su questo problema di rilevanza globale che colpisce un bambino su 10.

La strategia che guiderà le iniziative si basa su tre pilastri: (i) Agire: identificare l’iniziativa da proporre e mettersi in moto: (ii) Inspirare: condividere il viaggio attraverso storie ed esperienze e; (iii) Crescere: costruire idee e contribuire al cambiamento.

I responsabili di tali progetti sono invitati a documentare i loro sforzi e i progressi compiuti nel corso dell’anno, attraverso video, interviste, raccolta di storie e testimonianze. Il termine ultimo per presentare progetti, campagne di informazione e sensibilizzazione e altre iniziative è previsto per il 30 marzo e devono essere inviate seguendo questo link.

In questo contesto, l’iniziativa mondiale “Musica contro il lavoro minorile” — promossa dall’OIL nel 2013 — ha inoltre lanciato un concorso canoro che si avvale delle potenzialità della musica per portare avanti la battaglia contro il lavoro minorile. Tale iniziativa chiama i musicisti — sia professionisti che dilettanti — a partecipare creando nuove canzoni per rinnovare l’impegno all’eliminazione del lavoro minorile. Il termine previsto per la presentazione delle canzoni è il 12 aprile 2021.

L’Anno Internazionale culminerà alla quinta edizione della Conferenza Globale sul Lavoro Minorile (5th Global Conference on Child Labour) che si terrà in Sudafrica nel 2022, dove le parti interessate condivideranno le loro esperienze e si impegneranno ulteriormente nel porre fine al lavoro minorile in tutte le sue forme entro il 2025, così come al lavoro forzato, alla tratta di esseri umani e alla moderna schiavitù entro il 2030.