Parità salariale

L’Italia entra a far parte della Coalizione internazionale per la parità salariale

L’Italia aderisce all’iniziativa che promuove la parità di retribuzione a livello internazionale, regionale e nazionale.

Comunicato stampa | 19 febbraio 2020
In occasione della riunione sulla promozione della parità salariale in Europa che si è svolta a Berlino il 18 e 19 febbraio, la delegazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha formalizzato l’adesione dell’Italia alla Coalizione internazionale per la parità di retribuzione (EPIC).

Lanciata in occasione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel settembre 2017, EPIC è una coalizione che riunisce molteplici soggetti con l’obiettivo principale di promuovere l’adozione di misure concrete per il raggiungimento della parità di retribuzione (vedi Riquadro) e dell’Obiettivo 5 dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile sulla parità di genere e l’emancipazione di tutte le donne e le ragazze. Guidata dall’OIL, insieme a ONU Donne e OCSE, la Coalizione opera a livello globale, regionale e nazionale per far fronte alla sfida attraverso scambi di esperienza e di interventi nazionali, come pure la diffusione di buone pratiche.

Obiettivi della Coalizione internazionale per la parità di retribuzione

  • Promuovere la ratifica universale della Convenzione OIL n.100 sulla parità di remunerazione del 1951 e migliorarne l’attuazione;
  • Migliorare la legislazione nazionale sulla parità retributiva e la sua applicazione; Produrre dati statistici e monitorare sia le tendenze sul divario retributivo di genere che le politiche per ridurlo;
  • Promuovere la condivisione delle conoscenze attraverso scambi di buone pratiche tra le parti, sviluppo di capacità e servizi di supporto tecnico;
  • Supportare governi, imprese, organizzazione dei datori di lavoro e sindacati al progresso verso la parità retributiva;
  • Promuovere politiche e misure che tengano conto della prospettiva di genere per ridurre il divario retributivo.
Secondo l’ultimo rapporto mondiale sui salari dell’OIL, ancora oggi il salario delle lavoratrici è inferiore di circa il 20 per cento a quello dei lavoratori anche se svolgono lo stesso lavoro o comunque un lavoro di egual valore. Il divario salariale di genere in Italia si attesta intorno al 12 per cento. Le disparità retributive rappresentano una sfida cruciale a livello mondiale. L’interruzione della carriera per congedo maternità e la tendenza a considerare le madri meno ambiziose e disposte a lavorare rispetto agli uomini sono tra le ragioni che incidono su queste disparità. Indipendentemente dal tipo di lavoro che una donna svolge, dal suo reddito e dalle preferenze personali, incidono altresì le responsabilità di assistenza e di cura che ricadono principalmente sulle donne.

Nonostante sia un obiettivo nazionale ancora da raggiungere, le istituzioni italiane sono impegnate da tempo in iniziative che mirano alla realizzazione della parità di retribuzione. Questo principio è contenuto nell’articolo 37 della Costituzione della Repubblica italiana che sancisce che “la donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore”. Il progresso per l’attuazione di questo principio è stato anche reso possibile dalla ratifica della Convenzione dell’OIL n. 100 sull’uguaglianza salariale che portò alla revisione della legislazione nazionale vigente agli inizi degli anni ’60 del secolo scorso che prevedeva, per alcuni settori economici e professioni, dei coefficienti di retribuzione inferiori per le lavoratrici rispetto ai salari dei colleghi di sesso maschile. Il tema della parità retributiva continua ad essere una priorità per le politiche del lavoro, dell’uguaglianza e della non discriminazione. È attualmente in discussione al Parlamento un disegno di legge che promuove una maggiore trasparenza sulle retribuzioni attraverso la predisposizione di rapporti annuale delle imprese, il rafforzamento dei controlli e sanzioni, e la concessione di un “bollino” per le aziende virtuose.

In ambito internazionale, l’Italia promuove i principi della parità di genere e della non discriminazione. Nel 2017, durante la Presidenza italiana del G7, il Vertice dei Leader del G7 di Taormina ha adottato una dichiarazione per un ambiente economico sensibile al genere. Le tematiche relative all’uguaglianza di genere sono prioritarie nell’azione della cooperazione allo sviluppo dell’Italia. Esse sono considerate una delle principali questioni trasversali in tutte le iniziative e programmi di cooperazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.