A factory worker stands in front of a computer

Intelligenza artificiale e mondo del lavoro

Nuova nota OIL: quello che gli indicatori di esposizione all’IA rivelano sui posti di lavoro

I risultati sottolineano l’utilità di queste misure ma anche i loro limiti nel prevedere le perdite di posti di lavoro o gli esiti del mercato del lavoro.

17 aprile 2026

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GINEVRA (Notizie OIL) — La nuova nota tecnica Workers’ exposure to AI. What indicators tell us and what they don’t (“Esposizione dei lavoratori all’IA. Quello che gli indicatori ci dicano e quello che non dicono”) dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) esamina come gli indicatori di esposizione all’intelligenza artificiale (IA) vengano utilizzati per valutare i potenziali impatti sui posti di lavoro, evidenziandone il valore ma anche i limiti.

Con la crescente attenzione verso l’IA generativa (GenAI), gli indicatori di esposizione sono sempre più utilizzati per stimare quali attività e occupazioni potrebbero essere automatizzate o trasformate. Tuttavia, l’OIL avverte che queste misure non dovrebbero essere interpretate, da sole, come previsioni di perdite di posti di lavoro o di esiti del mercato del lavoro.

La nota mostra che i risultati variano a seconda di come viene misurata l’esposizione. Gli approcci precedenti, basati sull’automazione, indicavano i lavori meno qualificati e più routinari come i più a rischio. Le misure più recenti, basate sulle capacità dell’IA, identificano invece occupazioni ad alta qualificazione e di tipo cognitivo — inclusi ruoli negli ambiti imprenditoriale, finanziario, informatico e dell’istruzione — tra le più esposte.

Si evidenzia inoltre che l’esposizione all’IA si estende oltre i lavori direttamente interessati. Le occupazioni altamente esposte tendono a essere strettamente collegate ad altre attraverso competenze condivise e percorsi di carriera, il che significa che i cambiamenti in questi ruoli possono avere effetti a catena più ampi sull’intero mercato del lavoro.

Allo stesso tempo, tutte le misure di esposizione presentano importanti limiti. Si basano su descrizioni statiche delle attività attuali, non tengono conto della fattibilità economica o dei vincoli di adozione dell’IA e riflettono assunzioni soggettive. Soprattutto, descrivono ciò che l’IA potrebbe fare, come primo passo dell’analisi, non ciò che accadrà nella pratica.

L’OIL sottolinea che gli indicatori di esposizione sono meglio interpretati come segnali precoci di dove il lavoro potrebbe cambiare. Per orientare efficacemente le politiche, tali indicatori dovrebbero essere considerati come strumenti di allerta precoce e combinati con evidenze sugli sviluppi effettivi del mercato del lavoro, inclusi occupazione, salari e transizioni occupazionali, nonché con fattori economici e istituzionali più ampi che influenzano l’adozione dell’IA.

Chiarendo i punti di forza ma anche i limiti di questi strumenti, l’OIL mira a sostenere i decisori delle politiche nell’utilizzo responsabile delle misure di esposizione all’IA e nella progettazione di politiche che promuovano esiti del mercato del lavoro inclusivi e sostenibili.

Workers’ exposure to AI: What indicators tell us – and what they don’t

Research brief

Workers’ exposure to AI: What indicators tell us – and what they don’t

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