L’ILO condanna la repressione e l’uccisionedei manifestanti pacifici nello Yemen

Il Direttore Generale dell’Ufficio Internazionale del Lavoro (ILO), Juan Somavia, ha espresso il suo profondo rammarico di fronte all’incapacità del Presidente yemenita, Ali Abdallah Saleh, di instaurare un dialogo costruttivo con i manifestanti pacifici che invocano riforme sociali, economiche e politiche.

22 marzo 2011

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Il Direttore Generale dell’Ufficio Internazionale del Lavoro (ILO), Juan Somavia, ha espresso il suo profondo rammarico di fronte all’incapacità del Presidente yemenita, Ali Abdallah Saleh, di instaurare un dialogo costruttivo con i manifestanti pacifici che invocano riforme sociali, economiche e politiche. “Al contrario, la violenza delle forze dell’ordine ha portato all’inaccettabile perdita di vite umane. È sempre più urgente mettere fine alla repressione e al conflitto che minaccia di trasformarsi in una guerra civile”, ha dichiarato Somavia.

Il Direttore Generale ha, inoltre, sottolineato il punto di vista dell’organizzazione dei datori di lavoro dello Yemen, che chiede al Presidente di rispondere alle legittime rivendicazioni dei giovani e dei manifestanti. Appello che è stato condiviso anche da un numero crescente di sindacalisti. “In questa difficile situazione che va avanti da tempo, i datori di lavoro e i lavoratori dello Yemen si stanno assumendo le proprie responsabilità, esprimendosi e agendo in favore di una transizione pacifica nel paese. Per questo meritano il nostro totale appoggio”, ha continuato Somavia.

Il Direttore Generale si è unito al Segretario Generale delle Nazioni Unite nel condannare l’uccisione di manifestanti yemeniti da parte delle forze dell’ordine. Recentemente anche il Direttore Generale dell’Organizzazione Araba del Lavoro ha avanzato delle proposte per porre fine alle violenze.

Lunedì Somavia è intervenuto all’apertura di una sessione del Consiglio di Amministrazione dell’ILO dedicata alle sfide legate al cambiamento in corso nei paesi arabi. A proposito dello Yemen, il Direttore Generale durante il suo discorso ha dichiarato: “dopo gli scontri di venerdì scorso, è necessario affermare in modo categorico che è inaccettabile che si spari sulla popolazione e si uccidano persone che semplicemente domandano posti di lavoro dignitosi ed il rispetto dei propri diritti fondamentali”.

Il Direttore Generale ha sottolineato che “i recenti avvenimenti negli altri paesi della regione mostrano come, in fin dei conti, non esistano alternative per rispondere alle richieste che emergono dall’espressione pacifica della volontà del popolo”.