Incontri di primavera 2026 della Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale

Le fragilità del mercato del lavoro aumentano con l’intensificarsi degli shock globali, afferma l’OIL

Nonostante la crescita globale appaia stabile, le debolezze strutturali del mercato del lavoro e l’escalation del conflitto in Medio Oriente minacciano i redditi e il lavoro di milioni di persone, ha avvertito Gilbert F. Houngbo durante le Riunioni di primavera della Banca Mondiale e del Fondo monetario internazionale.

14 aprile 2026

IMF-Spring meetings 2026 © IMF/World Bank
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GINEVRA (Notizie OIL) — All’inizio del 2026, il mercato del lavoro globale appare nel complesso stabile, con la disoccupazione ferma e la fase positiva di crescita economica. Tuttavia, al di sotto di questa apparente stabilità, debolezze strutturali — tra cui l’ampia diffusione dell’economia informale e la povertà estrema — stanno mettendo a rischio milioni di lavoratrici e lavoratori, ha dichiarato il Direttore Generale dell’Organizzazione internazionale del lavoro, Gilbert F. Houngbo.

Nelle dichiarazioni rilasciate durante le Riunioni di primavera della Banca Mondiale e del Fondo monetario internazionale (FMI) a Washington, Houngbo ha sottolineato che le carenze persistenti di lavoro dignitoso stanno minando la coesione sociale e la resilienza economica.

“La sfida più profonda riguarda la qualità del lavoro e la trasformazione strutturale. Circa 284 milioni di lavoratori continuano a vivere in condizioni di povertà estrema, mentre 2,1 miliardi di lavoratori, quasi il 58 per cento della forza lavoro globale, rimangono nell’occupazione informale”, ha affermato.

Houngbo ha inoltre osservato che l’aumento del debito sovrano, lo spazio fiscale limitato e l’elevata incertezza economica riducono ulteriormente la capacità dei governi di sostenere i lavoratori e rafforzare i mercati del lavoro.

Conflitto in Medio Oriente: amplificazione dei rischi economici e occupazionali su scala globale

Il conflitto in corso in Medio Oriente sta intensificando le vulnerabilità a causa dello shock dei mercati energetici, le interruzioni commerciali e l’aumento dei costi, accrescendo il rischio di impatti negativi importanti e duraturi sul mondo del lavoro, ha dichiarato il Direttore Generale.

Nei paesi maggiormente colpiti, i danni alle infrastrutture, le interruzioni delle attività economiche, gli sfollamenti e l’insicurezza sono destinati a ridurre occupazione e redditi, mettendo sotto pressione le istituzioni del mercato del lavoro e i servizi pubblici.

Al di fuori della regione, le perturbazioni nei settori dell’energia, del commercio e delle filiere di approvvigionamento stanno già incidendo sull’occupazione, sui salari e sulle condizioni di lavoro di molte economie. Le famiglie a basso reddito, i lavoratori informali, i lavoratori migranti e le piccole imprese scontano il prezzo maggiore, con un aumento dei rischi di lavoro minorile, lavoro forzato e di altri deficit di lavoro dignitoso.

“Il conflitto in Medio Oriente non è uno shock isolato sovrapposto a un’economia globale altrimenti stabile. Sta aggravando vulnerabilità già esistenti e aumentando la probabilità di effetti più gravi e duraturi sul mondo del lavoro”, ha affermato Houngbo.

Proteggere i lavoratori e rafforzare il mercato del lavoro

Per affrontare le crescenti fragilità del mercato del lavoro in un contesto di crescente incertezza globale, Houngbo ha invitato i governi ad agire rapidamente per proteggere i lavoratori, mantenere lo spazio fiscale per la protezione sociale e attuare politiche attive del mercato del lavoro.

“Una protezione sociale efficace, il sostegno ai mezzi di sostentamento e le politiche attive del mercato del lavoro sono essenziali per evitare che lavoratori e famiglie vulnerabili scivolino ulteriormente nell’insicurezza”.

Nei paesi colpiti dai conflitti, la ripresa e la ricostruzione devono fin dall’inizio promuovere il lavoro dignitoso, i diritti del lavoro, la protezione sociale e delle condizioni di lavoro eque, ha aggiunto.

Houngbo ha esortato i decisori delle politiche a trarre insegnamento dalla crisi attuale, sottolineando che la resilienza economica non può essere costruita su fondamenta deboli del mercato del lavoro.

“Quando la crescita non genera posti di lavoro dignitosi, quando l’informalità resta diffusa e quando le lavoratrici e i lavoratori non hanno sicurezza, voce e protezione, le società diventano molto più vulnerabili agli shock. La persistenza dei deficit di lavoro dignitoso non è solo una questione economica, ma anche una questione di diritti.”