Il paradosso dell’intelligenza artificiale a livello aggregato. Perché gli incrementi di produttività a livello microeconomico scompaiono su larga scala?
Questo documento analizza le ragioni legate ai guadagni consistenti di produttività derivanti dall’intelligenza artificiale (IA), osservati a livello di singole attività e di lavoratori, e la loro mancata traduzione in termini di crescita misurabile della produttività a livello di impresa, settore o economia nel suo complesso. Esso esamina le evidenze che emergono dall’adozione e diffusione dell’IA e dalla trasformazione dei luoghi di lavoro, esplorando al contempo le condizioni economiche e istituzionali che influenzano il modo in cui tali incrementi di produttività si estendono all’intero sistema economico.
6 maggio 2026
Messaggi principali della nota di ricerca The aggregation paradox of AI: Why do micro-economic productivity gains from AI disappear at scale (“Il paradosso dell’IA a livello aggregato. Perché gli incrementi di produttività a livello microeconomico scompaiono su larga scala?”)
- L’intelligenza artificiale (IA) genera guadagni significativi di produttività a livello di singole attività (tipicamente tra il 10 e il 70 per cento), con effetti più marcati per lavoratrici e lavoratori meno esperti e per attività ben definite e ad alta intensità testuale.
- A livello di impresa, le evidenze sono più contrastanti e l’adozione dell’IA rimane disomogenea; i guadagni di produttività si concentrano nelle grandi imprese più avanzate digitalmente, mentre molte aziende registrano impatti limitati oltre le fasi sperimentali.
- A livello settoriale e macroeconomico, non si osserva ancora una crescita della produttività chiaramente attribuibile all’IA nelle statistiche ufficiali, in linea con modelli storici di diffusione lenta e ritardi nei benefici produttivi (la cosiddetta “curva a J della produttività”), nonché con persistenti problemi di misurazione.
- La traduzione dei guadagni microeconomici in crescita della produttività aggregata dipende dall’ampia diffusione della tecnologia, da investimenti complementari nella riorganizzazione del lavoro e nelle competenze, da condizioni macroeconomiche favorevoli e da politiche efficaci a tutela della concorrenza.
- La contrattazione collettiva e il dialogo sociale possono influenzare l’adozione dell’IA, le condizioni di lavoro e la distribuzione degli incrementi di produttività, anche attraverso norme su trasparenza, formazione, organizzazione del lavoro e protezione dei dati.
- L’esperienza legata alla storia dell’elettrificazione e delle tecnologie dell’informazione e comunicazione (TIC) mostra che le rivoluzioni tecnologiche hanno aumentato la produttività aggregata solo dopo profondi cambiamenti organizzativi e adattamenti istituzionali. È probabile che l’IA segua un percorso simile, sebbene con un impatto più ampio anche su attività cognitive e del settore dei servizi.
- In assenza di interventi di politica mirati alle competenze, infrastrutture digitali, protezione sociale, concorrenza e sistemi di contrattazione collettiva, l’IA rischia di ampliare i divari di produttività e reddito tra imprese, lavoratori e paesi, piuttosto che ridurli.
Research brief
The Aggregation Paradox of AI: Why do micro-economic productivity gains from AI disappear at scale
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Observatory on AI and Work in the Digital Economy