Il Direttore Generale dell’ILO lancia l’allarmesulla situazione dei lavoratori in Bahrein

Il Direttore Generale dell’ILO, Juan Somavia, ha espresso ancora una volta la sua grande preoccupazione, già manifestata con una lettera del 1 aprile indirizzata al Primo Ministro del Bahrein, per quanto sta accadendo nel Paese. In particolare, Somavia fa riferimento alle recenti notizie di numerosi casi di discriminazione contro i dirigenti ed i membri della Confederazione Generale dei Sindacati del Bahrein.

5 aprile 2011

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Il Direttore Generale dell’Ufficio Internazionale del Lavoro (ILO), Juan Somavia, ha espresso ancora una volta la sua grande preoccupazione, già manifestata con una lettera del 1 aprile indirizzata al Primo Ministro del Bahrein, per quanto sta accadendo nel Paese. In particolare, Somavia fa riferimento alle recenti notizie di numerosi casi di discriminazione contro i dirigenti ed i membri della Confederazione Generale dei Sindacati del Bahrein (CGSB).

Somavia ha chiesto alle autorità del Bahrein di adottare misure concrete ed immediate per far cessare ogni ulteriore forma di trattamento scorretto, ingiusto e degradante nei confronti dei lavoratori e dei sindacati del Bahrein per il semplice fatto di aver espresso i propri diritti legittimi secondo i principi della libertà sindacale.

A seguito delle manifestazioni pacifiche alle quali le autorità del Bahrein hanno risposto con un utilizzo eccessivo della forza e con la dichiarazione dello stato di emergenza, l’ILO ha ricevuto nuove informazioni riguardo il licenziamento degli attivisti della CGSB ed altre misure repressive che riducono, di fatto, la capacità della confederazione di esercitare le attività legittimamente previste per un sindacato.

Secondo le informazioni ricevute dalla Confederazione internazionale dei sindacati (ITUC-CSI), di cui la CGSB fa parte, la situazione è ulteriormente peggiorata. Circa 300 lavoratori sarebbero stati licenziati per aver preso parte a scioperi e dimostrazioni. Tra di loro spicca il nome di Abdul Ghaffar Abdul Hussain, Presidente del sindacato della Bahrain Petroleum Company ed ex Presidente della CGSB, nonché di altri membri del comitato direttivo della stessa CGSB, licenziati per “aver istigato i lavoratori e i dipendenti a partecipare ad uno sciopero generale”. Per queste stesse ragioni essi saranno portati in tribunale e processati.

Altri licenziamenti di massa hanno avuto luogo all’Alba Aluminium Company, alla Khalifa Sea Port ed alla Gulf Air. Il Segretario Generale ed il vice Presidente del sindacato degli insegnanti del Bahrein fanno parte dei sei membri dell’organizzazione che sono stati arrestati tra il 29 ed il 30 marzo. Secondo le informazioni giunte nella notte del 4 aprile, anche Rulla el Saffar, presidentessa della Bahrain Nursing Society,è stata arrestata e tuttora si ignora dove si trovi. Inoltre, l’agenzia stampa del Bahrein ha annunciato ieri che il Parlamento ha chiesto al governo di prendere misure legali immediate contro i dirigenti dei sindacati e delle associazioni che hanno sostenuto gli scioperi.

Tutte queste informazioni sono estremamente allarmanti, sopratutto perché la CGSB aveva chiesto ai lavoratori di riprendere il proprio lavoro e aveva ricevuto da parte delle autorità pubbliche l’assicurazione che nessuno avrebbe subito alcun tipo di ritorsione per aver preso parte agli scioperi. In effetti, la CGSB ha dimostrato un atteggiamento costruttivo invitando i lavoratori a riprendere il proprio lavoro nell’interesse dell’economia nazionale e al fine di creare le condizioni per un rafforzamento delle basi del dialogo nazionale.

Di fronte al deterioramento della situazione, il Direttore Generale ha deciso di inviare in Bahrein il prima possibile una missione di alto livello dell’ILO al fine di stabilire un dialogo e affrontare, sia con le autorità che con le organizzazioni sindacali e padronali, la questione degli atti anti-sindacali riferiti, nonché di promuovere un processo di cooperazione tripartita che costituisce il mezzo più efficace per uscire dalla situazione di crisi che blocca il paese.

Lo scorso 15 marzo, il Direttore Generale aveva sottolineato l’urgenza di intensificare gli sforzi nel quadro del dialogo avviato tra il governo del Regno del Bahrein e i principali attori sociali, tra cui le organizzazioni sindacali e padronali. Oggi, dunque, il ricorso ad atti discriminatori in contrasto con le Convenzioni dell’ILO, in aggiunta alla violazione dei diritti fondamentali dei lavoratori del Bahrein, suscita una profonda inquietudine e rischia di compromettere un dialogo reale e produttivo.