Cooperazione allo sviluppo
Tavola rotonda di alto livello sul lavoro dignitoso negli Stati fragili
«Se vuoi la pace, coltiva la giustizia». È questo il tema di discussione della tavola rotonda di alto livello che si terrà all’ILO di Ginevra il 20 marzo, il giorno stesso in cui il Consiglio di Amministrazione discuterà i programmi di cooperazione tecnica negli Stati fragili.
21 febbraio 2014
Nel mondo, si stimano in 1,5 miliardi le persone che vivono oggi in paesi colpiti dalla fragilità. La fragilità degli Stati è un fenomeno complesso, dove sono diverse le cause che impediscono la realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Negli Stati fragili, molti dei quali sono paesi meno sviluppati, le istituzioni sociali non riescono ad assorbire gli shock interni o esterni, o ad adattarsi a shock quali tassi di disoccupazione giovanile elevati, migrazione e rapida urbanizzazione, mutamenti climatici devastanti, e aumento della povertà e delle disuguaglianze.
La fragilità è al centro delle agende internazionali umanitarie, di sviluppo e della sicurezza, e diventa sempre più una priorità nelle discussioni sul post-2015. Insieme al gruppo degli Stati che si sono autodefiniti fragili — il «G7+» —, gli autorevoli rappresentanti che parteciperanno alla tavola rotonda di alto livello sull’Agenda di Sviluppo post-2015 chiedono una riforma del modo in cui la comunità internazionale si impegna in questi paesi. Per loro, la chiave sta nello stabilire i presupposti economici atti a generare occupazione e a migliorare i mezzi di sussistenza, come parte di un più ampio modello di costruzione della pace e di consolidamento dello Stato.
Sin dalla fondazione nel 1919, l’ILO è in prima fila nel facilitare la costruzione della pace e la ripresa attraverso programmi e politiche socio-economiche mirate. La mancanza di opportunità di lavoro e di mezzi di sussistenza, la disoccupazione, specie quella giovanile, le disuguaglianze e la mancanza di partecipazione possono agire da catalizzatori per i conflitti. I conflitti, i disastri naturali e la fragilità aggravano la povertà, la disoccupazione e l’informalità, e danno inizio ad un circolo vizioso che porta ad un ulteriore aumento della fragilità. L’Agenda del Lavoro Dignitoso — la creazione di posti di lavoro e di mezzi di sussistenza, la garanzia di livelli di base di sicurezza sociale, la promozione del dialogo sociale e l’applicazione dei diritti fondamentali — può essere fondamentale per rompere questo circolo.
Dal 2004 al 2013, l’ILO ha realizzato 159 progetti di cooperazione tecnica in 18 Stati fragili, insieme ai governi, alle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori, e perlopiù con la collaborazione di altre agenzie delle Nazioni Unite. Oggi, Haiti, la Somalia e Timor-Est sono fra i dieci paesi nei quali l’ILO ha realizzato i maggiori investimenti in progetti di cooperazione tecnica, finanziati grazie ai contributi volontari di altri Stati membri dell’ILO.
L’evento del 20 marzo 2014, organizzato insieme al G7+ e ai rappresentanti permanenti della Nuova Zelanda e di Timor-Est presso le Nazioni Unite a Ginevra, verrà inaugurato dal Direttore Generale dell’ILO, Guy Ryder. Fra i partecipanti: S.E. la Sig.ra Emilia Pires, Ministro delle Finanze di Timor-Est e Presidente del G7+, insieme a rappresentanti dei gruppi dei lavoratori e dei datori di lavoro del Consiglio di Amministrazione dell’ILO. È stato invitato anche un rappresentante di alto livello del Governo della Somalia.
Partecipazione solo su invito.
La fragilità è al centro delle agende internazionali umanitarie, di sviluppo e della sicurezza, e diventa sempre più una priorità nelle discussioni sul post-2015. Insieme al gruppo degli Stati che si sono autodefiniti fragili — il «G7+» —, gli autorevoli rappresentanti che parteciperanno alla tavola rotonda di alto livello sull’Agenda di Sviluppo post-2015 chiedono una riforma del modo in cui la comunità internazionale si impegna in questi paesi. Per loro, la chiave sta nello stabilire i presupposti economici atti a generare occupazione e a migliorare i mezzi di sussistenza, come parte di un più ampio modello di costruzione della pace e di consolidamento dello Stato.
Sin dalla fondazione nel 1919, l’ILO è in prima fila nel facilitare la costruzione della pace e la ripresa attraverso programmi e politiche socio-economiche mirate. La mancanza di opportunità di lavoro e di mezzi di sussistenza, la disoccupazione, specie quella giovanile, le disuguaglianze e la mancanza di partecipazione possono agire da catalizzatori per i conflitti. I conflitti, i disastri naturali e la fragilità aggravano la povertà, la disoccupazione e l’informalità, e danno inizio ad un circolo vizioso che porta ad un ulteriore aumento della fragilità. L’Agenda del Lavoro Dignitoso — la creazione di posti di lavoro e di mezzi di sussistenza, la garanzia di livelli di base di sicurezza sociale, la promozione del dialogo sociale e l’applicazione dei diritti fondamentali — può essere fondamentale per rompere questo circolo.
Dal 2004 al 2013, l’ILO ha realizzato 159 progetti di cooperazione tecnica in 18 Stati fragili, insieme ai governi, alle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori, e perlopiù con la collaborazione di altre agenzie delle Nazioni Unite. Oggi, Haiti, la Somalia e Timor-Est sono fra i dieci paesi nei quali l’ILO ha realizzato i maggiori investimenti in progetti di cooperazione tecnica, finanziati grazie ai contributi volontari di altri Stati membri dell’ILO.
L’evento del 20 marzo 2014, organizzato insieme al G7+ e ai rappresentanti permanenti della Nuova Zelanda e di Timor-Est presso le Nazioni Unite a Ginevra, verrà inaugurato dal Direttore Generale dell’ILO, Guy Ryder. Fra i partecipanti: S.E. la Sig.ra Emilia Pires, Ministro delle Finanze di Timor-Est e Presidente del G7+, insieme a rappresentanti dei gruppi dei lavoratori e dei datori di lavoro del Consiglio di Amministrazione dell’ILO. È stato invitato anche un rappresentante di alto livello del Governo della Somalia.
Partecipazione solo su invito.