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Presentazione del VI Rapporto “Agromafie e caporalato”
Il 29 novembre 2022 la Federazione Lavoratori Agroindustria della Confederazione Generale Italiana del Lavoro (FLAI–CGIL) e l’Osservatorio Placido Rizzotto hanno presentato a Roma il Rapporto “'Agromafie e caporalato”.
Giunto alla sua sesta edizione, il Rapporto “Agromafie e caporalato” analizza le tematiche relative all’economia sommersa e la criminalità organizzata nel settore agricolo, l’incidenza dello sfruttamento lavorativo e dell’intermediazione illecita di manodopera nel settore agroalimentare e le iniziative adottate a livello nazionale per la prevenzione e contrasto a questi fenomeni che ledono la dignità umani delle lavoratrici e dei lavoratori. Come ogni anno il Rapporto offre alcuni approfondimenti territoriali che quest’anno hanno riguardato le provincie del Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Calabria e Sicilia.
Presieduti dal Segretario Generale della FLAI CGIL, Giovanni Mininni, e da Jean-René Bilongo, Presidente dell’Osservatorio Placido Rizzotto, i lavori della giornata hanno visto gli interventi degli autori e autrici che hanno presentato i risultati principali del rapporto e ne hanno discusso con i rappresentanti delle istituzioni ed esperti in materia.
Dai numerosi relatori che si sono susseguiti nel corso della giornata emergono due criticità principali. La prima è di natura statistica ed è collegata alla mancanza di rilevazioni statistiche ufficiali e integrate sull’incidenza dello sfruttamento lavorativo e del lavoro minorile in alcuni settori ad alta incidenza. Al fine di poter progettare, attuare e monitorare le politiche sulla base dell’evidenza per coloro che si trovano in situazioni di maggiore vulnerabilità — incluse le braccianti agricole — è necessario dotarsi di un sistema informativo integrato a livello nazionale.
La seconda criticità è relativa allo sfruttamento delle lavoratrici in agricoltura. Come evidenziato da Erica Barbaccia, dell’Ufficio OIL per l’Italia e San Marino nel corso del suo intervento, nonostante la scarsità di dati statistici disaggregati per genere sulla quantità e qualità del lavoro in agricoltura - alcune evidenze indicano che le donne rappresentano una quota consistente della forza lavoro in agricoltura, con le lavoratrici migranti in forte aumento.
Come emerso dalla prima indagine realizzata dall’OIL a livello nazionale sugli aspetti di genere dello sfruttamento lavorativo, rispetto al complesso dei lavoratori del settore, le lavoratrici agricole sono più esposte a diverse forme di sfruttamento lavorativo anche a causa delle molteplici situazioni di vulnerabilità. Genere, posizione sociale, paese di origine e, per le lavoratrici straniere, status giuridico sono alcuni dei fattori che possono contribuire ad accentuare il rischio di sfruttamento e di violazione dei diritti del lavoro. Per tale motivo, è necessario adottare un’ottica di genere alle azioni prioritarie del Piano triennale di prevenzione e contrasto allo sfruttamento lavorativo.