L’ILO accoglie con favore la Dichiarazione dei Leader religiosi contro la schiavitù
L’ILO accoglie con favore la Dichiarazione contro la schiavitù che i Leader religiosi hanno firmato durante una cerimonia in Vaticano in occasione della Giornata internazionale per l’abolizione della schiavitù.
GINEVRA/ROMA (ILO News) — L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) accoglie con favore la Dichiarazione contro la schiavitù che i leader religiosi hanno firmato durante una cerimonia in Vaticano in occasione della Giornata internazionale per l’abolizione della schiavitù.
Con questa Dichiarazione, papa Francesco e gli altri leader delle religioni ortodossa, anglicana, ebrea, musulmana, buddista e indù, si impegnano «a fare tutto il possibile, nelle nostre comunità religiose e altrove, per lavorare insieme a favore della libertà delle persone ridotte in schiavitù o vittime di tratta perché venga restituito loro un futuro. Oggi abbiamo l’opportunità, la consapevolezza, la saggezza, le innovazioni tecnologiche necessarie a realizzare questo imperativo umano e morale».
«La schiavitù e la tratta degli essere umani violano i diritti umani e la dignità di milioni di donne e di uomini in tutto il mondo. Questa Dichiarazione segna un grande passo avanti nella lotta contro il lavoro forzato e rappresenta un fermo impegno per eliminare le forme contemporanee di schiavitù» ha dichiarato Gilbert Houngbo, Vice Direttore Generale dell’ILO, che ha assistito alla firma della Dichiarazione.
Nel giugno 2014, i governi, i datori di lavoro e i lavoratori riuniti per la Conferenza Internazionale del Lavoro hanno deciso di dare nuovo slancio alla lotta contro il lavoro forzato, adottando un Protocollo e una Raccomandazione che completano la Convenzione (n. 29) dell’ILO sul lavoro forzato del 1930. Il Protocollo rafforza il quadro giuridico internazionale, creando nuove regole per prevenire il lavoro forzato, per proteggere le vittime, e per accordare loro una forma di risarcimento per i danni materiali e fisici subiti.
“Ispirati dalle nostre confessioni di fede, oggi ci siamo riuniti per un’iniziativa storica e un’azione concreta: dichiarare che lavoreremo insieme per sradicare il terribile flagello della schiavitù moderna in tutte le sue forme. Lo sfruttamento fisico, economico, sessuale e psicologico di uomini e donne, bambini e bambine attualmente incatena decine di milioni di persone alla disumanità e all’umiliazione”, ha affermato papa Francesco.
La partecipazione dell’ILO a questa cerimonia storica si inquadra nella lunga relazione dell’ILO con il Vaticano, ulteriormente rafforzata dall’incontro nel novembre 2013 tra il Direttore Generale dell’ILO, Guy Ryder, e papa Francesco, nel corso di una udienza privata in Vaticano. In questa occasione, Guy Ryder e papa Francesco hanno parlato della dignità del lavoro e della condizione delle persone più vulnerabili, in particolare dei bambini che lavorano, dei lavoratori domestici e dei migranti. Entrambi hanno espresso la loro preoccupazione per le vittime della tratta di esseri umani.
Papa Francesco ha ribadito questa preoccupazione nel suo messaggio alla Conferenza Internazionale del Lavoro nel maggio 2014. « È inaccettabile che, nel nostro mondo, il lavoro fatto da schiavi sia diventato moneta corrente. Questo non può continuare! La tratta di esseri umani è una piaga, un crimine contro l’intera umanità. È giunto il momento di unire le forze e di lavorare insieme per liberare le vittime di tali traffici e per sradicare questo crimine che colpisce tutti noi, dalle singole famiglie all’intera comunità mondiale ».
Papa Francesco ha inoltre dato il suo sostegno alla Giornata mondiale contro il lavoro minorile del 12 giugno 2014, sollevando il Cartellino rosso al lavoro minorile e pronunciando queste parole: «Decine di milioni sono costretti a lavorare in condizioni degradanti, esposti a forme di schiavitù e di sfruttamento, come anche ad abusi, maltrattamenti e discriminazioni».
La prima iniziativa concreta seguita a questo impegno è una serie di seminari organizzati dall’Accademia Pontificia nel 2014-2015 e alla quale l’ILO è stata invitata a partecipare.