Le lacune che persistono nella protezione sociale in Europa e Asia centrale peggiorano a causa del cambiamento climatico

Un nuovo rapporto dell’OIL rivela che, nonostante i livelli relativamente elevati di copertura della protezione sociale nella regione, permangono lacune significative in termini di adeguatezza e copertura.

8 settembre 2025

Agricultural worker in Kyrgyzstan, 2008 © Pirogov V. / ILO
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GINEVRA (Notizie OIL) – Nonostante i livelli relativamente elevati di copertura della protezione sociale nella regione, permangono lacune significative in termini di adeguatezza e copertura, in un momento in cui sono necessari con urgenza sistemi più solidi e sostenibili per affrontare gli effetti crescenti del cambiamento climatico, secondo un nuovo rapporto dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL).

I dati più recenti mostrano che, mentre l’85,2 per cento della popolazione della regione Europa e Asia centrale è coperto da almeno una prestazione di protezione sociale, il 14,8 per cento è ancora completamente privo di protezione. Rafforzare questi sistemi di protezione sociale è essenziale non solo per affrontare pressioni immediate come la crisi del costo della vita, ma anche per costruire una resilienza a lungo termine di fronte agli effetti profondi e disomogenei del cambiamento climatico in tutta la regione.

Il rapporto Europe and Central Asia Regional companion to the World social protection report 2024-26 (“Rapporto complementare sull’Europa e l’Asia centrale al Rapporto mondiale sulla protezione sociale 2024–26”) sottolinea l’urgenza di estendere la copertura, sviluppare solidi sistemi di protezione sociale di base e garantire prestazioni adeguate. Fondamentalmente, questo rapporto riconosce il legame indissolubile tra protezione sociale e azione per il clima.

Il cambiamento climatico sta già causando inondazioni, siccità, ondate di calore e incendi boschivi più frequenti e gravi, che minacciano posti di lavoro, redditi e mezzi di sussistenza. I paesi con sistemi di protezione sociale maturi possono riadattare rapidamente i programmi esistenti, ma la crescente portata degli shock richiede un adattamento continuo. Il cambiamento demografico aggiunge ulteriore pressione, poiché l’invecchiamento della popolazione evidenzia l’importanza di garantire l’adeguatezza e la sostenibilità delle pensioni di vecchiaia, dell’assistenza sanitaria e dell’assistenza a lungo termine.

È urgente adattare i sistemi ai rischi climatici, ai cambiamenti demografici e all’evoluzione del mercato del lavoro. Rafforzare le istituzioni e promuovere il dialogo sociale sono essenziali per garantire che i sistemi di protezione sociale nelle nostre regioni forniscano un supporto adeguato e resiliente.
Maria do Rosário Palma Ramalho, Ministero del Lavoro, della Solidarietà e della Previdenza sociale del Portogallo.

Il rapporto fornisce un’analisi completa della copertura, della spesa e delle sfide emergenti dei sistemi di protezione sociale nella regione. Esso delinea una visione per adattare i sistemi di protezione sociale al fine di migliorare la resilienza, sostenere gli sforzi di adattamento al cambio climatico e di mitigazione dei suoi effetti, e facilitare una transizione giusta verso un’economia a basse emissioni di carbonio.

I relatori durante l’evento di lancio del Rapporto 2024–26 sulla protezione sociale dell’Europa e dell’Asia centrale. Da sinistra a destra: Miriam Pinto Lomeña (Spagna); Shahra Razavi (OIL) e Rute Guerra (Portogallo).

I sistemi di protezione sociale sono strumenti essenziali per affrontare il cambiamento climatico e dovrebbero essere sistematicamente integrati nelle valutazioni del rischio climatico e nelle strategie climatiche nazionali e regionali, per promuovere mezzi di sussistenza sostenibili e rafforzare i meccanismi di risposta alle catastrofi. La strada da percorrere non è priva di sfide e questo rapporto offre spunti chiave per superarle.
Shahra Razavi, Direttrice del Dipartimento per la protezione sociale universale dell’OIL.

In tutta la regione, i paesi stanno cercando il modo di adattarsi. L’esperienza della Spagna con le inondazioni causate dalla tempesta DANA del 2024 ha dimostrato come i meccanismi esistenti possano fornire supporto a decine di migliaia di lavoratori nel giro di poche settimane. L’Uzbekistan ha utilizzato le prestazioni di protezione sociale per compensare l’impatto delle riforme dei prezzi dell’energia sulle famiglie a basso reddito. Francia e Paesi Bassi stanno adattando i programmi di disoccupazione per affrontare i rischi legati al clima, come il caldo estremo. La Moldavia sta integrando la protezione sociale nei suoi impegni nazionali in materia di clima.

Questi esempi indicano la strada da seguire. L’adeguatezza deve essere tutelata attraverso un’indicizzazione regolare delle prestazioni. I sistemi di protezione sociale devono essere preparati a espandersi rapidamente in risposta agli shock, con finanziamenti disponibili. La protezione sociale deve essere disponibile per i lavoratori di tutti i tipi di occupazione, che si tratti di agricoltura o di piattaforme digitali, e le disposizioni in materia di risposta al clima dovrebbero essere integrate nelle politiche di protezione sociale e del mercato del lavoro.

Basandosi su esempi provenienti da diversi paesi e politiche regionali, il rapporto chiede un’adeguata spesa pubblica per la protezione sociale, il rafforzamento dei sistemi fiscali e soluzioni di finanziamento innovative per ampliare lo spazio fiscale. Esso sottolinea inoltre l’importanza di investire nell’amministrazione e nella gestione dei programmi di protezione sociale per garantire servizi di qualità a livello locale e promuovere lo scambio di conoscenze a livello regionale e globale come pure la collaborazione Sud-Sud.

A misura che andiamo avanti, dobbiamo essere guidati dal principio di non lasciare indietro nessuno. Solide politiche di protezione sociale saranno fondamentali per garantire che le transizioni nella regione dell’Europa e dell’Asia centrale siano eque, resilienti e giuste, e favoriscano al contempo il progresso verso i nostri impegni globali.
Beate Andrees, Vicedirettrice generale dell’OIL e Direttrice regionale per l’Europa e l’Asia centrale.

Il rapporto lancia un pressante appello ai decisori politici, alle parti sociali, alle altre parti interessate e alle comunità affinché si uniscano per delineare un percorso verso un futuro più equo e sostenibile.

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Sintesi del rapporto

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Protezione sociale
Portrait of a young girl. City of Yangon (Rangoon). Report from Myanmar, May 2013.

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Protezione sociale