ROMA, 20 marzo 2014 — Secondo l’ultimo Rapporto dell’ILO sulle tendenze globali dell’occupazione, nel 2013 erano circa 74,5 milioni i giovani disoccupati al di sotto dei 25 anni nel mondo, quasi un milione in più rispetto all’anno precedente. Il tasso di disoccupazione giovanile ha superato il 13%, ovvero quasi tre volte tanto il tasso di disoccupazione degli adulti.
Il tasso di attività globale della forza lavoro giovanile, al 47,4 per cento nel 2013, rimane di oltre 2 punti percentuali al di sotto dei livelli pre-crisi. Sono sempre di più i giovani che, frustrati dalla mancanza di prospettive, continuano ad uscire dal mercato del lavoro.
Secondo i dati più recenti, il tasso di disoccupazione giovanile nell’UE 28 avrebbe raggiunto quota 23,4 per cento. In Italia, il dato balza alla cifra allarmante del 42,4 per cento per la fascia d’età 15-24. Lo rivela l’Istat precisando che la situazione al Sud è particolarmente drammatica con Regioni, come Sicilia e Calabria, dove quasi un giovane su due disoccupato. A questi si aggiungono quei giovani che hanno perso la speranza di trovare un lavoro.
I giovani disoccupati e quelli scoraggiati fanno parte dei NEET, ovvero quei giovani che non lavorano, non studiano e non sono in formazione. Secondo Eurostat, nel 2011, erano 7,5 milioni i giovani europei tra i 15 e i 24 anni e altri 6,5 milioni tra i 25 e i 29 anni completamente esclusi dal mercato del lavoro e da qualsiasi percorso formativo.
Un esercito di giovani senza lavoro. Se non si interviene rapidamente e in maniera strutturata, afferma l’ILO nel suo Rapporto sulle tendenze globali dell’occupazione giovanile 2013, un’intera generazione è a rischio esclusione. Per far fornte a questa emergenza il Consiglio europeo ha adottato nell’aprile 2013 l’Iniziativa Garanzia Giovani, un programma concreto che sollecita gli Stati membri ad attuare rapidamente misure che assicurino ai giovani fino ai 25 anni, entro il quarto mese di disoccupazione, di ricevere un’offerta di lavoro qualitativamente valida, di formazione, apprendistato o tirocinio.
Per garantire l’efficacia di queste misure, l’ILO e la Commissione Europea collaborano attivamente e assistono gli Stati membri nello sviluppo dei Piani di garanzia giovani, in particolare, nella fase di monitoraggio e integrazione con altre misure di promozione dell’occupazione giovanile.
Proprio per capire meglio il meccanismo di questo sistema, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), l’Integruppo Giovani del Parlamento Europeo e l’Intergruppo Giovani del Parlamento italiano, hanno deciso di organizzare un seminario il 24 marzo a Roma presso la Camera dei Deputati in cui si analizzeranno meglio aspetti quali il suo funzionamento, i costi/benefici e il possibile impatto dei Piani Garanzia Giovani nelle realtà dei differenti paesi europei.