Il lavoro dignitoso: la strada migliore per uscire dalla povertà
Le organizzazioni di ispirazione cattolica ribadiscono il loro impegno per eliminare la povertà attraverso il lavoro dignitoso.
12 maggio 2014
CITTÀ DEL VATICANO, 9 maggio 2014 — La settimana scorsa, a conclusione di un seminario di due giorni organizzato dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace (PCGP) e dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), le organizzazioni di ispirazione cattolica[nota 1] hanno rinnovato il loro impegno a favore del «lavoro dignitoso» quale strada migliore per uscire dalla povertà.
Quarantasette delegati di ventidue paesi rappresentanti le principali regioni del mondo si sono riuniti il 29 e il 30 aprile 2014 con l’obiettivo di stabilire strategie efficaci per promuovere il lavoro dignitoso come una priorità sia dell’Agenda post-2015 delle Nazioni Unite per lo sviluppo, sia degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (SDG).
Il seminario si è aperto poco dopo le dichiarazioni recenti di Papa Francesco secondo cui la famiglia umana è confrontata con «la conseguenza di un sistema economico che non è più capace di creare lavoro, perché ha messo al centro un idolo, che si chiama denaro!»[nota 2]. I partecipanti hanno avviato una profonda riflessione e dibattuto sulla necessità di dare una risposta coordinata all’appello di Papa Francesco ai «diversi soggetti politici, sociali ed economici... a favorire un’impostazione diversa, basata sulla giustizia e sulla solidarietà... che [assicuri] a tutti la possibilità di svolgere un’attività lavorativa dignitosa»[nota 3].
«Abbiamo voluto riunire diverse organizzazioni di ispirazione cattolica per programmare il nostro contributo alle future attività delle Nazioni Unite» ha detto il cardinale K. A. Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, nel suo intervento di apertura. «Talvolta, in quanto Chiesa, ci facciamo avanti, fiduciosi che per la nostra semplice autorità morale, la nostra azione andrà a buon fine: alle volte, funziona; ma altre volte, è assolutamente necessario pianificare sistematicamente il nostro intervento, concentrandosi sul tipo di lavoro che vorremmo si realizzasse. Vogliamo partecipare alla discussione sulle questioni che hanno conseguenze per la vita di tante persone che conoscono la povertà e la marginalizzazione. Vogliamo vedere eliminate in tutto il mondo, una volta per tutte, la povertà, la schiavitù e la marginalizzazione. Come ha recentemente scritto Papa Francesco in uno tweet, “la disuguaglianza è la radice del male sociale”; è un fatto positivo vedere tante organizzazioni impegnate a creare la pace lottando per questo tipo di giustizia».
A conclusione della conferenza, i partecipanti hanno insistito perché venga formulata e applicata una nuova serie di obiettivi internazionali di sviluppo comprensivi delle condizioni e delle politiche economiche necessarie a garantire il lavoro dignitoso. L’obiettivo è quello di fare del «lavoro dignitoso per tutti» un obiettivo esplicito sia dell’Agenda post-2015 delle Nazioni Unite per lo sviluppo, sia degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile, e ciò in stretta collaborazione con gli attori interessati a promuovere il lavoro dignitoso.
Durante la sessione finale alla quale erano invitati i rappresentanti del Vaticano, i membri del corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede e i rappresentanti dei media, i partecipanti hanno dichiarato: «Rinnoviamo il nostro impegno per garantire l’accesso al lavoro dignitoso. Creare un ambiente favorevole al lavoro dignitoso è oggi fondamentale per affrontare le sfide della disuguaglianza e della crescente ingiustizia sociale, e per rafforzare la dignità umana, contribuendo così al bene comune. Non può rimanere senza risposta la sofferenza umana che proviene dall’ingiustizia delle strutture, da forme di lavoro precarie o poco rimunerate, dalla tratta di esseri umani e dal lavoro forzato, dalla disoccupazione giovanile diffusa e da forme di migrazione involontaria».
Dal 2005, l’ILO e il PCGP collaborano con iniziative relative alla sfida della globalizzazione giusta e del lavoro dignitoso, che è stato l’elemento centrale del seminario.
Nota 1. Tra i partecipanti: International Christian Union of Business Executives (UNIAPAC), International Young Christian Workers (JOCI), International Coordination of Young Christian Workers (CIJOC-IYCW), World Movement of Christian Workers (WMCW) o Mouvement Mondial des Travailleurs Chrétiens, MMTC), International Catholic Migration Commission (ICMC), International Movement of Catholic Students (IMCS) o Mouvement International des Étudiants Catholiques (MIEC), Pax Romana, Kolping International, Caritas Internationalis, e International Catholic Migration Commission (ICMC).
Nota 2. Discorso di Papa Francesco ai dirigenti e ai lavoratori delle acciaierie di Terni, Città del Vaticano, 20 marzo 2014
Nota 3. Ibid.
Quarantasette delegati di ventidue paesi rappresentanti le principali regioni del mondo si sono riuniti il 29 e il 30 aprile 2014 con l’obiettivo di stabilire strategie efficaci per promuovere il lavoro dignitoso come una priorità sia dell’Agenda post-2015 delle Nazioni Unite per lo sviluppo, sia degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (SDG).
Il seminario si è aperto poco dopo le dichiarazioni recenti di Papa Francesco secondo cui la famiglia umana è confrontata con «la conseguenza di un sistema economico che non è più capace di creare lavoro, perché ha messo al centro un idolo, che si chiama denaro!»[nota 2]. I partecipanti hanno avviato una profonda riflessione e dibattuto sulla necessità di dare una risposta coordinata all’appello di Papa Francesco ai «diversi soggetti politici, sociali ed economici... a favorire un’impostazione diversa, basata sulla giustizia e sulla solidarietà... che [assicuri] a tutti la possibilità di svolgere un’attività lavorativa dignitosa»[nota 3].
«Abbiamo voluto riunire diverse organizzazioni di ispirazione cattolica per programmare il nostro contributo alle future attività delle Nazioni Unite» ha detto il cardinale K. A. Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, nel suo intervento di apertura. «Talvolta, in quanto Chiesa, ci facciamo avanti, fiduciosi che per la nostra semplice autorità morale, la nostra azione andrà a buon fine: alle volte, funziona; ma altre volte, è assolutamente necessario pianificare sistematicamente il nostro intervento, concentrandosi sul tipo di lavoro che vorremmo si realizzasse. Vogliamo partecipare alla discussione sulle questioni che hanno conseguenze per la vita di tante persone che conoscono la povertà e la marginalizzazione. Vogliamo vedere eliminate in tutto il mondo, una volta per tutte, la povertà, la schiavitù e la marginalizzazione. Come ha recentemente scritto Papa Francesco in uno tweet, “la disuguaglianza è la radice del male sociale”; è un fatto positivo vedere tante organizzazioni impegnate a creare la pace lottando per questo tipo di giustizia».
A conclusione della conferenza, i partecipanti hanno insistito perché venga formulata e applicata una nuova serie di obiettivi internazionali di sviluppo comprensivi delle condizioni e delle politiche economiche necessarie a garantire il lavoro dignitoso. L’obiettivo è quello di fare del «lavoro dignitoso per tutti» un obiettivo esplicito sia dell’Agenda post-2015 delle Nazioni Unite per lo sviluppo, sia degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile, e ciò in stretta collaborazione con gli attori interessati a promuovere il lavoro dignitoso.
Durante la sessione finale alla quale erano invitati i rappresentanti del Vaticano, i membri del corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede e i rappresentanti dei media, i partecipanti hanno dichiarato: «Rinnoviamo il nostro impegno per garantire l’accesso al lavoro dignitoso. Creare un ambiente favorevole al lavoro dignitoso è oggi fondamentale per affrontare le sfide della disuguaglianza e della crescente ingiustizia sociale, e per rafforzare la dignità umana, contribuendo così al bene comune. Non può rimanere senza risposta la sofferenza umana che proviene dall’ingiustizia delle strutture, da forme di lavoro precarie o poco rimunerate, dalla tratta di esseri umani e dal lavoro forzato, dalla disoccupazione giovanile diffusa e da forme di migrazione involontaria».
Dal 2005, l’ILO e il PCGP collaborano con iniziative relative alla sfida della globalizzazione giusta e del lavoro dignitoso, che è stato l’elemento centrale del seminario.
Nota 1. Tra i partecipanti: International Christian Union of Business Executives (UNIAPAC), International Young Christian Workers (JOCI), International Coordination of Young Christian Workers (CIJOC-IYCW), World Movement of Christian Workers (WMCW) o Mouvement Mondial des Travailleurs Chrétiens, MMTC), International Catholic Migration Commission (ICMC), International Movement of Catholic Students (IMCS) o Mouvement International des Étudiants Catholiques (MIEC), Pax Romana, Kolping International, Caritas Internationalis, e International Catholic Migration Commission (ICMC).
Nota 2. Discorso di Papa Francesco ai dirigenti e ai lavoratori delle acciaierie di Terni, Città del Vaticano, 20 marzo 2014
Nota 3. Ibid.