21ª Conferenza internazionale degli statistici del lavoro

Gli statistici adottano dei nuovi standard per la misurazione dell’occupazione informale

Con i nuovi standard, i paesi potranno raccogliere dati di migliore qualità che consentiranno di elaborare delle politiche più efficaci per i lavoratori dell’economia informale.

23 ottobre 2023

GINEVRA (notizie OIL) — La 21ª Conferenza internazionale degli statistici del lavoro (ICLS) ha adottato nuovi standard sull’economia informale che consentiranno ai paesi di raccogliere dati di migliore qualità e di elaborare politiche più efficaci per i lavoratori dell’economia informale.

La risoluzione è stata approvata in occasione del centenario dell’ICLS, tenutosi presso la sede dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) a Ginevra, in Svizzera, dall’11 al 20 ottobre.

Due miliardi di persone nel mondo lavorano nell’economia informale, spesso senza le tutele della legislazione del lavoro o la copertura previdenziale e in condizioni di lavoro precarie. Purtroppo, si sa poco di questi lavoratori e delle loro condizioni di vita e di lavoro e questo limita la capacità di sviluppare delle politiche mirate e efficaci.

I nuovi standard forniranno un’ampia gamma di definizioni dei concetti chiave. Questo consentirà di produrre informazioni di alta qualità, con la flessibilità richiesta dalla legislazione e altre condizioni nazionali.

Gli standard riguardano le condizioni di lavoro e altri aspetti dell'attività lavorativa e includono anche il lavoro non retribuito diverso dall’occupazione, come il volontariato, l’agricoltura di sussistenza e il lavoro di cura.

“La carenza di lavoro dignitoso è un dramma per coloro che dipendono dal lavoro informale per vivere e per accudire ai bisogni delle loro famiglie. Si tratta di quasi il 60 per cento dei lavoratori nel mondo, ovvero di due miliardi di persone”, ha dichiarato il Direttore Generale dell’OIL, Gilbert F. Houngbo. “Per questo sono riconoscente del lavoro che é stato fatto per l'adozione di nuovi standard statistici sull’informalità. Questi forniranno un solido riferimento ai paesi che potranno avvalersi di statistiche e dati più accurati. A sua volta, questo consentirà di conoscere meglio il lavoro informale”.

Durante la conferenza sono state approvate altre tre risoluzioni di adeguamento degli standard esistenti ai recenti sviluppi del mondo del lavoro. Esse riguardano la misurazione del reddito legato all’occupazione, le statistiche sul reddito e sulla spesa delle famiglie e le statistiche sul lavoro, l’occupazione e il sottoutilizzo del lavoro.

Per il futuro, la conferenza ha inoltre deciso di proseguire i lavori di aggiornamento della classificazione internazionale delle professioni e delle statistiche sulle migrazioni per lavoro, del lavoro su piattaforme digitali, delle competenze e ha esaminato un documento relativo al lavoro di cura retribuito e non retribuito, in vista della definizione statistica del lavoro di cura durante la prossima sessione della Conferenza degli statistici del lavoro.

In chiusura, il Presidente della Conferenza e Capo delle Statistiche del Canada, Anil Arora, ha dichiarato: “L’Istituto statistico del Canada è un forte sostenitore e collaboratore del lavoro della Conferenza internazionale degli statistici del lavoro che sviluppa degli standard internazionali per una migliore coesione e comparabilità delle statistiche relative a temi importanti per la nostra società, per l’economia e per l’ambiente”.

Riferendosi al centenario della Conferenza, il Direttore del Dipartimento delle Statistiche dell’OIL, Rafael Diez de Medina, ha dichiarato: “Vorrei omaggiare i nostri predecessori, quei pionieri che nel 1923 si riunirono a Ginevra per la prima volta. Nei molti eventi che si sono svolti da allora si è sempre perseguito lo stesso obiettivo, cioè fornire un quadro più preciso del mondo del lavoro e delle relative politiche. Come statistici del lavoro abbiamo un’importante responsabilità e un compito fondamentale da adempiere. Non dovremmo mai ignorare le sfide, per quanto difficili esse possano apparire”.

Alla Conferenza hanno preso parte circa 500 persone provenienti da circa 140 paesi in rappresentanza di governi, organizzazioni datoriali e sindacali, nonché osservatori di molte organizzazioni internazionali e di organizzazioni non governative.