Giornata modiale per la giustizia sociale e intelligenza artificiale
L’evento europeo per la Giornata mondiale per la giustizia sociale di quest’anno si è focalizzato sulle trasformazioni del mondo del lavoro e le sfide e opportunità legate agli sviluppi e all’applicazione dell’intelligenza artificiale.
20 febbraio 2025
In occasione della Giornata mondiale per la giustizia sociale, l’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) ha organizzato cinque eventi live in diverse città del mondo che si sono focalizzati sui seguenti temi:
- Raggiungere una protezione sanitaria sociale universale per la giustizia sociale in Asia e nel Pacifico (Bangkok).
- Giustizia sociale nell’era digitale: l’impatto dell’intelligenza artificiale sul mercato del lavoro (Bruxelles, Europa e Asia Centrale).
- Lavoro dignitoso in Africa: una componente chiave della giustizia sociale (Abjdjian).
- Giustizia sociale nel campo del lavoro: un nuovo contratto sociale per l’America latina (Lima).
- Rafforzare una giusta transizione per un futuro sostenibile (New York).
Giustizia sociale, intelligenza artificiale e lavoro in Europa
L’evento europeo è stato organizzato congiuntamente dall’OIL e dal Comitato economico e sociale europeo (CESE) hanno organizzato una discussione dal titolo “Giustizia sociale nell’era digitale: l’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro e sulla società”. Alla discussione hanno partecipato il Direttore Generale dell’OIL, Gilbert F. Houngbo, il Presidente del CESE Oliver Röpke, la Presidente della Sezione per l’occupazione, gli affari sociali e la cittadinanza del CESE, Cinzia del Rio, le Ministre del lavoro di Grecia, Polonia, Portogallo e Spagna e i rappresentati delle parti sociali europee. Il dibattito ha evidenziato la necessità di un approccio alla governance dell’intelligenza artificiale coordinato a livello europeo e globale, anche attraverso il contributo della Coalizione mondiale per la giustizia sociale.
Un appello sull’etica e inclusività dell’intelligenza artificiale
Aprendo la conferenza, il presidente del CESE, Oliver Röpke, ha sottolineato l’urgenza di un approccio all’intelligenza artificiale incentrato sulla persona, affermando che: “L’intelligenza artificiale sta rimodellando le nostre società e i mercati del lavoro, portando opportunità ma anche sfide. Il CESE e le organizzazioni con cui esso collabora si impegnano a garantire che l’intelligenza artificiale funga da leva per la giustizia sociale, rafforzando i diritti dei lavoratori, promuovendo l’inclusione e prevenendo nuove disuguaglianze. Un futuro dell’intelligenza artificiale equo e incentrato sulla persona richiede un’azione collettiva da parte dei decisori delle politiche, delle parti sociali e della società civile, per garantire che la tecnologia funzioni a favore delle persone e non contro di loro”.
Il Direttore Generale dell’OIL, Gilbert F. Houngbo, ha sottolineato l’importanza delle politiche per la mitigazione dell’impatto dell’intelligenza artificiale sull’occupazione e gli ambienti lavorativi: “Dobbiamo assicurarci di modellare l’intelligenza artificiale in modo da far progredire la giustizia sociale. Ciò significa supportare i lavoratori — in particolare attraverso lo sviluppo delle competenze e la protezione sociale —, facilitare l’accesso delle imprese di tutte le dimensioni e in tutte le parti del mondo alla tecnologia dell’intelligenza artificiale per trarne vantaggio in termini di produttività, e garantire che l’integrazione dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro protegga i diritti dei lavoratori e favorisca il dialogo sociale nella transizione digitale”.
Intelligenza artificiale e futuro del lavoro
Nel corso di due gruppi di lavoro, relatori e relatrici di alto livello hanno condiviso le loro analisi sulle sfide e le opportunità collegate all’intelligenza artificiale per promuovere il lavoro dignitoso, un mercato del lavoro inclusivo e l’uguaglianza di genere.
Durante il primo gruppo di lavoro, “Come può l’intelligenza artificiale contribuire al lavoro dignitoso e a una società giusta nell’UE e oltre?”, le Ministre del lavoro dell’UE, Agnieszka Dziemianowicz-Bąk (Polonia), Yolanda Díaz (Spagna) e Niki Kerameus (Grecia), nonché le rappresentanti dei governi di Albania e Brasile, e i rappresentanti delle parti sociali, hanno condiviso le loro opinioni sulle politiche che possono garantire che l’intelligenza artificiale migliori la qualità del lavoro e le tutele dei lavoratori e delle lavoratrici.
Le discussioni hanno evidenziato che, nonostante l’introduzione dell’intelligenza artificiale non sia priva di rischi, non bisogna essere “tecnofobi” di fronte a questa nuova realtà. È tuttavia essenziale concentrarsi sul dialogo sociale e includere i lavoratori nello sviluppo e applicazione dell’intelligenza artificiale, prestando particolare attenzione alla riqualificazione e all’aggiornamento delle competenze. Un’applicazione controllata e una regolamentazione adeguata dell’intelligenza artificiale permettono di minimizzare i rischi e massimizzare i benefici.
Nel secondo gruppo di lavoro, “Come può l’intelligenza artificiale essere utilizzata per promuovere i mercati del lavoro inclusivi e l’uguaglianza di genere?”, i rappresentanti della Commissione europea, del Parlamento europeo e del CESE, insieme a Maria do Rosário Palma Ramalho, Ministra del lavoro, della solidarietà e della previdenza sociale del Portogallo, e Anousheh Karvar, delegata del governo francese presso l’OIL e il G7-G20, hanno discusso come l’intelligenza artificiale possa promuovere una maggiore diversità negli ambienti di lavoro. Il dibattito ha evidenziato le principali conclusioni dei recenti pareri del CESE, tra cui L’intelligenza artificiale al servizio dei lavoratori: leve per sfruttare il potenziale e mitigare i rischi dell’intelligenza artificiale e L’intelligenza artificiale per i servizi pubblici, l’organizzazione del lavoro e società più eque e inclusive.
Sono state anche affrontate le questioni dell’eliminazione dei pregiudizi algoritmici o “bias” e la necessità di garantire che gli strumenti di reclutamento e gestione del personale basati sull’intelligenza artificiale contribuiscano a migliorare l’equità nel mercato del lavoro. Oltre al ruolo fondamentale del dialogo sociale, i partecipanti hanno insistito sull’importanza di rafforzare la cooperazione internazionale su questo tema.
L’impegno condiviso per una giusta transizione digitale
La conferenza si è conclusa con un forte appello alla cooperazione multilaterale. Il CESE e l’OIL hanno ribadito il loro impegno a collaborare con i governi, le imprese, i sindacati e la società civile per garantire che l’intelligenza artificiale favorisca la giustizia sociale. Le discussioni hanno sottolineato che l’intelligenza artificiale non dovrebbe essere un fattore di divisione o esclusione, ma un motore di opportunità, innovazione ed equità nel mondo del lavoro.
Con la diffusione dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro destinata a crescere, il CESE e l’OIL continueranno la loro collaborazione all’interno della Coalizione mondiale per la giustizia sociale, assicurando che la governance dell’intelligenza artificiale rimanga una priorità fondamentale per i decisori delle politiche in Europa e altrove.
Registrazione video dell’evento
Social justice in the digital era: AI's impact on work and society
Observatory on AI and Work in the Digital Economy