Audizione politiche attive del lavoro

Si è tenuta, il 24 novembre, l’audizione dei rappresentati dell’OIL alla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati in materia di politiche attive del mercato del lavoro.

24 novembre 2021

Il 24 novembre, la Commissione Lavoro della Camera dei Deputati ha audito dei rappresentanti dell’OIL sui temi dell’efficacia delle politiche attive del mercato del lavoro e per la definizione di obiettivi generali da parte della pubblica amministrazione. Hanno partecipato all’audizione Gianni Rosas, Direttore dell’Ufficio OIL per l’Italia e San Marino, e Vallì Corbanese, esperta presso lo stesso Ufficio.

Le politiche attive del mercato del lavoro rappresentano uno strumento estremamente importante sia per aumentare i livelli di occupazione sia per migliorare la qualità dei posti di lavoro. Infatti, questi interventi incidono su una serie di ostacoli nel mercato del lavoro. In particolare, le politiche possono aumentare la domanda di lavoro (ad esempio, attraverso i sussidi all’assunzione), contribuiscono ad adattare l’offerta di lavoro ai nuovi requisiti (ad esempio, i corsi di formazione) e migliorano anche l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro (i.e. intermediazione lavorativa). Questi interventi sono particolarmente importanti nell’attuale contesto macro-economico, caratterizzato dalla ripresa post-pandemia e da profondi cambiamenti di lungo termine.

Nel corso dell’audizione, i rappresentanti dell’OIL hanno ricordato il quadro internazionale normativo all’interno del quale l’OIL inquadra le politiche attive del lavoro, come strumenti per “promuovere la piena occupazione e il lavoro produttivo e liberamente scelto (art. 1 Convenzione OIL n. 122)”. In quest’ottica, questi interventi vanno integrati con politiche macroeconomiche volte a promuovere la crescita economica e occupazionale, e con politiche di protezione sociale che mirano a combattere la povertà e l’esclusione sociale.

Durante la loro presentazione, gli esperti dell’OIL hanno poi evidenziato come l’analisi dell’efficacia delle politiche attive del lavoro in Italia porta ad una serie di considerazioni. Partendo dai servizi pubblici per l’impiego (SPI), in Italia nel 2019 solo il 18,7 per cento dei disoccupati dichiarava di avere fatto ricorso agli SPI per la ricerca di un nuovo lavoro, in confronto ad una media Europea del 42.5 per cento. In modo simile, solo 1,4 per cento degli occupati nel 2020 dichiarava di avere trovato il proprio lavoro attuale tramite gli SPI. In confronto oltre il 36 per cento degli occupati dichiarava di avere trovato il proprio lavoro attraverso amici o parenti. Per quanto riguarda le politiche di formazione, i dati più recenti riportano che il 41 per cento dei formati dichiarava di avere trovato un lavoro nei 18 mesi seguenti la fine del corso, anche se nella maggiore parte dei casi si trattava di un lavoro a tempo determinato. Inoltre, solo un apprendista su quattro ottiene la conversione del proprio contratto. I dati sull’inserimento professionale dei beneficiari dei sussidi all’occupazione non sono invece disponibili, ma questi interventi hanno riguardato circa due milioni di persone tra il 2015 e il 2018, per un costo complessivo di 73 miliardi di euro.

Gli esperti dell’OIL hanno poi evidenziato gli indicatori qualitativi e quantitativi che possono essere utilizzati per misurare l’efficacia delle politiche attive del mercato del lavoro. Partendo dagli SPI, la loro efficacia può misurarsi innanzi tutto sulla base della loro capacità di contribuire alla riduzione del numero dei disoccupati e alla diminuzione della durata media della disoccupazione. La percentuale di posti vacanti può anche essere usata come indicatore per misurare la loro efficacia, insieme al grado di soddisfazione riportato dai beneficiari di questi servizi. Infine, è importante disaggregare questi indicatori in base alle caratteristiche individuali dei partecipanti (ad esempio, sesso, età, livello di qualifiche), alle caratteristiche delle imprese che si rivolgono agli SPI (ad esempio, per dimensione o settore di attività), e anche in base al tipo di intervento utilizzato per aiutare i disoccupati a trovare lavoro. È poi importante valutare l’efficacia degli SPI non soltanto per quanto riguarda la loro capacità di supportare la ricerca di un nuovo lavoro, ma anche rispetto alla qualità del nuovo lavoro trovato. In questo senso, è importante guardare alla natura del contratto, la sua durata, il salario, le competenze richieste, le condizioni di lavoro e il rispetto delle misure di salute e sicurezza.

In ogni caso, è fondamentale promuovere la valutazione dell’efficacia delle politiche attive del mercato del lavoro e un’accurata analisi dei loro costi e benefici. In base a questa valutazione, si possono infatti introdurre modifiche per migliorare la qualità dei servizi offerti o indirizzarli verso alcune categorie di persone che possono beneficiarne in maniera particolare. Questa attività di valutazione e monitoraggio consente anche di dar conto alla collettività dell’utilizzo delle risorse pubbliche e degli investimenti compiuti per migliorare la quantità e la qualità del lavoro.