Protezione sociale di base
1,4 miliardi di bambini nel mondo non hanno accesso alla protezione sociale di base
Nei paesi in via di sviluppo, meno di un bambino su dieci beneficia di prestazioni sociali e assegni familiari. Questo espone i bambini a vulnerabilità, diseguaglianze, malattie, bassa scolarizzazione e malnutrizione.
14 febbraio 2024
GINEVRA/NEW YORK (notizie OIL) — Secondo i nuovi dati diffusi da OIL, Save the Children e UNICEF, 1,4 miliardi di bambini nel mondo (di età inferiore a 15 anni) non godono di alcuna forma di protezione sociale con conseguente vulnerabilità ed esposizione a malattie, malnutrizione e povertà.
Nei Paesi a basso reddito, meno di un bambino su dieci in questa fascia d’età ha accesso a prestazioni sociali e assegni familiari: una disparità notevole rispetto ai tassi di copertura delle prestazioni sociali per i bambini dei paesi ad alto reddito.
Le prestazioni sociali per i minori e gli assegni familiari sono strumenti di protezione sociale indispensabili per la promozione del benessere a lungo termine dei bambini. Le prestazioni sociali e gli assegni familiari, corrisposti attraverso trasferimenti monetari o sgravi fiscali, sono fondamentali per la riduzione della povertà, come pure per favorire l’accesso alle prestazioni sanitarie, all’alimentazione, all’istruzione di qualità, all’acqua e ai servizi igienico-sanitari. Inoltre, queste prestazioni sostengono lo sviluppo socio-economico, soprattutto nei periodi di crisi.
Molti bambini e bambine sono esclusi dall’accesso a risorse e servizi di base che sono necessari per sfuggire alla povertà. Essi sono soggetti agli effetti a lungo termine che sono legati alla mancata realizzazione del loro potenziale, alla fame e alla malnutrizione. Le tre organizzazioni chiedono ai governi di garantire l’accesso di tutti i bambini ai dispositivi di protezione sociale, anche attraverso gli assegni familiari universali.
Su scala mondiale, i dati mostrano un modesto miglioramento negli ultimi 14 anni dell’accesso a prestazioni sociali e assegni familiari, con un incremento della copertura di 8,1 punti percentuali (dal 20 per cento nel 2009 al 28,1 per cento nel 2023). Questo miglioramento é stato tuttavia disomogeneo. Nei paesi a basso reddito, i tassi di copertura rimangono particolarmente bassi (circa il 9 per cento), in contrasto con il tasso di copertura dell’84,6 per cento dei bambini che vivono nei paesi ad alto reddito.
I tassi di copertura della protezione sociale dei bambini che vivono nei paesi altamente esposti agli impatti dei cambiamenti climatici son inferiori di un terzo rispetto a coloro che vivono nei paesi non classificati ad alto rischio. La Garanzia della copertura della protezione sociale dei bambini é essenziale per proteggerli dagli impatti più funesti della crisi climatica.
“Su scala mondiale, sono 333 milioni i bambini che vivono in condizioni di povertà estrema e che lottano per sopravvivere con meno dell’equivalente di 2,15 dollari americani al giorno. Quasi un miliardo di bambini convive con la povertà multidimensionale. All’attuale ritmo di progresso, è impossibile raggiungere i traguardi relativi alla povertà fissati dagli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Questo è inaccettabile. Porre fine alla povertà infantile è una decisione strategica delle politiche. L’estensione della copertura della protezione sociale, anche attraverso la realizzazione progressiva delle prestazioni universali per i bambini”, ha affermato Natalia Winder Rossi, Direttrice per le politiche sociali e per la protezione sociale di UNICEF.
Ripartizione regionale della copertura di prestazioni sociali per i minori (2009–2023):
Per rafforzare gli sforzi volti a monitorare e ridurre i divari di copertura delle prestazioni sociali per i minori, Save the Children, OIL e UNICEF hanno sviluppato il Global Child Benefits Tracker: una piattaforma online per monitorare l’accesso alle prestazioni sociali da parte dei minori e per fare pressione sui governi e sui donatori per colmare questi divari. Questa piattaforma arriva in un momento critico in cui i dati più recenti mostrano che 829 milioni di minori a livello globale vivono in famiglie con un reddito pro capite inferiore all’equivalente di 3,65 dollari al giorno e per i quali i progressi nella riduzione della povertà sono in gran parte in fase di stallo.
“Le prestazioni sociali per l’infanzia aiutano le famiglie ad avere un’alimentazione, una salute, un’istruzione e una protezione migliori e sono fondamentali per realizzare i diritti dell’infanzia e accrescere il potenziale di queste persone nell’età adulta. Queste prestazioni sono essenziali per costruire delle economie inclusive e resilienti per il futuro. Purtroppo, molti Paesi non hanno dato priorità agli investimenti nella protezione sociale. Con il ‘Child Benefits Tracker’, evidenziamo la portata della povertà infantile a livello globale e condividiamo gli esempi di progresso che possono ispirare una maggiore azione politica e gli investimenti in sistemi di protezione sociale per l’infanzia”, ha detto David Lambert Tumwesigye, Responsabile delle politiche globale e di sensibilizzazione sulla povertà infantile di Save the Children International.
Le tre organizzazioni esortano le istituzioni e i donatori a intraprendere delle azioni decisive per raggiungere la protezione sociale universale per tutti i bambini attraverso:
Nei Paesi a basso reddito, meno di un bambino su dieci in questa fascia d’età ha accesso a prestazioni sociali e assegni familiari: una disparità notevole rispetto ai tassi di copertura delle prestazioni sociali per i bambini dei paesi ad alto reddito.
Le prestazioni sociali per i minori e gli assegni familiari sono strumenti di protezione sociale indispensabili per la promozione del benessere a lungo termine dei bambini. Le prestazioni sociali e gli assegni familiari, corrisposti attraverso trasferimenti monetari o sgravi fiscali, sono fondamentali per la riduzione della povertà, come pure per favorire l’accesso alle prestazioni sanitarie, all’alimentazione, all’istruzione di qualità, all’acqua e ai servizi igienico-sanitari. Inoltre, queste prestazioni sostengono lo sviluppo socio-economico, soprattutto nei periodi di crisi.
Molti bambini e bambine sono esclusi dall’accesso a risorse e servizi di base che sono necessari per sfuggire alla povertà. Essi sono soggetti agli effetti a lungo termine che sono legati alla mancata realizzazione del loro potenziale, alla fame e alla malnutrizione. Le tre organizzazioni chiedono ai governi di garantire l’accesso di tutti i bambini ai dispositivi di protezione sociale, anche attraverso gli assegni familiari universali.
Su scala mondiale, i dati mostrano un modesto miglioramento negli ultimi 14 anni dell’accesso a prestazioni sociali e assegni familiari, con un incremento della copertura di 8,1 punti percentuali (dal 20 per cento nel 2009 al 28,1 per cento nel 2023). Questo miglioramento é stato tuttavia disomogeneo. Nei paesi a basso reddito, i tassi di copertura rimangono particolarmente bassi (circa il 9 per cento), in contrasto con il tasso di copertura dell’84,6 per cento dei bambini che vivono nei paesi ad alto reddito.
I tassi di copertura della protezione sociale dei bambini che vivono nei paesi altamente esposti agli impatti dei cambiamenti climatici son inferiori di un terzo rispetto a coloro che vivono nei paesi non classificati ad alto rischio. La Garanzia della copertura della protezione sociale dei bambini é essenziale per proteggerli dagli impatti più funesti della crisi climatica.
“Su scala mondiale, sono 333 milioni i bambini che vivono in condizioni di povertà estrema e che lottano per sopravvivere con meno dell’equivalente di 2,15 dollari americani al giorno. Quasi un miliardo di bambini convive con la povertà multidimensionale. All’attuale ritmo di progresso, è impossibile raggiungere i traguardi relativi alla povertà fissati dagli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Questo è inaccettabile. Porre fine alla povertà infantile è una decisione strategica delle politiche. L’estensione della copertura della protezione sociale, anche attraverso la realizzazione progressiva delle prestazioni universali per i bambini”, ha affermato Natalia Winder Rossi, Direttrice per le politiche sociali e per la protezione sociale di UNICEF.
Ripartizione regionale della copertura di prestazioni sociali per i minori (2009–2023):
- Nell’Asia dell’est e nel Pacifico, la copertura delle prestazioni sociali e assegni familiari è aumentata dal 9,2 al 16 per cento.
- Nell’Africa orientale e meridionale, la copertura è aumentata dal 9,6 al 12,3 per cento.
- Nell’Africa occidentale e centrale, la copertura è aumentata dal 3,1 all’11,8 per cent.
- In Europa orientale e Asia centrale, la copertura è aumentata dal 59 al 61,4 per cento.
- Nell’ America del nord, la copertura è aumentata dal 78,1 all’84 per cento.
- In Europa occidentale, la copertura è aumentata dal 91al 93,2 per cento.
- America Latina e Caraibi con un incremento dei tassi di copertura del 10,1 per cento (da 30,8 a 41,9 per cento)
- Medio Oriente e Africa del nord: dal 22,7 al 32,5 per cento.
- Asia meridionale: dal 9,2 al 24,3 per cento.
Per rafforzare gli sforzi volti a monitorare e ridurre i divari di copertura delle prestazioni sociali per i minori, Save the Children, OIL e UNICEF hanno sviluppato il Global Child Benefits Tracker: una piattaforma online per monitorare l’accesso alle prestazioni sociali da parte dei minori e per fare pressione sui governi e sui donatori per colmare questi divari. Questa piattaforma arriva in un momento critico in cui i dati più recenti mostrano che 829 milioni di minori a livello globale vivono in famiglie con un reddito pro capite inferiore all’equivalente di 3,65 dollari al giorno e per i quali i progressi nella riduzione della povertà sono in gran parte in fase di stallo.
“Le prestazioni sociali per l’infanzia aiutano le famiglie ad avere un’alimentazione, una salute, un’istruzione e una protezione migliori e sono fondamentali per realizzare i diritti dell’infanzia e accrescere il potenziale di queste persone nell’età adulta. Queste prestazioni sono essenziali per costruire delle economie inclusive e resilienti per il futuro. Purtroppo, molti Paesi non hanno dato priorità agli investimenti nella protezione sociale. Con il ‘Child Benefits Tracker’, evidenziamo la portata della povertà infantile a livello globale e condividiamo gli esempi di progresso che possono ispirare una maggiore azione politica e gli investimenti in sistemi di protezione sociale per l’infanzia”, ha detto David Lambert Tumwesigye, Responsabile delle politiche globale e di sensibilizzazione sulla povertà infantile di Save the Children International.
Le tre organizzazioni esortano le istituzioni e i donatori a intraprendere delle azioni decisive per raggiungere la protezione sociale universale per tutti i bambini attraverso:
- La creazione di sistemi di protezione sociale basati sui diritti, rispondenti alle esigenze di genere, inclusivi e in grado di reagire agli shock, per affrontare le iniquità e ottenere risultati migliori per le bambine e le donne, i bambini con disabilità, i bambini migranti e coloro che si trovano in situazioni di lavoro. Interventi per colmare i “deficit di finanziamento” e per superare i divari di protezione. Ciò significa che investire in prestazioni per l’infanzia per tutti i bambini e le bambine, offrendo un modo comprovato ed efficace dal punto di vista dei costi per combattere la povertà infantile e garantire il benessere dei minori.
- L’erogazione di una gamma completa di prestazioni per l’infanzia attraverso dei sistemi nazionali di protezione sociale che colleghino le famiglie anche a servizi sanitari e sociali essenziali, come l’assistenza all’infanzia gratuita o a prezzi accessibili e di alta qualità.
- La garanzia di un finanziamento sostenibile dei sistemi di protezione sociale, mobilitando le risorse nazionali e aumentando gli investimenti pubblici per l’infanzia.
- Il rafforzamento della protezione sociale per i genitori e per coloro che si si prendono cura dei bambini, garantendo l’accesso a un lavoro dignitoso e a prestazioni sociali adeguate, tra cui l’indennità di disoccupazione, l’indennità per malattia, quella per maternità, per invalidità e le pensioni.