114ª sessione della Conferenza internazionale del lavoro
Intervento di Davide Dorino, Delegato sindacati CGIL, CISL e UIL (Italia), Sessione plenaria della Conferenza internazionale del lavoro
10 giugno 2026
Direttore Generale, Presidente, illustri delegati e ospiti,
Ho l’onore di intervenire oggi a nome delle tre Confederazioni sindacali italiane, CGIL, CISL e UIL.
L’indebolimento del sistema multilaterale e la crescente instabilità geopolitica — inclusa l’illegittima aggressione della Russia contro l’Ucraina, i conflitti in Iran e nel Medio Oriente, la drammatica situazione umanitaria a Gaza, in Libano e in Sudan, nonché le misure coercitive degli Stati Uniti nei confronti di Cuba e Venezuela — stanno causando immense sofferenze umane e alimentando una serie di crisi senza precedenti. Questi shock hanno destabilizzato l’economia mondiale, aggravato le crisi del costo della vita e dell’energia, colpito le catene di fornitura e i settori produttivi, e rallentato la transizione verde necessaria per affrontare il cambiamento climatico.
Allo stesso tempo, la digitalizzazione, l’intelligenza artificiale, il cambiamento climatico e le trasformazioni demografiche stanno modificando profondamente il mondo del lavoro. La portata e l’intensità di queste sfide richiedono una cooperazione internazionale più forte, un dialogo sociale autentico e risposte collettive ambiziose in grado di sostenere i lavoratori e le comunità.
L’aumento delle disuguaglianze, dell’insicurezza e dell’ingiustizia sociale colpisce in particolare i lavoratori e i gruppi più vulnerabili, soprattutto le donne, i giovani, i migranti, i pensionati e i lavoratori dell’economia informale. Promuovere la giustizia sociale è fondamentale per la pace, la democrazia e l’inclusione. Il ruolo delle parti sociali, anche attraverso una contrattazione collettiva forte, è essenziale per migliorare le condizioni di lavoro, creare occupazione dignitosa e di qualità e contrastare la povertà lavorativa, la precarietà e l’esclusione sociale.
Non è soltanto il sistema multilaterale a essere sotto attacco; anche le convenzioni fondamentali dell’OIL relative ai diritti sindacali e ai diritti umani, inclusa la libertà di associazione, stanno subendo un progressivo deterioramento a livello mondiale. Secondo il Global Rights Index 2026 dell’ITUC, il 72 per cento dei paesi nega ai lavoratori l’accesso alla giustizia, mentre la metà ha arrestato o perseguitato sindacalisti. Restiamo profondamente preoccupati per le sistematiche violazioni della partecipazione democratica e del dialogo sociale in Bielorussia, Myanmar e in altri paesi, dove i sindacalisti continuano a essere perseguitati e incarcerati.
I sindacati italiani sostengono il riconoscimento dello Stato di Palestina sia a livello nazionale sia internazionale. Condanniamo fermamente le violenze in corso e l’espansione degli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata, nonché la normativa che prevede la pena di morte per i Palestinesi. Chiediamo al Governo italiano e alle istituzioni dell’Unione europea di sostenere pienamente ed efficacemente la soluzione dei due Stati quale unico percorso praticabile verso una pace giusta e duratura, garantendo al popolo palestinese il diritto a uno Stato sovrano, indipendente e democratico. I governi devono intensificare gli sforzi per ottenere un cessate il fuoco immediato e permanente, assicurare il pieno accesso umanitario e garantire il rispetto del diritto internazionale umanitario.
Il diritto all’azione collettiva e il diritto di sciopero devono essere difesi ovunque. Accogliamo pertanto con favore il recente parere consultivo della Corte internazionale di giustizia, che conferma come il diritto di sciopero sia tutelato dalla Convenzione n. 87 dell’OIL. Tale interpretazione possiede un peso giuridico e politico senza precedenti e rafforza la credibilità e l’autorevolezza del ruolo multilaterale e normativo svolto dall’OIL e dai suoi organi, orientando l’interpretazione delle leggi da parte delle giurisdizioni nazionali e sostenendo al contempo i sindacati nella difesa dei diritti dei lavoratori.
In questo momento particolarmente difficile, il mandato fondamentale dell’OIL non deve essere compromesso dalle divisioni geopolitiche. Occorre riaffermare la sua capacità tripartita di promuovere e attuare le convenzioni, insieme al rafforzamento dei meccanismi di controllo. Il lavoro della Commissione per l’applicazione delle norme, che quest’anno celebra il suo centenario, è essenziale per individuare le violazioni e sollecitare i governi ad adottare le misure necessarie.
L’OIL svolge inoltre un ruolo cruciale nello sviluppo di politiche e norme internazionali del lavoro nei settori in cui è indispensabile un approccio globale condiviso. Ciò è particolarmente evidente nel caso della Convenzione e delle Raccomandazioni sul lavoro dignitoso nell’economia delle piattaforme digitali che, si prevede, saranno adottate nel corso di questa Conferenza. Altrettanto importanti sono gli effetti dell’intelligenza artificiale sull’occupazione, la dimensione sociale della duplice transizione digitale ed ecologica, la salute e sicurezza sul lavoro e la contrattazione collettiva nelle imprese multinazionali e le catene mondiali di fornitura.
La rivoluzione dell’intelligenza artificiale non può essere lasciata esclusivamente alle forze del mercato. Essa richiede un modello di governance incentrato sulla persona e fondato sui diritti, sostenuto da una legislazione solida. Il dialogo sociale e la contrattazione collettiva sono strumenti indispensabili per garantire che l’IA migliori il lavoro, la produttività e la sicurezza nei luoghi di lavoro, prevenendo al contempo sfruttamento, discriminazioni, sorveglianza eccessiva e altri rischi per i diritti fondamentali dei lavoratori. I benefici generati dall’IA devono essere equamente condivisi con i lavoratori attraverso salari più elevati e una riduzione dell’orario di lavoro senza perdita di retribuzione.
Infine, consentitemi di dedicare alcune parole all’Ufficio dell’OIL a Roma e al Centro Internazionale di Formazione di Torino. L’Ufficio per l’Italia svolge un ruolo fondamentale nella promozione dei valori e degli obiettivi dell’Organizzazione e rappresenta un punto di riferimento essenziale per le parti sociali nel rafforzamento del dialogo sociale, dei diritti del lavoro e della cooperazione internazionale. Ribadiamo inoltre il nostro impegno a favore del carattere pubblico e universale del Centro di Torino, il cui contributo alla formazione e al rafforzamento delle capacità continua a essere di fondamentale importanza.
Vi ringrazio per l’attenzione.
[Traduzione in italiano a cura dell’Ufficio OIL per l’Italia e San Marino]
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1–12 giugno 2026
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