Vent’anni della Convenzione del lavoro marittimo: cosa ci dicono i dati sui decessi dei marittimi?
I dati provenienti da 66 paesi fanno luce sulle cause e sulle caratteristiche dei decessi dei marittimi e mettono in evidenza importanti lacune nei dati disponibili a livello mondiale.
25 luglio 2026
Nel 2026, la comunità internazionale celebra il ventesimo anniversario della Convenzione del lavoro marittimo del 2006 (MLC), un trattato fondamentale che stabilisce norme mondiali in materia di lavoro dignitoso, sicurezza in mare e tutela dei marittimi. Promuovendo migliori condizioni di lavoro e di vita a bordo delle navi, la MLC contribuisce a rendere più sicure le operazioni marittime.
Nonostante questi progressi, permangono importanti sfide. I marittimi continuano a essere esposti a rischi elevati, compresi i decessi dovuti a infortuni sul lavoro e ad altre cause. Questa ricorrenza offre l’opportunità di riflettere su una delle questioni più critiche del trasporto marittimo: i decessi in mare.
Perché è importante monitorare i decessi dei marittimi
Il trasporto marittimo movimenta circa il 90 per cento del commercio mondiale e impiega quasi due milioni di marittimi, che spesso lavorano in ambienti impegnativi e ad alto rischio, lontano da casa. Monitorare i decessi è quindi essenziale per:
- valutare i rischi per la sicurezza e la salute sul lavoro;
- individuare le priorità in materia di prevenzione;
- valutare l’impatto delle norme internazionali del lavoro, compresa la MLC, 2006; e
- rafforzare la responsabilità e migliorare le condizioni di lavoro.
Dati affidabili e comparabili sono essenziali per comprendere i rischi affrontati da chi lavora in mare e per elaborare misure di prevenzione efficaci.
L’istituzione, nell’ambito della MLC, di un registro mondiale dei decessi in mare rappresenta un importante passo avanti. Sebbene non esista ancora una banca dati mondiale completa che rilevi tutte le cause di decesso dei marittimi, nel 2024 è stata condotta una raccolta sperimentale di dati, seguita dalla prima raccolta ufficiale di dati nel 2025. Rapporti dettagliati contenenti un’analisi dei decessi dei marittimi segnalati, suddivisi per causa, e una valutazione della copertura dei dati sono pubblicati nei seguenti documenti:
- Registro mondiale dei decessi in mare: raccolta sperimentale di dati – Rapporto
- Registro mondiale dei decessi in mare nel 2024
Cosa mostrano i dati relativi al 2024?
I dati relativi al 2024 comunicati da 66 paesi, che riguardano 449 decessi, forniscono indicazioni utili sulle principali caratteristiche e sulle tendenze emergenti dei decessi dei marittimi in mare:
Le cause legate alla salute rappresentano la quota maggiore dei decessi segnalati (245 decessi). In molti casi, i decessi sono dovuti a malattie improvvise, compresi eventi cardiovascolari. L’accesso limitato a cure mediche immediate in mare e i ritardi nelle evacuazioni possono aggravare i rischi per la salute.
I decessi conseguenti a infortuni sul lavoro sono stati 86. Questi decessi si verificano principalmente durante le operazioni a bordo, quali la movimentazione delle merci, i lavori di manutenzione e le operazioni di ormeggio, oppure in seguito a scivolamenti, inciampi e cadute.
I casi di persone cadute in mare (36 casi) e i suicidi (26 casi) evidenziano preoccupazioni legate non soltanto alle procedure di sicurezza, ma anche alla fatica, alla salute mentale e ai rischi psicosociali — temi che negli ultimi anni hanno ricevuto crescente attenzione.
Gli altri casi comprendono altre cause (13 casi) e casi oggetto di indagine (14 casi).
Emergono inoltre i seguenti elementi:
Per sesso
Oltre il 98 per cento dei decessi ha riguardato marittimi di sesso maschile, dato che riflette la composizione di genere della forza lavoro marittima.
Per qualifica
I sottufficiali e comuni hanno rappresentato il 44 per cento dei decessi segnalati per qualifica. La quota di decessi dovuti a infortuni sul lavoro è risultata più elevata tra i sottufficiali e comuni rispetto agli ufficiali e alle altre qualifiche. Anche la quota di suicidi è risultata più elevata tra i sottufficiali e comuni.
Per reparto
Quasi la metà dei decessi ha riguardato il personale di coperta, seguito dal personale di macchina (circa un terzo) e dal personale addetto alla ristorazione (circa il 10 per cento). La proporzione di decessi dovuti a infortuni sul lavoro è risultata più elevata tra il personale di coperta, mentre i decessi legati alla salute hanno rappresentato una quota maggiore tra il personale di macchina. La proporzione dei casi di suicidio è risultata più elevata tra il personale addetto alla ristorazione, sebbene il numero complessivo di casi fosse limitato.
Per età
La maggior parte dei decessi (85 per cento) ha riguardato marittimi di età pari o superiore a 30 anni, sebbene i marittimi più giovani abbiano rappresentato una quota maggiore dei decessi dovuti a infortuni sul lavoro e dei casi di persone cadute in mare.
Per caratteristiche della nave
Considerando il tipo di nave, oltre il 30 per cento dei decessi si è verificato su navi portarinfuse. Per quanto riguarda le dimensioni delle navi, circa il 60 per cento dei decessi si è verificato su navi grandi e molto grandi, il 31 per cento su navi di medie dimensioni e il 9 per cento su navi di piccole dimensioni. Infine, per quanto riguarda la posizione della nave, circa il 60 per cento dei decessi si è verificato in mare, mentre una quota inferiore (20 per cento) è stata segnalata nei porti. I decessi conseguenti a infortuni sul lavoro hanno rappresentato una quota leggermente più elevata dei decessi avvenuti nei porti.
Importanti lacune nei dati
Sebbene i dati disponibili forniscano indicazioni preziose, permangono importanti limitazioni. Sono state ricevute risposte da 74 paesi, 66 dei quali hanno fornito dati. Diversi paesi hanno indicato che nessuna nave batte la loro bandiera nazionale oppure che non erano disponibili dati. Inoltre, alcuni paesi hanno fornito soltanto metadati parziali sulla copertura dei marittimi e sulle tipologie di decesso incluse nelle loro statistiche.
Problemi di comparabilità dei dati
Una delle principali difficoltà relative alla comparabilità dei dati deriva dalle differenze nella segnalazione delle cause di decesso. Non tutti i paesi comunicano dati sui decessi disaggregati per causa. Di conseguenza, i valori totali non corrispondono sempre alla somma delle singole categorie, rendendo l’analisi ancora più complessa.
Esistono inoltre differenze significative nelle tipologie di decesso considerate:
- l’83 per cento dei paesi include i decessi conseguenti a infortuni sul lavoro;
- il 76 per cento dei paesi include i decessi legati alla salute;
- il 71 per cento dei paesi include i casi di persone cadute in mare;
- il 59 per cento dei paesi include i suicidi.
Queste differenze incidono sulla comparabilità internazionale e possono determinare una sottostima del numero complessivo di decessi.
Anche la copertura delle categorie di marittimi varia. I decessi relativi ad alcune categorie di marittimi, come i sottufficiali e comuni, sono segnalati con maggiore regolarità rispetto ai decessi relativi ad altre qualifiche. In alcuni casi, le informazioni sulle categorie di equipaggio incluse sono incomplete o mancanti. Di conseguenza, la rappresentatività dei dati può essere limitata ed è necessaria cautela nel confrontare i dati tra paesi.
Esistono inoltre differenze nella registrazione dei decessi conseguenti a infortuni sul lavoro. I paesi applicano limiti temporali differenti nella registrazione di tali decessi. In molti dei paesi che trasmettono i dati vengono inclusi soltanto i decessi che si verificano il giorno dell’infortunio. Un gruppo più ristretto di paesi include invece i decessi che avvengono giorni o mesi dopo, o persino fino a un anno più tardi, purché siano collegati all’incidente originario. Queste differenze possono determinare una sottostima in alcuni contesti e rendere più difficili i confronti tra paesi.
Ulteriori problemi di comparabilità derivano dalle differenze nella copertura delle tipologie e delle dimensioni delle navi tra i diversi paesi. Tali variazioni riflettono le differenze tra i sistemi nazionali di registrazione e nella composizione delle flotte e, in alcuni casi, sono aggravate da una limitata capacità amministrativa e dalla frammentazione dei sistemi di segnalazione.
Migliorare la raccolta e la comunicazione dei dati a livello mondiale rimane una priorità
La prima raccolta ufficiale di dati a livello mondiale fornisce informazioni preziose sulla distribuzione degli eventi mortali in mare. Permangono tuttavia importanti lacune nella disponibilità e nella comparabilità delle statistiche. Attualmente, non tutti i paesi comunicano i decessi per tutte le cause e il livello di dettaglio delle informazioni fornite varia notevolmente tra le autorità responsabili della comunicazione dei dati. In molti casi, i paesi comunicano soltanto il numero totale dei decessi, senza disaggregazioni dettagliate per età, qualifica, reparto o caratteristiche della nave.
Rafforzare i sistemi nazionali di raccolta e comunicazione dei dati e promuovere pratiche statistiche maggiormente standardizzate sarà pertanto essenziale per costruire una banca dati mondiale completa. Ampliare la partecipazione dei paesi, migliorare gli orientamenti per la raccolta dei dati e rafforzare la cooperazione tra le autorità nazionali contribuirà a migliorare sia la copertura sia la qualità dei dati.
Migliorare i dati non è soltanto un esercizio tecnico: è un passo necessario verso condizioni di lavoro più sicure e salubri per i marittimi di tutto il mondo.
Concetti e definizioni
Decessi dei marittimi: i decessi dei marittimi comprendono quelli conseguenti a infortuni sul lavoro e ad altri incidenti connessi alle operazioni della nave, nonché i decessi dovuti a malattie, suicidio, caduta in mare, ecc. Le definizioni delle diverse tipologie di decesso sono le seguenti:
Malattia: per decesso dovuto a malattia si intende qualsiasi decesso di un marittimo causato da una malattia o patologia che non sia conseguenza di una lesione professionale. Sono compresi i decessi riconducibili al naturale processo di invecchiamento.
Persona caduta in mare (presunta deceduta): perdita di un marittimo conseguente alla caduta involontaria dalla nave in acqua, in assenza di prove dirette del decesso della persona, quali il ritrovamento di resti a essa attribuibili (ad esempio, un cadavere o uno scheletro).
Lesione professionale: qualsiasi decesso di un marittimo conseguente a un infortunio sul lavoro. Per infortunio sul lavoro si intende un evento inatteso e non pianificato, compresi gli atti di violenza, derivante dal lavoro o verificatosi in connessione con esso (ossia durante lo svolgimento di un’attività, nel tempo trascorso sul luogo di lavoro o nello svolgimento dell’attività del datore di lavoro), che provochi lesioni personali, malattie o il decesso di uno o più lavoratori. Sono comprese le lesioni professionali che comportano il decesso entro un anno dalla data dell’infortunio sul lavoro.
Suicidio: qualsiasi decesso di un marittimo a bordo conseguente a lesioni autoinflitte, in presenza di elementi che attestino l’intenzione di togliersi la vita.
Altro: comprende i decessi dei marittimi derivanti da eventi di intenzionalità indeterminata (ad esempio, avvelenamento, alcol, overdose accidentale di sostanze o somministrazione o assunzione per errore di farmaci o medicinali non corretti).
Web portal
Maritime Labour Convention, 2006