Promuovere la giustizia sociale e il lavoro dignitoso
La OIL è un'agenzia specializzata delle Nazioni Unite
italiano
Piano nazionale d’azione italiano per il contrasto allo sfruttamento lavorativo: una pratica promettente a livello internazionale
La strategia nazionale adottata dall’Italia prevenire e contrastare lo sfruttamento lavorativo e il reclutamento illecito è stata selezionata come pratica promettente dall’Iniziativa OIL sul reclutamento equo
A 5 anni dal lancio dell’Iniziativa internazionale dell’OIL sul reclutamento equo, l’OIL ha analizzato il progresso raggiunto a livello globale in termini di politiche e istituzioni per la promozione di pratiche di reclutamento eque e inclusive che promuovano e garantiscano i diritti umani, senza discriminazioni basate sul sesso, l’etnia, la nazionalità o sullo status giuridico. In questo contesto, l’OIL ha individuato e selezionato alcune pratiche promettenti sviluppate e implementate da diversi paesi che si basano sulle norme internazionali del lavoro, sugli orientamenti globali sul reclutamento equo e sul dialogo sociale tra le istituzioni e attori del mercato del lavoro.
Tra le pratiche promettenti è stato selezionato il primo Piano nazionale di prevenzione e contrasto allo sfruttamento lavorativo, il reclutamento illecito di manodopera e il lavoro forzato in agricoltura, adottato da un Tavolo inter-istituzionale coordinato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel 2020. Attraverso l’adozione di una strategia nazionale organica e multidimensionale — che abbraccia tutte le dimensioni dello sfruttamento lavorativo e del reclutamento illecito di manodopera e di altre forme di lavoro inaccettabili — il Piano mira a contribuire al rafforzamento delle leggi, le politiche e la loro applicazione per promuovere il reclutamento equo, come previsto dal primo pilastro della strategia OIL.
Sviluppato con il tecnico dell’OIL come parte dell’Azione promossa dalla DG-Riforma della Commissione Europea e dall’OIL di “Supporto al rafforzamento della governance interistituzionale in relazione allo sfruttamento del lavoro in Italia” , il Piano è costruito su quattro assi strategici (prevenzione; vigilanza e contrasto; protezione e assistenza; e reintegrazione socio-lavorativa), resi operativi attraverso dieci azioni prioritarie che mirano a proteggere i per proteggere i lavoratori dal reclutamento illegale. Nell’ambito di questa strategia, il reclutamento equo è un’area chiave della risposta più ampia allo sfruttamento lavorativo. L’obiettivo della pratica promettente è quello di migliorare e rafforzare la pianificazione del fabbisogno di manodopera, nonché l’efficacia, l’equità e la trasparenza e l’offerta di servizi di intermediazione del lavoro che impediscano il ricorso a forme di reclutamento illegale.
I risultati che il Piano intende raggiungere per la promozione del reclutamento equo includono: (i) una migliore pianificazione del fabbisogno di manodopera agricola, inclusa la pianificazione dei flussi migratori stagionali di lavoratori stranieri; (ii) l’analisi, attraverso il contributo delle parti sociali, delle tipologie di contratti di lavoro disponibili e la loro rispondenza alle esigenze del settore agricolo; (iii) una migliore efficacia, efficienza ed equità dei servizi di collocamento forniti dagli intermediari del lavoro (pubblici e privati) ai lavoratori agricoli e ai datori di lavoro, anche attraverso una piattaforma informatica e l’utilizzo di altri dispositivi mobili; e (iv) il rafforzamento dei servizi specializzati per i lavoratori del settore agricolo e delle unità mobili per svolgere i servizi di reclutamento in prossimità dei campi agricoli. Tali servizi sostituiscono i “reclutatoti di manodopera illegali”.
Per quanto riguarda i beneficiari, la pratica mira a promuovere i diritti dei lavoratori — in particolare i lavoratori migranti — compresi quelli che sono stati vittime di discriminazione, violenza e molestie a causa di assunzioni illegali e sfruttamento del lavoro. Attività specifiche sono dedicate a promuovere i diritti dei bambini migranti che sono stati vittime di intermediazione illecita e tratta ai fini di sfruttamento lavorativo.
Nel primo anno di attuazione del piano, una piattaforma digitale di intermediazione del lavoro per affrontare il reclutamento illegale e la realizzazione di servizi di intermediazione del lavoro in prossimità degli utenti (il personale dei servizi per l’impiego si reca nei luoghi di residenza o di lavoro dei lavoratori agricoli piuttosto che il contrario) sono stati realizzati dagli attori che hanno il mandato di implementare le priorità del Piano.
Le pratiche promettenti sono state selezionate dall’OIL sulla base di alcuni criteri oggettivi che includono l’impatto, la rilevanza, il livello di innovazione, la sostenibilità e la replicabilità. È stata inoltre inserita nel database delle pratiche promettenti dell’OIL ed è stata presentata alla Rete delle migrazioni delle Nazioni Unite per la Nazioni Unite.