L’incontro è stato aperto da un intervento di Luciano Monti, coordinatore del Gruppo di lavoro ASviS sull’obiettivo 8, che ha spiegato come il gruppo abbia affrontato negli ultimi cinque anni la questione giovanile secondo tre direttrici: “la lotta al divario generazionale e l’affermazione dei diritti delle future generazioni; la stipula di un patto per l’occupazione giovanile”.
A seguire è intervenuto Gianni Rosas, direttore dell'Ufficio OIL per l'Italia e San Marino, che ha voluto dare una definizione di lavoro dignitoso: “Un lavoro che dà dignità è un lavoro che dà diritti, che è produttivo, che viene remunerato con un salario adeguato e che garantisce un sistema di protezione sociale che non faccia cadere il lavoratore in povertà nel caso in cui perdi il reddito”. Gianni Rosas ha poi fatto una analisi delle trasformazioni avvenute nel mondo del lavoro dopo la pandemia: “Dopo la crisi del COVID-19 il tasso di disoccupazione giovanile in Italia è diminuito, ma rimane sempre tre volte superiore rispetto a quello degli adulti. Se andiamo a vedere la qualità di questi nuovi posti di lavoro possiamo scoprire che tra i giovani che lavorano, la metà hanno un contratto a tempo determinato, e a seguito della crisi si è ridotta via via la durata del contratto di lavoro. Oggi, il 13 per cento dei giovani con contratto a tempo determinato ha un contratto che dura meno di un giorno, il 34 per cento ha un contratto che ha una durata inferiore a un mese. Questo riflette la qualità del lavoro che viene prodotto oggi”.