Incontro tra la Direttrice dell’ILO per l’Europa e l’Asia Centrale e i costituenti italiani, Roma, 29 ottobre 2012
Incontro tra Susanne Hoffmann, Direttore Generale Aggiunto dell’ILO e Direttrice dell’Ufficio Regionale dell’ILO per l’Europa e l’Asia Centrale, e i costituenti italiani, all’Ufficio ILO di Roma, il 29 ottobre 2012
2 novembre 2012
Il 29 ottobre, presso la sede dell’Ufficio ILO di Roma, ha avuto luogo l’incontro tra Susanne Hoffmann, Direttrice dell’Ufficio Regionale dell’ILO per l’Europa e l’Asia Centrale, e i costituenti italiani, in vista della IX Conferenza Regionale dell’ILO che avrà luogo ad Oslo dall’8 all’11 aprile 2013. La riunione è stata presieduta dal Dottor Luigi Cal, Direttore dell’Ufficio ILO per l’Italia e San Marino e ad essa hanno partecipato, in rappresentanza del Ministero del Lavoro, il Ministro Plenipotenziario Paolo Trichilo, Consigliere Diplomatico del Ministro del Lavoro, la Dott.ssa Rosanna Margiotta e il Dottor Paolo Reboani, Presidente di Italia Lavoro; in rappresentanza degli imprenditori, la Dott.ssa Stefania Rossi, rappresentante di Confindustria e, in rappresentanza dei lavoratori, alcuni esponenti dei tre principali sindacati — CIGL, CISL, UIL — Dottor Claudio Treves, Dottor Giorgio Santini, Dottor Renzo Bellini, Dottor Guglielmo Loy e la Dott.ssa Cinzia Del Rio, membro (per i lavoratori) del Consiglio di Amministrazione dell’ILO.
La riunione è stata aperta dal Direttore Cal, che dopo aver ringraziato i presenti ed introdotto la Direttrice Hoffmann, ha sottolineato come l’obiettivo dell’incontro fosse, da un lato, quello di far conoscere ai costituenti italiani l’impegno dell’ILO a livello europeo, anche attraverso l’analisi dei punti cardine dell’Agenda preliminare della Conferenza di Oslo del prossimo aprile, e, dall’altro, fornire alla Direttrice un quadro d’insieme della attuale situazione italiana in materia di lavoro, con particolare riferimento alla recente riforma Fornero.
All’intervento del Dottor Cal ha fatto seguito quello della Direttrice Hoffmann, la quale, prima di procedere ad un’analisi dell’Agenda preliminare della Conferenza di Oslo, ha definito quello attuale come un momento cruciale per l’Europa, al centro di una crisi profonda caratterizzata da elevati tassi di disoccupazione, specie giovanile, e da una forte segmentazione del mercato del lavoro Tuttavia, la Direttrice ha inteso sottolineare i recenti ed incoraggianti segnali di un cambio di direzione: in primo luogo, la Conferenza di Alto Livello della Commissione Europea « Jobs for Europe », alla quale hanno preso parte, oltre al Presidente della Commissione Barroso, anche il Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, il Direttore dell’OCSE e il Direttore Generale dell’ILO, Guy Ryder, in occasione della quale è stato sottolineato il bisogno di misure di emergenza, al fine di evitare una crisi sociale e ripercussioni politiche di più vasta portata e suggerita l’adozione di strategie a favore dell’occupazione giovanile attraverso un uso più flessibile dei fondi strutturali europei; in secondo luogo, l’adozione del nuovo pacchetto occupazionale della Commissione Europea e del Programma di Lavoro delle parti sociali europee per il periodo 2012‑2014, finalizzato a favorire la crescita sostenibile e a rafforzare la governance sociale ed economica europea. In questo contesto si inserisce la Conferenza Regionale di Oslo del prossimo aprile che, come ha ricordato la Direttrice, sarà l’occasione per valutare le attività, le sfide ed i risultati conseguiti dall’ILO a quattro anni dall’ultima Conferenza Regionale svoltasi a Lisbona nel 2009, con l’obiettivo di dimostrare che una crescita economica sostenibile è impossibile senza la creazione di posti di lavoro di qualità, tali da garantire giustizia sociale e solidarietà, entrambi pilastri della crescita. La Direttrice ha poi proceduto ad indicare quelli che saranno i temi principali al centro del dibattito. In primo luogo, il mercato del lavoro in Europa, attraverso un’analisi delle ripercussioni che la crisi economica ha prodotto in termini di precarietà e disoccupazione, soprattutto giovanile. In secondo luogo, la questione della segmentazione del mercato del lavoro, all’origine di contratti atipici, sempre più spesso forieri di condizioni di disagio e difficoltà per i lavoratori. Ancora, l’allarme per il rischio povertà in Europa, al quale, secondo i dati forniti dalla Direttrice, sarebbero esposti circa 116 milioni di cittadini europei; in questo senso, la Conferenza affronterà anche la questione delle conseguenze prodotte dalle politiche di austerità adottate in molti Paesi europei per far fronte alla crisi — tra i quali Grecia, Spagna, Portogallo e, non ultima, l’Italia — e la necessità di bilanciare queste ultime con nuove politiche di investimento nel lavoro e nel capitale umano, al fine di rilanciare la crescita e la produttività. L’obiettivo della Conferenza norvegese sarà, dunque, quello di sottolineare l’interdipendenza tra lavoro, crescita e giustizia sociale, fattori che, nelle parole della Direttrice, non rappresentano esclusivamente la mission dell’ILO, ma anche il fine essenziale delle politiche europee in materia di lavoro. La Direttrice ha poi fornito informazioni più dettagliate rispetto alle sessioni tematiche che caratterizzeranno la Conferenza, indicandone, in particolare, quattro: in primo luogo, le due sessioni del 9 aprile. Tali sessioni analizzeranno, alla luce dei risultati conseguiti a quattro anni dalla Conferenza Regionale di Lisbona, la questione centrale della creazione di nuovi posti di lavoro, sia in termini quantitativi, come fattore di crescita e di rilancio delle PMI, che in termini qualitativi, partendo dalla necessità di creare lavoro di qualità attraverso il coinvolgimento delle parti sociali, per ridurre la segmentazione del mercato del lavoro, favorendo politiche salariali adeguate e sicurezza sul lavoro. In secondo luogo, le due sessioni tematiche del 10 aprile, che tratteranno, rispettivamente, il tema della disoccupazione giovanile e dell’invecchiamento della società, al fine di definire politiche che incentivino le aziende a mantenere nell’organico i lavoratori più anziani, al contempo assumendo giovani, favorendo in questo modo un’effettiva solidarietà intergenerazionale, e quello della promozione di standard internazionali in materia di lavoro e di una maggiore coesione europea in termini di politiche e regole comuni. La Direttrice Hoffmann ha aggiunto che tali tematiche sono già state oggetto di discussione a Ginevra con i rappresentanti dell’IOE, dell’ITUC e con i competenti colleghi del Governo norvegese. Dopo aver indicato per grandi linee anche gli altri eventi che caratterizzeranno la tre giorni di Conferenza (una sessione Capi di Stato/Primi Ministri sulle conseguenze della crisi, i cui probabili partecipanti saranno il Primo Ministro norvegese, uno o due Capi di Stato/Primi Ministri dell’area UE, un Capo di Stato/Primo Ministro dell’area Europa orientale/Asia Centrale; una riunione ministeriale informale sull’occupazione giovanile, alla quale parteciperanno Ministri del Lavoro, rappresentanti selezionati dei lavoratori e degli imprenditori e due Ministri delle Finanze; una piattaforma ILO, Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale, OCSE, finalizzata a valutare la coerenza tra le politiche dell’ILO e quelle delle principali Istituzioni economiche internazionali; infine, un incontro tra Ministri del Lavoro, delle Finanze e il Commissario Europeo per lavoro, inclusione e affari sociali sul tema della crescita qualitativa e quantitativa del lavoro), la Direttrice ha illustrato ai costituenti italiani la proposta dell’ILO relativa alla creazione di un working group nella composizione 4/4/4, ossia quattro rappresentanti dei Governi, quattro rappresentanti dei lavoratori, quattro rappresentanti degli imprenditori, chiamato ad operare per la realizzazione di un documento condiviso a partire da febbraio 2013, che costituirà il punto di partenza della Conferenza di Oslo e un’analisi delle tematiche da affrontare in quella sede.
La Direttrice ha poi lasciato spazio ai presenti per eventuali proposte e richieste di chiarimento. Il primo intervento è stato quello della Dott.ssa Stefania Rossi, la quale, dopo aver sottolineato come i temi indicati dalla Hoffmann costituissero le medesime priorità di Confindustria e di Eurofound, fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, ha insistito sulla necessità che l’incontro di Oslo possa essere realmente rappresentativo delle parti sociali e occasione per la valutazione di possibili soluzioni al problema centrale della disoccupazione giovanile, per favorire non solo l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro, ma anche una più agevole transizione dal sistema educativo a quello lavorativo, indicando, come esempio, il modello dell’apprendistato tedesco. Alla Dott.ssa Rossi ha fatto seguito l’intervento del Dottor Reboani di Italia Lavoro, il quale ha insistito sulla necessità che la Conferenza di Oslo analizzi la questione della disoccupazione soprattutto in termini di disoccupazione di lunga durata, adottando soluzioni in grado di produrre risultati nel breve periodo, che favoriscano le relazioni industriali e le politiche attive. Il Dottor Treves (CGIL) ha concentrato il proprio intervento sulla questione della segmentazione del mercato del lavoro, sottolineando come, specie in Italia, la sempre maggiore frequenza di contratti atipici , svantaggiosi per i lavoratori, conduca ad una perdita di produttività per le imprese, meno incoraggiate ad investire in capitale umano; ha proposto, dunque, che la Conferenza si occupi anche della questione del lavoro sommerso, adottando un sistema di tutela per i lavoratori a vocazione universale. Il Dottor Santini (CISL) ha sottolineato come l’uscita dalla crisi passi essenzialmente attraverso l’adozione di politiche industriali, anche a livello europeo, e di crescita adeguate; in particolare, con riferimento alla disoccupazione giovanile e all’invecchiamento attivo, ossia al complesso rapporto tra l’allungamento dell’età pensionabile e l’espulsione dei lavoratori dalle aziende a seguito di politiche di ristrutturazione, ha proposto l’adozione di una sorta di « patto generazionale », che incentivi, da un lato, l’accesso dei giovani al mercato del lavoro, e, dall’altro, favorisca misure specifiche per i lavoratori in uscita. Il Dottor Loy (UIL) ha insistito sull’importanza della contrattazione collettiva come momento di massima partecipazione sociale dei lavoratori: l’obiettivo dovrebbe essere quello di avvicinare la contrattazione all’impresa, assicurando a tutti i lavoratori un contratto con le tutele minime garantite e favorendo, di conseguenza, una ripresa dei consumi e il rilancio dell’economia. Il Ministro Plenipotenziario Trichilo e la Dott.ssa Margiotta hanno concluso gli interventi esprimendo generale favore per la creazione del working group, pur insistendo sull’adozione di una procedura di selezione dei rappresentanti quanto più possibile trasparente e sulla necessità di non considerare l’Europa esclusivamente come focolaio della crisi, ma anche come modello per altri Paesi, facendo leva sugli elementi positivi delle misure anticrisi adottate.
Al termine degli interventi, la Direttrice Hoffmann ha ringraziato per gli interessanti spunti di riflessione proposti, mostrandosi soddisfatta per il responso generalmente positivo rispetto alla creazione del working group; a tal proposito, ha precisato che la selezione sarà trasparente e che l’ILO si limiterà a proporre una formula di selezione dei rappresentanti, rimettendo la decisione finale ai costituenti. Ha rassicurato, inoltre, i partecipanti rispetto all’inserimento tra gli argomenti di dibattito della Conferenza delle principali questioni dagli stessi sollevate, tra le quali le politiche attive, la solidarietà intergenerazionale, la disoccupazione di lungo periodo con particolare riferimento alla categoria dei NEET (not in employment, education or training), al fine di proporre misure che intervengano a limitare il problema del mismatch tra competenze dei lavoratori ed esigenze del mercato del lavoro. Infine, la Direttrice ha ricordato che le conclusioni della Conferenza dovranno essere chiare ed utili tanto per i Paesi dell’area UE, quanto per quelli dell’area Europa orientale/Asia Centrale e riconoscere nell’ILO un partner autonomo e indispensabile nel settore del lavoro e delle politiche sociali e nell’interconnessione di queste ultime con questioni di carattere economico e finanziario. Ha poi aggiunto che le conclusioni dovranno fornire raccomandazioni ai singoli Paesi o, quantomeno, alle subregioni, che possano poi trasformarsi in vere e proprie roadmap.
Al termine dell’intervento della Direttrice Hoffmann, il Dottor Cal ha ripreso la parola per ringraziare i presenti della partecipazione e chiudere i lavori.
| Susanne Hoffmann con i constituenti italiani |
All’intervento del Dottor Cal ha fatto seguito quello della Direttrice Hoffmann, la quale, prima di procedere ad un’analisi dell’Agenda preliminare della Conferenza di Oslo, ha definito quello attuale come un momento cruciale per l’Europa, al centro di una crisi profonda caratterizzata da elevati tassi di disoccupazione, specie giovanile, e da una forte segmentazione del mercato del lavoro Tuttavia, la Direttrice ha inteso sottolineare i recenti ed incoraggianti segnali di un cambio di direzione: in primo luogo, la Conferenza di Alto Livello della Commissione Europea « Jobs for Europe », alla quale hanno preso parte, oltre al Presidente della Commissione Barroso, anche il Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, il Direttore dell’OCSE e il Direttore Generale dell’ILO, Guy Ryder, in occasione della quale è stato sottolineato il bisogno di misure di emergenza, al fine di evitare una crisi sociale e ripercussioni politiche di più vasta portata e suggerita l’adozione di strategie a favore dell’occupazione giovanile attraverso un uso più flessibile dei fondi strutturali europei; in secondo luogo, l’adozione del nuovo pacchetto occupazionale della Commissione Europea e del Programma di Lavoro delle parti sociali europee per il periodo 2012‑2014, finalizzato a favorire la crescita sostenibile e a rafforzare la governance sociale ed economica europea. In questo contesto si inserisce la Conferenza Regionale di Oslo del prossimo aprile che, come ha ricordato la Direttrice, sarà l’occasione per valutare le attività, le sfide ed i risultati conseguiti dall’ILO a quattro anni dall’ultima Conferenza Regionale svoltasi a Lisbona nel 2009, con l’obiettivo di dimostrare che una crescita economica sostenibile è impossibile senza la creazione di posti di lavoro di qualità, tali da garantire giustizia sociale e solidarietà, entrambi pilastri della crescita. La Direttrice ha poi proceduto ad indicare quelli che saranno i temi principali al centro del dibattito. In primo luogo, il mercato del lavoro in Europa, attraverso un’analisi delle ripercussioni che la crisi economica ha prodotto in termini di precarietà e disoccupazione, soprattutto giovanile. In secondo luogo, la questione della segmentazione del mercato del lavoro, all’origine di contratti atipici, sempre più spesso forieri di condizioni di disagio e difficoltà per i lavoratori. Ancora, l’allarme per il rischio povertà in Europa, al quale, secondo i dati forniti dalla Direttrice, sarebbero esposti circa 116 milioni di cittadini europei; in questo senso, la Conferenza affronterà anche la questione delle conseguenze prodotte dalle politiche di austerità adottate in molti Paesi europei per far fronte alla crisi — tra i quali Grecia, Spagna, Portogallo e, non ultima, l’Italia — e la necessità di bilanciare queste ultime con nuove politiche di investimento nel lavoro e nel capitale umano, al fine di rilanciare la crescita e la produttività. L’obiettivo della Conferenza norvegese sarà, dunque, quello di sottolineare l’interdipendenza tra lavoro, crescita e giustizia sociale, fattori che, nelle parole della Direttrice, non rappresentano esclusivamente la mission dell’ILO, ma anche il fine essenziale delle politiche europee in materia di lavoro. La Direttrice ha poi fornito informazioni più dettagliate rispetto alle sessioni tematiche che caratterizzeranno la Conferenza, indicandone, in particolare, quattro: in primo luogo, le due sessioni del 9 aprile. Tali sessioni analizzeranno, alla luce dei risultati conseguiti a quattro anni dalla Conferenza Regionale di Lisbona, la questione centrale della creazione di nuovi posti di lavoro, sia in termini quantitativi, come fattore di crescita e di rilancio delle PMI, che in termini qualitativi, partendo dalla necessità di creare lavoro di qualità attraverso il coinvolgimento delle parti sociali, per ridurre la segmentazione del mercato del lavoro, favorendo politiche salariali adeguate e sicurezza sul lavoro. In secondo luogo, le due sessioni tematiche del 10 aprile, che tratteranno, rispettivamente, il tema della disoccupazione giovanile e dell’invecchiamento della società, al fine di definire politiche che incentivino le aziende a mantenere nell’organico i lavoratori più anziani, al contempo assumendo giovani, favorendo in questo modo un’effettiva solidarietà intergenerazionale, e quello della promozione di standard internazionali in materia di lavoro e di una maggiore coesione europea in termini di politiche e regole comuni. La Direttrice Hoffmann ha aggiunto che tali tematiche sono già state oggetto di discussione a Ginevra con i rappresentanti dell’IOE, dell’ITUC e con i competenti colleghi del Governo norvegese. Dopo aver indicato per grandi linee anche gli altri eventi che caratterizzeranno la tre giorni di Conferenza (una sessione Capi di Stato/Primi Ministri sulle conseguenze della crisi, i cui probabili partecipanti saranno il Primo Ministro norvegese, uno o due Capi di Stato/Primi Ministri dell’area UE, un Capo di Stato/Primo Ministro dell’area Europa orientale/Asia Centrale; una riunione ministeriale informale sull’occupazione giovanile, alla quale parteciperanno Ministri del Lavoro, rappresentanti selezionati dei lavoratori e degli imprenditori e due Ministri delle Finanze; una piattaforma ILO, Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale, OCSE, finalizzata a valutare la coerenza tra le politiche dell’ILO e quelle delle principali Istituzioni economiche internazionali; infine, un incontro tra Ministri del Lavoro, delle Finanze e il Commissario Europeo per lavoro, inclusione e affari sociali sul tema della crescita qualitativa e quantitativa del lavoro), la Direttrice ha illustrato ai costituenti italiani la proposta dell’ILO relativa alla creazione di un working group nella composizione 4/4/4, ossia quattro rappresentanti dei Governi, quattro rappresentanti dei lavoratori, quattro rappresentanti degli imprenditori, chiamato ad operare per la realizzazione di un documento condiviso a partire da febbraio 2013, che costituirà il punto di partenza della Conferenza di Oslo e un’analisi delle tematiche da affrontare in quella sede.
La Direttrice ha poi lasciato spazio ai presenti per eventuali proposte e richieste di chiarimento. Il primo intervento è stato quello della Dott.ssa Stefania Rossi, la quale, dopo aver sottolineato come i temi indicati dalla Hoffmann costituissero le medesime priorità di Confindustria e di Eurofound, fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, ha insistito sulla necessità che l’incontro di Oslo possa essere realmente rappresentativo delle parti sociali e occasione per la valutazione di possibili soluzioni al problema centrale della disoccupazione giovanile, per favorire non solo l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro, ma anche una più agevole transizione dal sistema educativo a quello lavorativo, indicando, come esempio, il modello dell’apprendistato tedesco. Alla Dott.ssa Rossi ha fatto seguito l’intervento del Dottor Reboani di Italia Lavoro, il quale ha insistito sulla necessità che la Conferenza di Oslo analizzi la questione della disoccupazione soprattutto in termini di disoccupazione di lunga durata, adottando soluzioni in grado di produrre risultati nel breve periodo, che favoriscano le relazioni industriali e le politiche attive. Il Dottor Treves (CGIL) ha concentrato il proprio intervento sulla questione della segmentazione del mercato del lavoro, sottolineando come, specie in Italia, la sempre maggiore frequenza di contratti atipici , svantaggiosi per i lavoratori, conduca ad una perdita di produttività per le imprese, meno incoraggiate ad investire in capitale umano; ha proposto, dunque, che la Conferenza si occupi anche della questione del lavoro sommerso, adottando un sistema di tutela per i lavoratori a vocazione universale. Il Dottor Santini (CISL) ha sottolineato come l’uscita dalla crisi passi essenzialmente attraverso l’adozione di politiche industriali, anche a livello europeo, e di crescita adeguate; in particolare, con riferimento alla disoccupazione giovanile e all’invecchiamento attivo, ossia al complesso rapporto tra l’allungamento dell’età pensionabile e l’espulsione dei lavoratori dalle aziende a seguito di politiche di ristrutturazione, ha proposto l’adozione di una sorta di « patto generazionale », che incentivi, da un lato, l’accesso dei giovani al mercato del lavoro, e, dall’altro, favorisca misure specifiche per i lavoratori in uscita. Il Dottor Loy (UIL) ha insistito sull’importanza della contrattazione collettiva come momento di massima partecipazione sociale dei lavoratori: l’obiettivo dovrebbe essere quello di avvicinare la contrattazione all’impresa, assicurando a tutti i lavoratori un contratto con le tutele minime garantite e favorendo, di conseguenza, una ripresa dei consumi e il rilancio dell’economia. Il Ministro Plenipotenziario Trichilo e la Dott.ssa Margiotta hanno concluso gli interventi esprimendo generale favore per la creazione del working group, pur insistendo sull’adozione di una procedura di selezione dei rappresentanti quanto più possibile trasparente e sulla necessità di non considerare l’Europa esclusivamente come focolaio della crisi, ma anche come modello per altri Paesi, facendo leva sugli elementi positivi delle misure anticrisi adottate.
Al termine degli interventi, la Direttrice Hoffmann ha ringraziato per gli interessanti spunti di riflessione proposti, mostrandosi soddisfatta per il responso generalmente positivo rispetto alla creazione del working group; a tal proposito, ha precisato che la selezione sarà trasparente e che l’ILO si limiterà a proporre una formula di selezione dei rappresentanti, rimettendo la decisione finale ai costituenti. Ha rassicurato, inoltre, i partecipanti rispetto all’inserimento tra gli argomenti di dibattito della Conferenza delle principali questioni dagli stessi sollevate, tra le quali le politiche attive, la solidarietà intergenerazionale, la disoccupazione di lungo periodo con particolare riferimento alla categoria dei NEET (not in employment, education or training), al fine di proporre misure che intervengano a limitare il problema del mismatch tra competenze dei lavoratori ed esigenze del mercato del lavoro. Infine, la Direttrice ha ricordato che le conclusioni della Conferenza dovranno essere chiare ed utili tanto per i Paesi dell’area UE, quanto per quelli dell’area Europa orientale/Asia Centrale e riconoscere nell’ILO un partner autonomo e indispensabile nel settore del lavoro e delle politiche sociali e nell’interconnessione di queste ultime con questioni di carattere economico e finanziario. Ha poi aggiunto che le conclusioni dovranno fornire raccomandazioni ai singoli Paesi o, quantomeno, alle subregioni, che possano poi trasformarsi in vere e proprie roadmap.
Al termine dell’intervento della Direttrice Hoffmann, il Dottor Cal ha ripreso la parola per ringraziare i presenti della partecipazione e chiudere i lavori.