A margine della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, il 27 novembre 2012, presso l’Ufficio ILO per l’Italia e San Marino, ha avuto luogo la conferenza — organizzata dai sindacati — «La violenza sulle donne nei luoghi di lavoro: le analisi e le proposte di CGIL, CISL e UIL». La prima parte dell’evento è stata caratterizzata dagli interventi del Direttore dell’Ufficio ILO di Roma, Luigi Cal, della Responsabile dell’Ufficio di Roma dell’UNICRI, Daniela Salvati, della Direttrice Centrale dell’ISTAT, Linda Laura Sabbatini e del Segretario Confederale della CISL, Liliana Ocmin, che ha introdotto le testimonianze di alcune donne vittime di violenza. Maria Pia Mannino, Coordinatrice Nazionale Confederale delle Pari Opportunità per la UIL, ha poi dato lettura della proposta d’intesa di CGIL, CISL e UIL, finalizzata a contrastare ogni forma di violenza e discriminazione sulle donne lavoratrici. La successiva tavola rotonda, moderata dalla giornalista RAI Dania Mondini, ha visto la partecipazione del Ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, del Ministro del Lavoro, Elsa Fornero, del Dirigente Medico della Polizia di Stato, Cinzia Grassi, di Massimo Marchetti di Confindustria, dei Segretari Confederali della UIL, Anna Rea, e della CISL, Liliana Ocmin e del Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso.
La conferenza ha avuto inizio alle 9.45 con la presentazione dell’iniziativa da parte delle responsabili di CGIL, CISL e UIL: con riferimento al tema della violenza sulle donne, è stato menzionato il Rapporto tematico annuale sugli omicidi di genere di Rashida Manjoo, Special Rapporteur delle Nazioni Unite per il contrasto alla violenza sulle donne, e il Rapporto sulla violenza stilato da quest’ultima a seguito della sua missione in Italia lo scorso gennaio. Alla luce del Rapporto, in Italia, gli omicidi delle donne appaiono come l’estrema conseguenza di forme di violenza stabili e durature nel tempo, spesso perpetrate nell’ambito delle mura domestiche da partner, mariti, ex fidanzati, come risultato di un retaggio culturale maschilista che vede la donna subordinata ed economicamente dipendente e che non percepisce la violenza come un crimine. Il focus dell’evento è stato, tuttavia, quello delle violenze subite dalle donne nei luoghi di lavoro.
Lugi Cal, Direttore dell’Ufficio ILO di Roma, dopo aver ringraziato i partecipanti, ha inteso ricordare come, oggi, quella sulle donne sia una delle forme più diffuse di violenza e tra le meno perseguite, nonostante la parità tra i sessi sia sancita e ampiamente riconosciuta nelle Costituzioni della maggior parte dei Paesi. Luigi Cal ha voluto sottolineare il costante impegno dell’ILO su questo tema, pur in assenza di una specifica Convenzione Internazionale in materia ed ha menzionato tre documenti fondamentali dell’ILO che mirano a contribuire all’eliminazione delle violenze sulle donne nei luoghi di lavoro, al fine di garantirne la piena indipendenza e libertà: la Risoluzione sulla parità di genere al centro del lavoro dignitoso, adottata dalla Conferenza internazionale del Lavoro nel 2009; lo studio sulla violenza contro le donne nel mondo del lavoro, pubblicato dall’ILO nel 2011 e le linee guida per rafforzare ed estendere la protezione della maternità alle donne che lavorano. Daniela Salvati, Responsabile dell’Ufficio UNICRI di Roma, ha fornito informazioni più dettagliate sul Rapporto della Special Rapporteur delle Nazioni Unite, Rashida Manjoo, sottolineando come la maggior parte delle donne che subiscono violenza non denuncino l’accaduto, contribuendo a favorire l’impunità dei responsabili. Ha inoltre ricordato che incombe sullo Stato la responsabilità di fornire risposte adeguate per contrastare la violenza sulle donne, vero e proprio danno per l’intera società. Daniela Salvati ha, in conclusione, ricordato l’importanza della Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite 1325 del 2000 «Donne, Pace e Sicurezza», che riconosce e tutela i diritti delle donne, specie nel contesto di conflitti armati. All’intervento di Daniela Salvati ha fatto seguito quello di Linda Laura Sabbatini dell’ISTAT, la quale ha fornito cifre preoccupanti sulle violenze che le donne italiane subiscono sul luogo di lavoro, sotto forma di ricatti sessuali, di richieste di disponibilità sessuale, o di ricatti sessuali espliciti per poter essere assunte o per fare carriera. Linda Salvati ha ricordato come molte di queste donne abbiano cambiato lavoro volontariamente, incrementando il loro livello di precarietà. Secondo i dati presentati, le donne più colpite sono quelle di età compresa tra i 35 e i 54 anni, che vivono sole e che hanno un alto livello di formazione. Il Segretario Confederale della CISL, Liliana Ocmin, ha poi preso la parola per introdurre le toccanti testimonianze di alcune donne vittime di violenza sui luoghi di lavoro e non solo e ha inteso sottolineare l’importanza del contributo delle donne per la crescita della società, ma anche la responsabilità di queste ultime in vista dello sradicamento della violenza dalla cultura dominante. Maria Pia Mannino, Coordinatrice Nazionale Confederale delle Pari Opportunità per la UIL, ha dato lettura della «Proposta d’intesa di CGIL, CISL e UIL per il coordinamento sinergico per la prevenzione, il contrasto e il sostegno alle vittime», da presentare alle Istituzioni e alle parti sociali coinvolte per combattere ed eliminare le discriminazioni e le violenze contro le donne nei luoghi di lavoro, favorendo l’inserimento di questo tema nei tavoli di contrattazione di secondo livello e facendo della cultura di genere un elemento di formazione essenziale per tutto il mondo del lavoro.
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| Anna Rea, Susanna Camusso, Massimo Marchetti, Liliana Ocmin |
Alle 11.30 ha avuto inizio la Tavola Rotonda, moderata dalla giornalista Dania Mondini; le prime domande sono state rivolte al Ministro Cancellieri, la quale ha ricordato come, nonostante l’importante impegno sul tema del Ministero dell’Interno e delle forze dell’ordine, sia opportuno portare avanti un’azione ancor più capillare, mantenendo alto il livello di attenzione, trattandosi di un settore vastissimo e, troppo spesso, sommerso. Il Ministro si è, inoltre, detta convinta che la violenza sulle donne sia la conseguenza ultima di un contesto culturale arretrato, che trova il massimo sfogo nella violenza interna alle mura domestiche: ha per questo sottolineato l’importanza di una crescita culturale del paese che coinvolga in primo luogo le donne e la necessità di garantire che alla normativa esistente in Italia sia data effettiva e certa applicazione. Cinzia Grassi, della Polizia di Stato ha ricordato come parlare di violenza sulle donne significhi ricomprendere in questo termine anche i soggetti di età inferiore ai 18 anni e, quindi, anche le bambine: tutelarle vuol dire salvaguardare la famiglia, la società, la maternità. Il Segretario Confederale della UIL, Anna Rea, pur riprendendo le parole del Ministro Cancellieri sulla necessità di affrancarsi da un retaggio culturale maschilista, ha sottolineato che incombe sui Governi la responsabilità di occuparsi del tema della violenza sulle donne, che oggi non riguarda più soltanto i Paesi in via di sviluppo, ma anche i paesi più ricchi ed industrializzati. Ha per questo sottolineato l’importanza dell’iniziativa comune dei sindacati italiani e la necessità di riconoscere un valore fondamentale alla prevenzione delle violenze, adottando iniziative concrete. A tal proposito, ha evidenziato che sarebbe opportuno adottare l’intesa quadro sottoscritta, a livello europeo, dalla CES, che l’Italia non ha ancora ratificato. Su quest’ultimo tema è intervenuto Massimo Marchetti di Confindustria, il quale ha ricordato come la mancata adozione da parte dell’Italia dell’intesa quadro europea sia la conseguenza della genericità del documento, che si pone essenzialmente come una enunciazione di principi che rimette la questione esclusivamente all’azienda. La proposta di Confindustria è quella di adottare
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| Annamaria Cancellieri, Dania Mondini |
delle linee guida che possano aiutare l’azienda ad avvalersi dell’aiuto di altre strutture per gestire questo tema, ad esempio gli uffici territoriali, al fine di creare un sistema più ampio che possa farsi carico delle esigenze e dei bisogni delle vittime di violenze, con una significativa collaborazione delle organizzazioni sindacali. Allo stesso modo, il Segretario Confederale della CISL, Liliana Ocmin, ha riaffermato che il problema della violenza sulle donne è un problema della società nel suo complesso, che richiede la partecipazione di tutti ed ha sottolineato l’urgenza di dare attuazione, anche progressiva, all’intesa comune presentata dai sindacati. Ha preso poi la parola il Ministro Fornero, che ha ricordato la recente firma della Convenzione del Consiglio d’Europa contro la violenza sulle donne e la violenza domestica, adottata ad Istanbul nel maggio 2011, della quale si attende tempestiva ratifica da parte del Parlamento. Tuttavia, il Ministro ha ribadito che il divario tra le norme esistenti e i comportamenti è ancora troppo ampio e che bisogna agire sul lungo termine, in particolare a livello culturale, attraverso adeguate campagne di comunicazione e sensibilizzazione. In questo contesto, il Ministro ha ribadito che favorire un mercato del lavoro inclusivo ed aperto a donne e giovani è fondamentale, poiché il lavoro costituisce lo strumento essenziale per garantire alle vittime di violenza una via di uscita ed una forma di libertà ed emancipazione. A tal proposito si è detta estremamente favorevole all’adozione di politiche che aiutino le aziende a favorire lo sviluppo di buone pratiche, specie per quanto riguarda la gestione dei rapporti con il personale. In chiusura, è intervenuta Susanna Camusso, Segretario Generale della CGIL, che ha voluto ricordare come il tema della violenza contro le donne, specie nei luoghi di lavoro, necessiti ancora di un grande lavoro: è opportuno, infatti, cambiare il sistema culturale — comune, purtroppo, a tutti gli strati della società, indipendentemente dalle differenze economiche — in cui trova origine la violenza, a partire dal linguaggio e dai comportamenti. La crisi, a suo modo, ha inciso ulteriormente sulla condizione della donna, specie a seguito dell’adozione di politiche che incrementano le disuguaglianze; non si tratta, dunque, esclusivamente di una battaglia a difesa delle donne, ma di una battaglia di democrazia. È per questo essenziale garantire che i centri anti-violenza non subiscano ulteriori tagli e che alle vittime di violenze sia garantita la possibilità di rivolgersi a personale qualificato, con la certezza di essere credute e tutelate. Infine, il Segretario Generale ha ricordato l’importanza della formazione all’educazione e al rispetto, soprattutto per i gruppi dirigenti e per coloro che sono a capo del personale delle aziende.