Rapporto ISTAT «Come cambia la vita delle donne»

Il capitolo 4 del rapporto ISTAT analizza le tendenze occupazionali delle donne in Italia nel decennio 2004-2014.

Testo del rapporto sul sito dell’ISTAT

Tra i paesi dell’Unione europea (UE), l’Italia si è da sempre caratterizzata per un basso livello di occupazione, particolarmente tra le donne, e per un’elevata presenza di persone in cerca di lavoro.

Gli anni di riferimento del rapporto sono stati particolarmente segnati dalla crisi economica che ha concorso a dividere il periodo in due tendenze: un primo periodo in cui l’occupazione continuava a crescere e un secondo in cui la situazione é risultata più critica. Nello stesso periodo, le differenze di genere si sono ridotte a causa di un maggiore impatto della crisi economica sulle occupazioni tradizionalmente composte da forza lavoro di sesso maschile (industria e costruzioni ad esempio) e per una maggiore tenuta delle occupazioni con maggiore presenza di lavoratrici (come ad esempio il settore dei servizi).

Nonostante la maggiore tenuta dell’occupazione femminile rispetto a quella maschile negli anni della crisi, la quota di donne occupate in Italia è di gran lunga inferiore a quella dell’UE: nel 2014 il tasso di occupazione femminile si attestava al 46,8 per cento contro il 59,5 per cento della media UE.

Nel corso del decennio, dal 2004 al 2014, il tasso di disoccupazione in Italia è aumentato dall’8 per cento al 12,7 per cento, con un incremento maggiore per gli uomini che per le donne.

I principali mutamenti nella partecipazione al mercato del lavoro nel decennio riguardano un innalzamento dell’età d’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro dovuta sia al prolungamento degli studi che al maggiore impatto negativo della crisi economica sui giovani rispetto agli adulti. A questa tendenza si associa una maggiore permanenza nell’occupazione in età avanzata.

Il mercato del lavoro femminile continua ad essere caratterizzato da profondi limiti strutturali che incidono sui tassi di occupazione. Le barriere all’ingresso, la discontinuità dei percorsi lavorativi, la difficoltà nel superamento del “tetto di cristallo” (glass ceiling) e la sovraistruzione rispetto agli uomini continuano ad incidere sulla quantità e qualità del lavoro disponibile per le donne.

L’esperienza riportata dalle donne in termini di rinunce durante la vita lavorativa, difficoltà nello svolgimento del loro lavoro e discriminazione nei luoghi di lavoro sono anche riflesse nella percezione che i cittadini hanno della condizione delle donne in Italia.