114ª sessione della Conferenza internazionale del lavoro
Una scelta cruciale. L’intelligenza artificiale al servizio del lavoro dignitoso
Rapporto del Direttore Generale dell’OIL.
Panoramica del Rapporto
Il rapporto del Direttore Generale dell’OIL per 114ª sessione della Conferenza internazionale del lavoro A moment of choice: Harnessing artificial intelligence for decent work (“Una scelta cruciale. L’intelligenza artificiale al servizio del lavoro dignitoso”) sostiene che l’intelligenza artificiale rappresenta una trasformazione profonda del mondo del lavoro, ma che i suoi effetti non sono determinati in modo automatico dalla tecnologia: essi dipendono in larga misura dalle scelte politiche, istituzionali e sociali. In questo senso, il documento insiste sull’idea di un “momento di scelta”, in cui è possibile orientare l’innovazione verso esiti coerenti con il lavoro dignitoso e la giustizia sociale.
L’analisi parte da una prospettiva storica, sottolineando come tutte le grandi ondate di cambiamento tecnologico abbiano ridefinito l’organizzazione del lavoro, la distribuzione dei benefici e dei rischi e la struttura dei mercati del lavoro. L’IA si inserisce in questa traiettoria, ma si distingue per la velocità di diffusione e per la capacità di incidere non solo su compiti manuali e routinari, ma anche su attività cognitive, comunicative e decisionali. Ciò amplia significativamente la platea delle occupazioni potenzialmente interessate e introduce nuove forme di interazione tra esseri umani e macchine, con implicazioni non solo economiche ma anche sociali e democratiche.
Per quanto riguarda gli effetti sull’occupazione, il rapporto evidenzia che l’IA tende più a trasformare i lavori che a distruggerli. L’unità di analisi rilevante non è la professione nel suo complesso, ma l’insieme di compiti che la compongono: l’automazione riguarda specifiche attività, generando una combinazione di sostituzione e creazione di nuove mansioni. Tuttavia, anche cambiamenti parziali possono avere effetti distributivi significativi, soprattutto in contesti caratterizzati da alternative limitate e da sistemi di protezione sociale deboli. Accanto alla quantità del lavoro, il rapporto attribuisce particolare importanza alla qualità dell’occupazione, sottolineando che l’IA può contemporaneamente migliorare alcune dimensioni — come la sicurezza o l’efficienza — e peggiorarne altre, aumentando l’intensità del lavoro, riducendo l’autonomia e ampliando le forme di sorveglianza digitale.
Una parte centrale dell’analisi è dedicata al rischio di ampliamento delle disuguaglianze. L’IA si diffonde in un contesto già segnato da forti divari tra paesi, imprese e lavoratori, e tende a interagire con queste differenze piuttosto che eliminarle. I paesi ad alto reddito, dotati di infrastrutture digitali avanzate e istituzioni solide, sono meglio posizionati per beneficiare dei guadagni di produttività, mentre nei paesi a basso e medio reddito la limitata capacità di adozione rischia di trasformarsi in un vincolo allo sviluppo. Allo stesso tempo, anche all’interno dei paesi emergono disparità rilevanti: le donne risultano più esposte in alcune occupazioni amministrative, i giovani possono vedere ridotte le opportunità di ingresso nel mercato del lavoro e i lavoratori meno qualificati rischiano di non beneficiare dei processi di complementarità con la tecnologia. Analogamente, le grandi imprese dispongono di maggiori risorse per adottare l’IA, mentre le piccole e medie imprese incontrano ostacoli finanziari e organizzativi, con il rischio di una maggiore concentrazione della produttività e del potere di mercato.
Il rapporto sottolinea inoltre che gli effetti dell’IA non si esauriscono nel mercato del lavoro, ma investono dimensioni più ampie, tra cui la distribuzione del reddito, la coesione sociale e il funzionamento delle istituzioni democratiche.
La crescente concentrazione di dati e capacità computazionali in pochi attori globali solleva interrogativi sulla concorrenza e sulla governance, mentre l’uso di sistemi algoritmici nei luoghi di lavoro pone questioni relative alla trasparenza, alla responsabilità e alla tutela dei diritti, in particolare in ambiti come il reclutamento di personale, la valutazione della performance delle lavoratrici e dei lavoratori, e la gestione del personale.
Di fronte a queste trasformazioni, il rapporto propone un approccio centrato sulla persona, coerente con la Dichiarazione del Centenario dell’OIL. Ciò implica investimenti nelle competenze e nella formazione lungo tutto l’arco della vita, con un’attenzione non solo alle competenze tecniche ma anche a quelle cognitive e socio-emotive, e il rafforzamento dei sistemi di protezione sociale, affinché questi siano in grado di accompagnare le transizioni lavorative più frequenti e i percorsi professionali più frammentati. Tuttavia, il documento sottolinea che le politiche dal lato dell’offerta non sono sufficienti. Queste devono essere integrate con strategie di sviluppo economico e creazione di occupazione, in grado di trasformare i guadagni di produttività in lavoro di qualità.
Un ruolo centrale è attribuito alla governance e alle istituzioni del lavoro. Il quadro normativo attuale risulta ancora frammentato rispetto alle sfide poste dall’IA, ma gli standard internazionali del lavoro forniscono una base importante per affrontare questioni emergenti. In questo contesto, il dialogo sociale viene identificato come uno strumento essenziale sia per garantire la legittimità delle scelte sia per migliorarne l’efficacia, consentendo di adattare l’IA alle specificità dei contesti nazionali, settoriali e aziendali. Il coinvolgimento delle parti sociali può contribuire a ridurre asimmetrie informative, prevenire rischi e distribuire i benefici in modo più equo.
In conclusione, il rapporto afferma che il futuro del lavoro nell’era dell’intelligenza artificiale non è predeterminato. La direzione che prenderà dipenderà dalla capacità di costruire istituzioni solide, politiche coerenti e forme efficaci di cooperazione internazionale. Solo attraverso un approccio integrato, che combini diritti, occupazione, protezione sociale e dialogo sociale, sarà possibile garantire che l’IA contribuisca a uno sviluppo inclusivo e sostenibile, evitando un ampliamento delle disuguaglianze e rafforzando il legame tra progresso tecnologico e giustizia sociale.
ILC.114/Report I(B)
A moment of choice: Harnessing artificial intelligence for decent work. Report of the Director-General
1–12 giugno 2026
114ª sessione della Conferenza internazionale del lavoro