114ª sessione della Conferenza internazionale del lavoro

Occupazione e lavoro dignitoso per la pace e la resilienza

Indagine generale dell’OIL.

Panoramica del Rapporto

Il rapporto dell’OIL Employment and decent work for peace and resilience (“Occupazione e lavoro dignitoso per la pace e la resilienza”) offre una lettura ampia e approfondita del ruolo del lavoro nel prevenire le crisi, rispondere alle emergenze e sostenere la ricostruzione delle società.

Al centro del documento vi è l’idea, radicata nel mandato dell’OIL, che la pace duratura non può esistere senza giustizia sociale. In un contesto globale segnato da conflitti armati, cambiamenti climatici e crisi sanitarie, il rapporto sottolinea come il lavoro dignitoso rappresenti non solo un obiettivo sociale, ma anche uno strumento essenziale per rafforzare la resilienza delle economie e delle comunità.

Il testo analizza l’attuazione della Raccomandazione n. 205 del 2017, che amplia l’approccio tradizionale dell’OIL includendo non solo la ricostruzione post-crisi, ma anche la prevenzione, la preparazione e la mitigazione dei rischi. In questa prospettiva, il lavoro e l’occupazione vengono integrati in tutte le fasi della gestione delle crisi, dalla risposta immediata alla ricostruzione a lungo termine, in una logica continua e interconnessa.

Il rapporto evidenzia come le crisi abbiano effetti profondi sul mondo del lavoro: distruggono imprese, riducono l’occupazione, aumentano l’informalità e aggravano le disuguaglianze. Allo stesso tempo, sottolinea l’esistenza di un legame circolare tra lavoro e conflitto: da un lato, la mancanza di lavoro dignitoso può alimentare tensioni sociali; dall’altro, la creazione di occupazione e opportunità economiche contribuisce alla stabilità, alla coesione sociale e alla pace.

Per affrontare queste sfide, il rapporto propone un approccio integrato e graduale, spesso definito come “nesso umanitario-sviluppo-pace”, che combina interventi immediati – come la creazione di lavoro e il sostegno al reddito – con politiche di lungo periodo volte a rafforzare istituzioni, mercati del lavoro e sistemi di protezione sociale. Questo approccio mira a evitare risposte frammentate e a garantire coerenza tra aiuto umanitario, sviluppo economico e costruzione della pace.

Un ruolo centrale è attribuito al dialogo sociale tra governi, lavoratori e datori di lavoro, considerato fondamentale per elaborare risposte efficaci e inclusive. Il rapporto insiste inoltre sull’importanza di rafforzare le istituzioni del lavoro, come l’ispezione del lavoro e i servizi per l’impiego, e di promuovere politiche attive che favoriscano la creazione di lavoro, lo sviluppo delle competenze e l’inclusione socio-lavorativa dei gruppi più vulnerabili.

Particolare attenzione è dedicata alle persone più colpite dalle crisi – tra cui donne, giovani, migranti e lavoratori dell’economia informale – evidenziando la necessità di politiche mirate che garantiscano pari opportunità e accesso al lavoro dignitoso. Allo stesso tempo, il rapporto sottolinea l’importanza di accompagnare la transizione verso economie più sostenibili dal punto di vista ambientale, assicurando che tale trasformazione sia equa e inclusiva.

Infine, il documento ribadisce il valore della cooperazione internazionale. In un mondo caratterizzato da crisi interconnesse, nessun paese può agire da solo: è necessario rafforzare il coordinamento tra Stati, organizzazioni internazionali e partner sociali per promuovere occupazione, diritti e sviluppo sostenibile.

Nel suo insieme, il rapporto trasmette un messaggio chiaro: investire nel lavoro dignitoso significa investire nella pace e nella resilienza delle società. In un’epoca di crisi multiple, questo approccio rappresenta una condizione essenziale per uno sviluppo più equo, stabile e sostenibile.

Employment and decent work for peace and resilience

ILC.114/Report III(B)

Employment and decent work for peace and resilience

114ª sessione della Conferenza internazionale del lavoro

1–12 giugno 2026

114ª sessione della Conferenza internazionale del lavoro