Prevenzione e risposta a pratiche abusive e fraudolente nel reclutamento di manodopera: un invito ad agire

L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) e l’Ufficio delle Nazioni Unite per la lotta alla droga ed al crimine (UNODC) chiedono ai governi, alle parti sociali, alle imprese, alle altre agenzie internazionali e a tutte le parti interessate di intensificare gli sforzi contro le pratiche di reclutamento abusive e fraudolente.

Dichiarazione | 23 giugno 2015
Nell’economia globalizzata di oggi, sempre di più i lavoratori sono costretti a cercare opportunità di lavoro lontano da casa, e per molti di loro questo significa abbandonare il proprio paese di origine.

La mobilità del lavoro offre opportunità a milioni di lavoratori e alle proprie famiglie, tuttavia per molti il prezzo da pagare per questa scelta è estremamente alto. Le agenzie per l’impiego pubbliche e private ricoprono un ruolo importante come intermediari per favorire una occupazione piena e produttiva e l’accesso ad un lavoro dignitoso, e nel promuovere il corretto funzionamento dei mercati del lavoro. Nonostante ciò, cresce la preoccupazione per quelle agenzie per l’impiego senza scrupoli, per gli intermediari del lavoro informali e i trafficanti di esseri umani che, agendo al di fuori della legalità, approfittano della vulnerabilità dei lavoratori con basse qualifiche e dei migranti. Gli abusi segnalati riguardano: informazioni false sulla natura e le condizioni di lavoro, confisca dei passaporti, servitù per debiti legata al rimborso delle spese di reclutamento, minacce di violenze e deportazione. Questi crimini sono il risultato di gravi lacune della governance nella fase di reclutamento, in particolare quella transfrontaliera.

Per rispondere a questa situazione, l’ILO e l’UNODC, insieme, promuovono pratiche di reclutamento equo all’interno e oltre i confini dei paesi. L’Iniziativa sul Reclutamento Equo dell’ILO, sostenuta anche dal Global Migration Group, intende prevenire la tratta di esseri umani e il lavoro forzato; proteggere i lavoratori, in particolare i lavoratori migranti, da pratiche abusive e fraudolente di reclutamento; ridurre il costo umano, sociale ed economico della migrazione per lavoro e valorizzarne gli effetti positivi per i lavoratori migranti e le loro famiglie nonché per i paesi di origine e destinazione. L’Iniziativa è attuata in sinergia con altri programmi, tra cui quella dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) sul Reclutamento Etico. L’Iniziativa sul Reclutamento Equo dell’ILO si basa sulle norme internazionali del lavoro e altri principi guida, in particolare le Convenzioni ILO, i Protocolli e le Raccomandazioni, il Protocollo ONU sulla tratta di persone e i Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani.

L’UNODC fornisce assistenza agli Stati Membri nell’attuazione del Protocollo sulla tratta di persone e nello sviluppo di risposte efficaci contro la tratta attraverso studi e ricerche intesi a migliorare la conoscenza e la comprensione del fenomeno.
Sulla base di quanto summenzionato, l’ILO e l’UNODC chiedono ai governi, alle parti sociali, alle imprese, alle altre agenzie internazionali e a tutte le parti interessate di intensificare gli sforzi per rispondere alle pratiche abusive e fraudolente di reclutamento attraverso:
  • Adozione e rafforzamento, in conformità alle norme internazionali, delle leggi nazionali, in particolare quelle in materia di lavoro, migrazioni e diritto penale nonché di altre misure di regolamentazione. L’obiettivo è affrontare in maniera globale tutte le pratiche fraudolente e abusive di reclutamento che possono portare alla tratta di esseri umani.
  • Accrescere la consapevolezza di reclutatori, agenzie per l’impiego private e datori di lavoro dei settori privato e pubblico sulla due diligence e le buone pratiche per eliminare le forme di reclutamento abusivo e fraudolento;
  • Attivare la cooperazione tra le agenzie governative interessate, le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori, rappresentanti di agenzie per l’impiego private; promuovere partnership strategiche tra i settori pubblico e privato, e facilitare lo scambio di buone pratiche nell’ambito delle rotte migratorie comuni, al fine di:
    • Assicurare alla giustizia i reclutatori che violano le leggi penali, compreso il reato di tratta di esseri umani;
    • Garantire l’applicazione di altre normative pertinenti, comprese quelle del lavoro, per eliminare le pratiche abusive e fraudolenti durante il processo di reclutamento e collocamento;
    • Creare un contesto favorevole allo sviluppo di pratiche aziendali eque e sostenibili;
  • Creare meccanismi per denunciare gli abusi o il successivo sfruttamento nonché garantire ai lavoratori migranti l’accesso ai ricorsi giudiziari e ai risarcimenti;
  • Garantire il diritto alla libertà di associazione, estendere la copertura della contrattazione collettiva e sostenere i sindacati nei loro sforzi volti a organizzare i lavoratori, compresi i migranti, al fine di proteggerli meglio da forme di sfruttamento nella fase di reclutamento o successiva ad essa;
  • Incoraggiare la negoziazione trasparente e partecipativa, la conclusione e l’effettiva attuazione di accordi bilaterali e regionali, radicati nelle norme internazionali, come anche di altri meccanismi specifici per migliorare il coordinamento e la cooperazione internazionale e per colmare le lacune normative e la loro applicazione lungo le rotte comuni della migrazione per lavoro;
  • Assicurarsi che i meccanismi nazionali che regolano il reclutamento dei lavoratori migranti siano integrati nelle politiche sulla migrazione per lavoro e negli accordi bilaterali e regionali, al fine di garantire la coerenza tra le leggi nazionali e le politiche in materia di reclutamento del lavoro e le più ampie politiche in materia di occupazione, sviluppo delle competenze e istruzione;
  • Promuovere la ratifica delle Convenzioni ONU e ILO, in particolare il recente Protocollo del 2014 alla Convenzione sul lavoro forzato del 1930; il Protocollo sulla tratta di persone; Convenzione 181 - Agenzie per l’impiego private, 1997amConvenzione 97 - Lavoratori migranti (riveduta), 1949grConvenzione 143 - Lavoratori migranti (disposizioni complementari), 1975 al fine di garantire un adeguato riconoscimento e la regolamentazione dei reclutatori del lavoro e delle agenzie per l’impiego.

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