MF/World Bank annual meeting

Misure urgenti coordinate per promuovere occupazione e posti di lavoro dignitosi

Dichiarazione di Guy Ryder, Direttore Generale dell’ILO, al Comitato Monetario e Finanziario Internazionale e al Comitato per lo Sviluppo (Tokyo, 13 ottobre 2012)

Dichiarazione | Tokyo (Giappone) | 13 ottobre 2012

Necessarie nuove iniziative globali per aumentare occupazione e posti di lavoro dignitosi e per sostenere la domanda

1. Desidero sottolineare nel modo più assoluto che la prolungata crescita globale al di sotto della media e la diffusa disoccupazione e sottoccupazione hanno conseguenze disastrose per miliardi di persone e per le loro comunità e nazioni, indeboliscono una potenziale crescita e compromettono la stabilità e la coesione sociale.

2. Eppure a quattro anni dalla caduta della Lehman Brothers, che ha fatto precipitare la crisi, c’è l’elevato rischio che l’economia mondiale scivoli in un periodo di crescita sotto la media.

3. La disoccupazione globale conta ancora 30 milioni di persone in più rispetto alla situazione pre-crisi e, da allora, circa 40 milioni di donne e uomini in più hanno smesso di cercare lavoro. 75 milioni degli oltre 200 milioni di disoccupati sono giovani donne e uomini sotto i 25 anni. Con la forza lavoro mondiale che cresce di circa 40 milioni l’anno, ci troviamo di fronte grandi e crescenti deficit di posti di lavoro dignitosi che si estenderanno negli anni a venire [nota 1].

4. Di quelli occupati, 900 milioni di donne e uomini non guadagnano abbastanza per portare loro stessi e le loro famiglie al di sopra della soglia di povertà giornaliera dei 2 dollari. Se le tendenze di riduzione della povertà precedenti la crisi fossero proseguite, questo dato ora sarebbe inferiori di 55 milioni.

5. Un’azione coordinata dei governi delle principali economie mondiali può e deve impedire di scivolare in un pantano politico, economico e sociale.

6. Appena tre mesi fa, nel vertice di Los Cabos, i capi di stato e di governo del G20 convenivano nel loro Piano d’Azione per la Crescita e l’Occupazione che “se le condizioni economiche fossero peggiorate ancora in modo significativo, l’Argentina, l’Australia, il Brasile, il Canada, la Cina, la Germania, la Corea, la Russia e gli Stati Uniti sarebbero stati pronti a coordinare e attuare misure aggiuntive per sostenere la domanda, tenendo conto delle situazioni e degli impegni nazionali”.

7. È ormai evidente che la situazione sta peggiorando in modo significativo e che c’è bisogno immediatamente di nuove misure. I paesi che hanno manifestato la loro disponibilità a prendere parte a questo sforzo coordinato rappresentano la metà della produzione globale. Le ultime previsioni del FMI sull’economia mondiale riconoscono che sono stati sottostimati i moltiplicatori fiscali. Questo significa che il danno delle misure di austerità è stato più profondo di quanto previsto. Al contrario, il FMI ora ritiene che le misure di stimolo adottate dall’inizio della crisi abbiano avuto un effetto moltiplicatore di due tre volte superiore ai moltiplicatori utilizzati dai governi. Una revisione sistematica degli obiettivi di bilancio, associata ad un costante allentamento monetario, potrebbe, se avviati contemporaneamente, mettere l’economia globale sulla strada della ripresa e della crescita. Un impegno credibile dei principali paesi meglio posizionati per sostenere la domanda globale aprirebbe, inoltre, lo spazio politico ad altri per rallentare il ritmo dell’aggiustamento fiscale o per loro stessi di aggiungere misure di stimolo all’economia.

Stimoli fiscali e monetari coordinati per superare gli effetti della crisi finanziaria sull’occupazione

8. Le crisi finanziarie su vasta scala hanno effetti estremamente dannosi di lunga durata, non da ultimo sull’occupazione. Le politiche fiscali e monetarie devono essere utilizzate attivamente per scongiurare una stagnazione prolungata. I deficit di bilancio possono essere ridotti e la politica monetaria può tornare a una posizione più neutrale, ma le premature misure di austerità indeboliscono la crescita e operano contro i tentativi del settore pubblico e privato di ridurre i debiti incombenti lasciati dalla crisi finanziaria.

9. I mercati finanziari dei più grandi paesi avanzati non stanno ancora svolgendo la loro funzione essenziale di guida dei risparmi verso investimenti produttivi che generano opportunità di lavoro dignitoso. La riforma e l’aggiustamento del settore finanziario privato non è completa e il centro dell’attenzione è, comunque, sulle finanze pubbliche che hanno avuto l’onere di prevenire i fallimenti bancari. In particolare, le piccole imprese in molti paesi sono vincolate dai crediti quando potrebbero contribuire in modo significativo alla ripresa se il sistema bancario funzionasse in modo più efficiente. Misure come le garanzie di credito o la creazione di banche pubbliche per sostenere gli investimenti nelle piccole imprese stanno per essere introdotte da diversi paesi e dovrebbero far parte del programma di riforma.

10. Le condizioni attuali della politica internazionale, volte a sostenere i paesi della zona euro in difficoltà finanziarie, non si sono concentrate sulla necessità di dare stabilità alle economie, come condizione indispensabile della crescita futura. Le ondate di austerità stanno riducendo il denominatore (PIL) più velocemente del numeratore (debiti pubblici) portando a indici più elevati, a tassi di interessi più alti del prestito pubblico e privato e ad una recessione ancora più profonda. Con la disoccupazione e la disoccupazione giovanile che sta raggiungendo livelli catastrofici, i costi in termini di coesione sociale e politica, nonché di futuro potenziale economico stanno aumentando quotidianamente. Dove si richiede il consolidamento fiscale, esso può essere sostenibile solo se intrapreso con responsabilità sociale e con equa condivisione del peso dei sacrifici. L’investimento in politiche attive del mercato del lavoro, come nei servizi pubblici per l’impiego e nei programmi speciali adeguatamente finanziati per i gruppi svantaggiati, specialmente per i giovani, recuperano la riduzione della spesa per le indennità di disoccupazione e aumentano il potenziale di crescita.

11. Avendo assunto l’incarico di Direttore Generale dell’ILO, confermo che l’ILO è pronto a lavorare con il FMI e i governi per esplorare e facilitare i percorsi di consolidamento fiscale socialmente praticabili.

Misure politiche urgenti per aumentare l’occupazione e riattivare una ripresa economica sostenuta

12. Ora c’è un urgente bisogno di rivedere la tempistica dei conti pubblici assumendo una percezione del tempo molto più lunga per riparare ai danni provocati dagli eccessi finanziari del periodo precedente la crisi. In un’economia globale interconnessa del 21° secolo, l’effetto contagio dei paesi con “spazio” fiscale che continuano a ridurre il deficit risulta estremamente dannoso per i paesi maggiormente esposti ad un attacco del mercato dei capitali.

13. La via d’uscita da questa impasse politica è stata prevista a Los Cabos e deve ora essere attuata. Come ha sostenuto il rapporto congiunto dell’ILO, OCSE, FMI, Banca Mondiale “Boosting Jobs and Living Standards in G20 countries” “nel considerare ulteriori misure per accelerare il ritmo della ripresa dell’occupazione, i paesi del G20 potrebbero concentrarsi su aree specifiche che coprono entrambi i lati della domanda e dell’offerta del mercato del lavoro” [nota 2].

14. Chiederei di dare urgente attenzione ai quattro settori principali suggeriti dal rapporto:

i. sostenere gli investimenti nelle infrastrutture traendo vantaggio dai tassi di interesse bassissimi; le economie in via di sviluppo, emergenti e sviluppate dovrebbero investire nella crescita futura potenziando l’infrastruttura;

ii. facilitare l’accesso al credito bancario delle piccole e medie imprese che è attualmente compromesso dalle coperture e dalle ristrutturazioni delle banche;

iii. estendere la copertura della protezione sociale, un bisogno urgente e un’opzione praticabile in tutti i paesi come è stato riconosciuto nell’iniziativa dell’ILO sulla protezione sociale di base; e

iv. migliorare le prospettive di lavoro per i giovani, uno dei gruppi maggiormente esposti alla crisi con potenziali effetti disastrosi nel lungo termine.

15. L’ILO è pronto a lavorare con i governi, le imprese e il lavoro, nonché con le istituzioni regionali e globali per trasformare queste proposte in opzioni tangibili e fattibili. Tali misure politiche, in sintonia con le diverse situazioni di deficit e di surplus delle economie emergenti e avanzate, potrebbero non solo aumentare l’occupazione e il tenore di vita, ma anche sostenere il riequilibrio dell’economia globale.

Ripristinare il collegamento tra salari e produttività per attenuare le crescenti disuguaglianze di reddito

16. Il prossimo rapporto ILO [nota 3] rileverà che i salari per gran parte dell’ultimo decennio non hanno tenuto il passo con la crescita della produttività in 36 economie sviluppate. La conseguenza è stata un cambiamento nella distribuzione del reddito nazionale tra salari e capitale, con una riduzione delle quote di reddito destinate al lavoro e un aumento delle quote di reddito destinate al capitale. Questa ha interessato in diversi modi il consumo, i risparmi, le esportazioni e la crescita. L’esistenza di un vasto surplus di conto corrente in alcuni paesi suggerisce che esiste uno spazio per collegare meglio i salari agli aumenti di produttività come mezzo per stimolare la domanda interna affrontando nello stesso tempo l’equità.

17. Nei paesi che presentano un deficit delle partite correnti, l’aumento della competitività è una via d’uscita dalla trappola dell’alta disoccupazione/bassa crescita. Questo richiede costi unitari di produzione più bassi che possono essere raggiunti attraverso un aumento della produttività, salari reali più bassi, una riduzione dei tassi di cambio quando è un’opzione, o attraverso una combinazione di queste misure. Sì, in un mondo di flussi di capitale aperti è difficile ottenere la svalutazione dei tassi di cambio, mentre l’aumento della produttività richiede tempo e nuovi investimenti. Così la scelta rapida per la competitività è stata considerata quella dei tagli ai salari. L’aumento della competitività è comunque efficace soltanto se altri paesi non seguono l’esempio. Se i mercati di esportazione sono piatti anche una maggiore quota delle esportazioni di prodotti nazionali può non controbilanciare la recessione a livello nazionale aggravata dai tagli ai salari.

18. L’aumento delle disuguaglianze di reddito e l’allontanamento dei salari dalle quote dei fattori di produzione impediscono il consumo e compromettono la crescita economica. Tra gli strumenti più efficaci per ridurre i divari sociali ci sono l’espansione dell’occupazione produttiva, il forte sostegno alla contrattazione collettiva, il mantenimento del valore del salario minimo e l’estensione della copertura previdenziale. Il modo migliore per raggiungere o mantenere queste misure politiche è attraverso il negoziato e il dialogo sociale tra le imprese e il lavoro, con la partecipazione e l’aiuto del governo. In qualità di direttore dell’ILO, intendo porre nuova attenzione ed enfasi su questi strumenti politici cruciali.

La centralità dell’occupazione nel processo per lo sviluppo

19. Accolgo con favore il Rapporto 2013 della Banca Mondiale sullo Sviluppo Mondiale: “Jobs” come testimonianza tempestiva, ben studiata e ben argomentata che spiega perché l’occupazione è strumentale al raggiungimento dello sviluppo economico e sociale. Per molti aspetti le conclusioni del rapporto convergono con quelle dell’ILO e si fa riferimento al concetto del lavoro dignitoso e a numerose politiche e documenti dell’ILO. Il rapporto spiana alla Banca la strada per schierarsi a fianco del sostegno all’agenda ILO sul lavoro dignitoso da parte delle Nazioni Unite e di molti altre organizzazioni internazionali e promuovere, così, una maggiore coerenza politica.

20. Abbiamo molte aree di collaborazione con la Banca, e aspettiamo la prima occasione per discutere con il presidente Jim Yong Kim e i suoi colleghi di come le nostre due organizzazioni possano collaborare strettamente per dare seguito ai risultati del rapporto fornendo pratico supporto a governi, imprese e lavoro in tutto i mondo.

21. L’idea che il lavoro sia strumento di trasformazione, che lo sviluppo avvenga attraverso l’occupazione e che lavorare per uscire dalla povertà sia la strada più efficace per ridurre la povertà, sono idee pienamente in sintonia con il pensiero dell’ILO, sono infatti le idee che l’ILO ha sostenuto per anni. Il fatto che il Rapporto 2013 della Banca Mondiale sullo Sviluppo Mondiale “Jobs” contenga questi messaggi politici, e ne elabori la logica analitica e pratica, è un contributo importante per uno sviluppo maggiormente centrato sulle persone e per il necessario riequilibrio delle politicche. Con l’aggravarsi della crisi dell’occupazione e con una riflessione sull’avvio dell’agenda sullo sviluppo sostenibile post 2015, questi messaggi sono opportuni e temepstivi.

22. Il rapporto conclude con un accorato appello in favore di maggiori risorse per raccogliere statistiche di base sul lavoro di cui abbiamo bisogno per misurare che cosa sta accadendo e valutare l’impatto delle politiche. L’ILO accoglie calorosamente l’adesione della Banca alla promozione da parte dell’ILO di efficaci sistemi di statiche nazionali sul lavoro, che sono stati troppo spesso decimati negli anni dell’aggiustamento strutturale. Il rapporto individua tre sfide sui dati: le lacune, la qualità e la diffusione. Evidenzia la necessità che i paesi costruiscano capacità di statistiche sul lavoro. È particolarmente importante che la Banca e l’ILO collaborino nel dare seguito a questa proposta, dato che i governi non possono permettersi di sprecare danaro, e dobbiamo garantire un approccio standardizzato a livello internazionale. In qualità di ospite della Conferenza Internazionale degli Statistici del Lavoro che si tiene regolarmente, l’ILO è al cuore della rete delle competenze in questo campo e attende di lavorare più da vicino insieme alla Banca.

(Traduzione a cura di Maria Teresa Polico, CGIL)


[nota 1] Global Employment Outlook September 2012: Bleak Labour Market Prospects for Youth, ILO Ginevra 2012
[nota 2] Disponibile sul portale ILO e G20 .
[nota 3] Global Wages report 2012/13 (di prossima pubblicazione). Il Rapporto UNCTAD del 2012 sul commercio e sullo sviluppo sulle politiche in favore di una crescita inclusiva e equilibrata include un’ampia analisi delle tendenze delle disuguaglianze di reddito e delle quote dei fattori di produzione.