Politiche salariali

L’OIL raggiunge un accordo in materia di salari dignitosi

La decisione del Consiglio d’amministrazione dell’OIL apre la strada ad un’area di lavoro dell’Ufficio internazionale del lavoro sulle stime e l’operazionalizzazione dei salari dignitosi e sull’impegno in iniziative sul salario dignitoso.

Comunicato stampa | 21 marzo 2024
© M. Rakusen / Cultura Creative
GINEVRA (notizie OIL) — L’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) ha raggiunto un accordo sulla questione del salario dignitoso.

Le conclusioni formulate dalla Riunione di esperti sulle politiche salariali di febbraio scorso sibi state approvate dal Consiglio d’amministrazione dell’OIL durante la seduta di mercoledì 13 marzo.

Gli esperti concordano sul fatto che salari dignitosi sono fondamentali per lo sviluppo economico e sociale e per promuovere la giustizia sociale. Essi, inoltre, svolgono un ruolo essenziale nel ridurre la povertà e le disuguaglianze e nel garantire una vita decente e dignitosa.

Secondo gli esperti, “l’OIL indica che il concetto di salario dignitoso riguarda:
  • un livello salariale che è necessario per garantire un tenore di vita dignitoso ai lavoratori e alle loro famiglie, tenendo conto delle circostanze del paese e calcolato sulla base del lavoro svolto durante il normale orario di lavoro;
  • un salario calcolato in conformità ai principi dell’OIL per la definizione del salario dignitoso;
  • un salario da definire attraverso un processo di fissazione dei salari in linea con i principi dell’OIL sulla fissazione dei salari”.
Le conclusioni adottate dagli esperti affermano che le stima dei salari dignitosi dovrebbe essere basata su una serie di principi, tra i quali si includono: la valutazione dei bisogni dei lavoratori e delle loro famiglie attraverso metodologie basate sull’evidenza; le consultazioni con le organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro; la trasparenza; la tempestiva disponibilità pubblica delle valutazioni, dei dati e delle metodologie; la specifica se le valutazioni si riferiscono a importi lordi o netti, vale a dire se le contribuzioni sociali e previdenziali sono incluse o meno; gli adeguamenti ad intervalli regolari per tenere conto dei cambiamenti del costo della vita e dei modelli di consumo; la promozione dell’uguaglianza di genere e della non discriminazione; e le realtà dei contesti regionali e locali e delle situazioni socio-economiche e culturali.

L’operazionalizzazione del concetto di salario dignitoso all’interno del più ampio processo di fissazione dei salari dovrebbe essere basata sull’evidenza e tenere conto dei principi chiave dell’OIL in materia. Essa include il rafforzamento del dialogo sociale e della contrattazione collettiva e, in particolare, delle istituzioni di fissazione dei salari, la promozione di un meccanismo di progressione dal salario minimo al salario dignitoso su base incrementale, la garanzia di un processo ancorato alle circostanze nazionali e/o locali che riconosce il ruolo dello Stato. Le conclusioni ricordano inoltre che “i bisogni dei lavoratori e delle loro famiglie e i fattori economici sono i due pilastri dei processi di fissazione dei salari”.

“I salari dignitosi non dovrebbero rappresentare l’unico approccio e dovrebbero riflettere le circostanze regionali o locali all’interno dei paesi”, affermano le conclusioni. Queste ultime delineano i dettagli dell’accordo sui salari dignitosi, aggiungendo che una strategia sostenibile per promuovere i salari dignitosi “dovrebbe andare “oltre i soli meccanismi di fissazione dei salari e includere una considerazione più ampia dei fattori che contribuiscono ad incrementare la produttività, includendovi la crescita economica sostenibile e la trasformazione strutturale.

Nonostante gli andamenti positivi e di lungo termine dei salari medi, milioni di lavoratori e lavoratrici nel mondo — che lavorano sia nell’economia formale che informale — continuano a vivere in povertà, percependo dei salari significativamente più bassi rispetto al costo della vita. Questi lavoratori e le loro famiglie non possono permettersi una sana alimentazione, degli alloggi dignitosi, l’assistenza medica o la scolarizzazione dei propri figli.