Inclusione sociale

Nuovo rapporto OIL: meccanismi efficaci di finanziamento dello sviluppo delle competenze possono risolvere i problemi di disuguaglianza

Lo studio analizza le pratiche adottate in tutto il mondo, facendo luce sulle possibili azioni per migliorare l’accesso e la partecipazione allo sviluppo delle competenze e all’apprendimento permanente delle persone svantaggiate.

Comunicato stampa | 17 agosto 2023
Lavoratore con disabilità su un cantiere edile, Isola di Cebu (Filippine). © ILO
BANGKOK (notitzio OIL) — Secondo un nuovo rapporto globale dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), i governi, i responsabili delle politiche e le parti sociali dovrebbero prendere in considerazione la possibilità di rivedere e adottare l’uso dei meccanismi finanziari — già esistenti localmente o implementati altrove — per lo sviluppo delle competenze e l’apprendimento permanente, al fine di migliorare la partecipazione dei gruppi di persone svantaggiate.

Il rapporto, intitolato Financing mechanisms for promoting social inclusion in skills and lifelong learning systems: Global overview of current practices and policy options (“Meccanismi di finanziamento per la promozione dell’inclusione sociale nei sistemi di qualificazione e apprendimento permanente: Panoramica globale delle pratiche attuali e delle opzioni per le politiche”), è il primo studio globale che analizza l’efficacia degli strumenti di finanziamento esistenti rivolti a individui, fornitori di formazione e imprese. Il rapporto indica come questi strumenti debbano essere contestualizzati e meglio applicati nei paesi sviluppati e in via di sviluppo per garantire che la formazione raggiunga coloro che ne hanno più bisogno.


Questo rapporto giunge in un momento cruciale, poiché la pandemia di COVID-19 ha aggravato le disuguaglianze esistenti a livello globale.

Le popolazioni rurali, le donne, le persone con disabilità, le minoranze etniche, i giovani, gli anziani e i lavoratori dell’economia informale spesso incontrano maggiori barriere per accedere e partecipare ai sistemi di sviluppo delle competenze. Ciò contribuisce a una minore partecipazione alla forza lavoro e a un persistente divario salariale di genere.

Lo sviluppo delle competenze può promuovere l’occupabilità, aumentare la produttività e la competitività delle imprese e sostenere la diversificazione economica e la trasformazione produttiva delle economie.

Il rapporto sottolinea che i governi, i responsabili delle politiche e le parti sociali dovrebbero basarsi sull’efficacia dei meccanismi attuati altrove per adattarli ai contesti locali o rivedere e riprogettare gli strumenti che si sono dimostrati inefficaci per servire meglio i gruppi svantaggiati.

Il rapporto rileva che gli incentivi finanziari più adatti a incoraggiare la formazione tra i soggetti svantaggiati sono le borse di studio adeguatamente concepite, gli assegni formativi mirati, i sussidi, le indennità o gli approcci basati sulle tasse scolastiche. I prestiti, invece, dovrebbero essere concepiti in modo da sostenere e rassicurare le persone a basso reddito che non vogliono indebitarsi.

Il rapporto sottolinea che alcuni strumenti, come l’istruzione e la formazione tecnica e professionale (TVET) gratuita e non mirata per tutti, gli incentivi fiscali in contesti di elevata informalità e gli elementi di cofinanziamento che non coprono insieme i costi indiretti e quelli diretti, possono rivelarsi inefficaci e lasciare indietro molte persone svantaggiate.

“Gli strumenti non finanziari sono spesso più efficaci se abbinati a strumenti finanziari progettati per abbassare le barriere finanziarie associate alla partecipazione alla formazione”, ha dichiarato Jordi Prat Tuca, coordinatore tecnico regionale del programma Skills for Prosperity dell’OIL e del Regno Unito nel Sud-Est asiatico, che ha commissionato il rapporto. “I programmi di finanziamento che non affrontano sufficientemente le situazioni di svantaggio spesso vedono il sostegno finanziario andare a coloro che sono in grado di pagare comunque la formazione”.

Gli incentivi finanziari più efficaci per incoraggiare gli enti di formazione a promuovere l’inclusione sociale nei sistemi di qualificazione e apprendimento permanente sono i contratti basati sulle prestazioni e gli approcci agli appalti e ai contratti che tengono esplicitamente conto dell’accesso e della partecipazione ai sistemi di qualificazione da parte dei gruppi svantaggiati. Secondo il rapporto, questi approcci non sono ancora molto diffusi e i governi dovrebbero prendere in considerazione la possibilità di estenderne l’uso.

Il rapporto evidenzia anche alcuni meccanismi di finanziamento efficaci per le imprese. Questi includono sovvenzioni mirate, incentivi fiscali o pagamenti di imposte differenziate che possono essere messi a disposizione delle imprese del settore formale per incoraggiarle a formare i loro lavoratori più svantaggiati.

Tuttavia, gli approcci non mirati o generalizzati — progettati per aumentare l’offerta formativa complessiva senza preoccuparsi dell’inclusione — potrebbero essere inefficaci a promuovere l’inclusione sociale.

Nel frattempo, le piccole imprese, in particolare le imprese del settore informale in molti paesi a basso e medio reddito, presentano livelli elevati di proprietari-operatori e datori di lavoro informali svantaggiati particolarmente difficili da raggiungere. Il rapporto raccomanda che l’erogazione di sovvenzioni alle organizzazioni intermediarie, come le organizzazioni di rappresentanza imprenditoriale, i fornitori di formazione e le organizzazioni non governative, sia l’approccio più comune per raggiungere questo gruppo.

“I programmi che non prevedono un cofinanziamento o un obbligo di rimborso, come le borse di studio e le indennità per gli individui e le sovvenzioni per le imprese, sono più adatti agli individui svantaggiati e alle micro e piccole imprese”, ha dichiarato Prat Tuca. “Questo perché gli individui svantaggiati e le micro e piccole imprese potrebbero non essere in grado di cofinanziare i costi diretti o indiretti legati alla formazione”.

Il rapporto indica che i meccanismi di finanziamento dovrebbero essere applicati insieme a misure non finanziarie come la sensibilizzazione, la definizione di obiettivi, l’orientamento e la consulenza, in un approccio olistico.

I governi possono iniziare a rivedere gli attuali meccanismi di finanziamento nei loro paesi, con l’obiettivo di comprendere meglio le cause alla radice dell’esclusione sociale dalle competenze e dall’apprendimento permanente tra le persone svantaggiate e di rafforzare il monitoraggio e la valutazione, in modo che le agenzie di attuazione possano confermare che stanno raggiungendo le persone che intendono raggiungere.

È fondamentale migliorare la consapevolezza e la comprensione dei sistemi di incentivi finanziari e delle informazioni sul mercato del lavoro direttamente tra le persone svantaggiate, nonché migliorare la consapevolezza di tali sistemi di incentivi tra le imprese e le potenziali organizzazioni intermediarie, afferma il rapporto.