Riunione dei ministri del lavoro e dell’occupazione del G20

Per uscire dalla crisi, i Ministri del G20 confermano l'impegno ad adottare una strategia incentrata sulla persona

La Dichiarazione adottata a conclusione della riunione dei Ministri del lavoro e dell’occupazione del G20 conferma l’appello globale dell’OIL per una ripresa incentrata sulla persona lanciato dai delegati della Sessione di giugno 2021 della Conferenza internazionale del lavoro

Comunicato stampa | 23 giugno 2021
© G20
(Notizie OIL) — L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) ha accolto con favore il nuovo impegno del gruppo delle nazioni del G20 per un approccio alla ripresa dalla crisi COVID-19 coerente e incentrato sulla persona, che porti a una maggiore giustizia sociale e al lavoro dignitoso per tutti.

La Dichiarazione dei ministri del lavoro e dell’occupazione del G20, rilasciata dopo un’intera giornata di lavori a Catania, fa eco all’appello globale dell’OIL a favore di una ripresa incentrata sulla persona, adottato dai delegati alla sessione di giugno 2021 della Conferenza Internazionale del Lavoro. L’appello all’azione delinea misure per creare una ripresa dalla pandemia incentrata sulla persona, in modo da evitare gli effetti negativi di lungo termine sulle economie e le società.

In un discorso ai ministri del lavoro e dell’occupazione del G20 tenuto durante la riunione, il Direttore Generale dell’OIL, Guy Ryder, ha accolto con favore l’impegno ri-confermato dai ministri a dare avvio a una ripresa incentrata sulla persona, che sia inclusiva, sostenibile e resiliente. Ha notato i loro rinnovati sforzi a favore della creazione di posti di lavoro più numerosi, migliori ed equamente retribuiti per le donne, la regolamentazione del lavoro a distanza e delle piattaforme digitali, un’adeguata protezione sociale e condizioni di lavoro sicure e salubri per tutti.

Il DG ha inoltre sottolineato l’importanza di sistemi di protezione sociale solidi e di un maggiore coordinamento tra la protezione sociale e le politiche del mercato del lavoro, per proteggere i lavoratori durante la crisi e aiutarli a tornare al lavoro.

“La crisi ha avuto un impatto molto più forte su alcuni settori e gruppi. Essa ha colpito in particolare le donne e i giovani, insieme ai lavoratori dell’economia informale”, ha detto. “Questi sono anche i gruppi che affrontano oggi le situazioni più difficili e sono esposti al maggior rischio di essere lasciati indietro nei mesi e negli anni a venire”.

Ryder ha delineato l’impatto catastrofico del COVID-19, che ha portato alla perdita dell’equivalente di 161 milioni di posti di lavoro a tempo pieno nelle nazioni del G20. Questa crisi mondiale del lavoro, ha detto, è quattro volte più grave di quella scatenata dalla crisi finanziaria del 2008–09.

La ripresa degli ultimi mesi è stata irregolare e fragile. Un tale processo sarà probabilmente ancora più difficile per i paesi in via di sviluppo.

“A meno che non venga intrapresa un’azione coordinata, il COVID-19 renderà il mondo del lavoro più disuguale, più ingiusto, meno resiliente, meno inclusivo e in definitiva meno sostenibile. Possiamo fare cambiare le cose. La crisi ci ha dimostrato che impostazioni politiche e accordi di lavoro consolidati da tempo possono essere modificati in modi che prima erano inimmaginabili”.

I governi, i datori di lavoro e i lavoratori devono affrontare il processo di ripresa, con la consapevolezza che il futuro del lavoro non è predeterminato, ha detto Ryder.

Ryder ha anche sottolineato la necessità di migliorare la qualità dell’occupazione femminile. Questo è determinante se il G20 vuole raggiungere l’“Obiettivo di Brisbane” di ridurre il divario di partecipazione alla forza lavoro del 25 per cento entro il 2025.

Durante la presentazione di un rapporto congiunto OIL-OCSE sulle donne al lavoro nel G20, Ryder ha detto ai ministri  che le donne hanno una probabilità doppia rispetta agli uomini di avere un lavoro scarsamente retribuito, ed è più probabile che abbiano un lavoro informale e con contratti a tempo determinato. Allo stesso tempo, le donne si fanno maggiormente carico del lavoro non retribuito, in gran parte dovuto alle responsabilità di cura.

Definire un’agenda a favore dell’uguaglianza di genere richiede maggiori investimenti nell’economia della cura, politiche occupazionali che si concentrino sulle donne, l’accesso universale a una protezione sociale completa e adeguata, e pari retribuzione per un lavoro di uguale valore, ha sottolineato Ryder. Il DG ha anche esortato i paesi a ratificare la Convenzione OIL sulla violenza e le molestie, 2019 (n. 190), notando che il problema è peggiorato durante la pandemia.

Parlando alla riunione congiunta dei ministri dell’istruzione  e del lavoro e dell’occupazione del G20 sulle transizioni dalla scuola al lavoro, Ryder ha sottolineato la necessità di collegare istruzione, occupazione e politiche sociali.

Le ultime stime dell’OIL mostrano che, a livello globale, l’occupazione giovanile è scesa dell’8,7 per cento nel 2020, rispetto al 3,7 per cento degli adulti. Nei paesi del G20, l’occupazione giovanile è diminuita dell’11 per cento nel 2020, quasi quattro volte di più che per gli adulti, ha detto Ryder, aggiungendo che l’impatto sulle giovani donne è ancora maggiore.

“La potenziale eredità di tutto questo è spaventosa. Questa generazione potrebbe subire gravi conseguenze per gli anni a venire, trasformando il COVID-19 in una crisi multigenerazionale”, ha detto.

I paesi devono garantire che i giovani siano in grado di sviluppare le loro competenze e accedere al lavoro dignitoso quando completano la loro istruzione e formazione, ha detto il Direttore Generale dell’OIL. Ha citato la G20 Youth Roadmap 2025, che guida i membri del G20 nel rafforzare i loro sforzi per ridurre il numero di giovani donne e uomini che sono  cosiddetti NEET (giovani che non lavorano, non studiano e non frequentano corsi di formazione).

Molte delle questioni evidenziate da Ryder durante le due riunioni ministeriali a cui ha partecipato si sono riflesse nelle due dichiarazioni ministeriali del G20 adottate a Catania. Queste dichiarazioni sottolineano l’importanza di un dialogo sociale efficace e la necessità di prendere in considerazione gli strumenti e le dichiarazioni dell’OIL sui piani di protezione sociale, i principi e i diritti fondamentali sul lavoro e il futuro del lavoro.