COVID-19: proteggere i lavoratori sul luogo di lavoro

Garantire ai lavoratori marittimi «dignità e rispetto» durante la crisi del COVID-19

I lavoratori marittimi, gli armatori e i governi sollecitano gli Stati membri dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) a garantire il flusso di beni, energia, cibo e medicinali essenziali durante la pandemia da COVID-19.

Comunicato stampa | 1 aprile 2020
© ILO
GINEVRA (Notizie OIL) — I lavoratori marittimi dovrebbero essere considerati come «lavoratori essenziali» ed essere esentati dalle restrizioni alla liberà di circolazione durante la pandemia da COVID-19, affermano  i componenti della Commissione tripartita speciale sul lavoro marittimo dell’OIL che rappresenta i lavoratori marittimi, gli armatori e i governi.

Una dichiarazione congiunta della Commissione tripartita speciale sulla Convenzione OIL sul lavoro marittimo (CLM, 2006) ha inoltre invitato gli Stati membri dell’OIL a «fare tutto il possibile per facilitare la consegna di forniture mediche essenziali, carburante, acqua, pezzi di ricambio e materiale per le navi».

La dichiarazione è stata adottata a seguito di eventi che si sono verificati in diverse parti del mondo nelle quali è stato impedito di distribuire maschere, tute e altri dispositivi di protezione individuale agli equipaggi a bordo delle navi.

Secondo la dichiarazione, le autorità portuali in alcune parti del mondo hanno anche rifiutato l’ingresso di navi — impedendo alle navi di rifornirsi di prodotti essenziali — con la motivazione di avere precedentemente ormeggiato in porti di aree colpite da COVID-19.

La dichiarazione afferma che «i lavoratori marittimi sono lavoratori come tutti gli altri,  devono essere trattati con dignità e rispetto, e che si deve garantire che essi possano continuare a fornire servizi che vitali per il mondo».

La Commissione ha inoltre sottolineato l’importanza di garantire in tutto il mondo che il flusso di beni essenziali, energia, cibo, medicine e molti altri prodotti non venga interrotto «da misure che impediscono la circolazione sicura ed efficiente delle navi e dei lavoratori marittimi».

Il Direttore Generale dell’OIL Guy Ryder, ha chiesto ai governi di «garantire, in questi tempi difficili, che i lavoratori marittimi siano adeguatamente protetti dalla pandemia da COVID-19, che abbiano accesso alle cure mediche e che possano raggiungere le loro navi, quando necessario, per continuare a svolgere il loro ruolo essenziale».

Il Direttore Generale ha accolto con favore «gli sforzi coordinati intrapresi dalle parti sociali e dalla comunità internazionale per rispondere alla crisi della pandemia da COVID-19 e le sue conseguenze nel settore marittimo».

L’epidemia sta avendo un forte impatto sul settore della navigazione a livello globale — che muove il 90 per cento del commercio mondiale — e sulle condizioni di lavoro di quasi due milioni di lavoratori marittimi.

I diritti dei lavoratori marittimi sono stabiliti dalla Convenzione dell’OIL sul lavoro marittimo 2006 che stabilisce i requisiti minimi su quasi tutti gli aspetti relativi alle condizioni di lavoro dei marittimi, includendo il rapporto di lavoro, le ore di lavoro e di riposo, il rimpatrio, il congedo, l’alloggio, le strutture ricreative, il cibo e catering, protezione della salute, assistenza medica,  welfare e sicurezza sociale.

La Convenzione è stata ratificata da 96 Stati membri dell’OIL, che rappresentano oltre il 91 per cento della flotta mercantile su scala mondiale.