L’Italia adotta il primo Piano Nazionale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura

Sviluppato con il supporto tecnico dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro e della Commissione Europea, il Piano prevede una strategia per l’attuazione della politica nazionale di prevenzione e contrasto dello sfruttamento lavorativo, dell’intermediazione illecita e del lavoro forzato in agricoltura.

Comunicato stampa | 11 marzo 2020
ROMA (Notizie OIL) — Lo sfruttamento lavorativo in agricoltura in Italia colpisce soprattutto i lavoratori stagionali. Le condizioni di sfruttamento  includono la violazione della legislazione del lavoro, delle condizioni stabilite dai contratti collettivi e dai contratti di lavoro, il mancato pagamento o la trattenuta di tutto o parte del salario, il mancato rispetto delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro e orari eccessivi di lavoro. Nei casi di abusi e violazioni più gravi, i lavoratori dichiarano di essere sottoposti a condizioni di vita e di lavoro degradanti.  I costi del trasporto e del vitto vengono spesso fatti gravare sui lavoratori e vengo sottratti dall’intermediario (caporale) o dal datore di lavoro.

Con l’obiettivo di prevenire e contrastare il fenomeno dello sfruttamento lavorativo e il caporalato, il 20 febbraio il Tavolo inter-istituzionale (Tavolo caporalato) ha adottato il primoPiano d’azione nazionale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura. Il Tavolo è co-presieduto dalla Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali e  dalla Ministra per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ed è  composto da diverse istituzioni nazionali regionali e locali. Vi partecipano i rappresentanti delle parti sociali e delle organizzazioni della società civile.

Il Piano rappresenta un passo importante verso un approccio organico e multidimensionale alla prevenzione e contrasto al fenomeno dello sfruttamento lavorativo. Esso è strutturato su quattro assi strategici (prevenzione; vigilanza e contrasto; protezione e assistenza; e reintegrazione socio-lavorativa) resi operativi attraverso dieci azioni prioritarie che comprendono misure immediate e emergenziali e interventi di lungo periodo. Il Piano tiene conto di tutte le dimensioni dello sfruttamento lavorativo in agricoltura, promuovendo l’efficienza e l’organizzazione delle filiere dell’industria agroalimentare, il lavoro dignitoso e la sostenibilità economica e sociale delle imprese, il rafforzamento dell’efficacia e la trasparenza dell’intermediazione del lavoro, il rispetto e l'applicazione delle leggi sul lavoro, la protezione e l’assistenza delle vittime, anche attraverso misure per l'inclusione socio-lavorativa. Per l'attuazione delle azioni prioritarie, il Piano prevede il coinvolgimento di numerosi attori pubblici e privati attraverso una strategia di governance multi-livello e multi-partner e si avvale dell’utilizzo di risorse umane e finanziarie - sia pubbliche che private - da mobilitare a livello nazionale regionale e locale.

Il Piano è stato sviluppato con il sostegno del progetto “Supporto al rafforzamento della governance inter-istituzionale in materia di sfruttamento lavorativo in Italia” che é co-finanziato dal Programma di Supporto alle Riforme Strutturali della Commissione Europea 2017-2020 e dall’OIL. Nella fase successiva all’approvazione del Piano, l’OIL — in collaborazione con la Commissione Europea — fornirà supporto tecnico per: (i) l’istituzione di un sistema di monitoraggio che metta a sistema i dati e le informazioni disponibili e provenienti da diverse fonti, (ii) il rafforzamento  della capacità delle istituzioni nazionali e locali per l'implementazione e il monitoraggio del Piano; (iii) la creazione di un sistema nazionale di riferimento (referral) per l’identificazione, l’assistenza, la protezione e l’inclusione socio-economica delle vittime attraverso percorsi di lavoro dignitoso; (iv) il miglioramento dell’efficacia e della trasparenza dell’intermediazione del lavoro in agricoltura; e (v) la promozione di iniziative sulla produzione e il commercio etico.