Protezione sociale

ILO: oltre la metà della popolazione globale rurale esclusa dalle cure sanitarie

Rapporto ILO mostra profonde differenze tra aree rurali e urbane nell’accesso alla sanità

Comunicato stampa | 28 aprile 2015
GINEVRA (ILO News) — Secondo un nuovo rapporto ILO, il 56% della popolazione delle aree urbane non ha accesso ai servizi sanitari essenziali, più del doppio rispetto alle persone nelle aree urbane dove questa cifra raggiunge il 22%.

Il Rapporto Global evidence on inequities in rural health protection: New data on rural deficits in health coverage for 174 countries rivela le principali disparità tra aree rurali e urbane a livello globale, in particolare nei paesi in via di sviluppo.

Il numero più elevato di persone nelle aree rurali non coperte dai servizi sanitari essenziali si trova in Africa (83%). I paesi maggiormente colpiti sono quelli più poveri.

Le differenze più marcate tra aree rurali e urbane si registrano, tuttavia, in Asia. Ad esempio, in Indonesia la percentuale di persone non coperta è due volte più elevata nelle aree rurali rispetto a quelle urbane.

La salute è un diritto umano e deve essere garantito a tutti i cittadini”

Isabel Ortiz, Direttore del Dipartimento Protezione Sociale dell’ILO
«Decenni di disinvestimenti nel settore sanitario hanno determinato un colpo d’arresto negli sforzi volti a sviluppare sistemi sanitari nazionali e, nel lungo periodo, hanno portato al totale abbandono delle aree rurali. Questa situazione ha un costo umano molto elevato. La salute è un diritto umano e deve essere garantito a tutti i cittadini», ha dichiarato Isabel Ortiz, Direttore del Dipartimento Protezione Sociale dell’ILO.

Carenza di personale sanitario nelle aree rurali

Lo studio dell’ILO rivela che, anche laddove le norme garantiscono l’accesso al sistema sanitario, le popolazioni rurali rimangono escluse poiché le leggi non vengono applicate nelle aree dove vivono.

La situazione è aggravata dall’assenza di personale sanitario in queste zone. Benché la metà della popolazione mondiale vive nelle aree rurali, solo il 23% della manodopera globale del settore sanitario lavora in queste zone. L’ILO stima che su un totale di 10,3 milioni di operatori sanitari che mancano a livello globale, ben 7 milioni dovrebbero essere spiegati nelle zone rurali.

Il problema è particolarmente serio in Africa e America Latina. In Nigeria, ad esempio, oltre l’82% della popolazione rurale è esclusa dai servizi sanitari a causa del numero ridotto di operatori sanitari rispetto al 37% delle aree urbane.

L’insufficienza di risorse è strettamente legata all’assenza di servizi. Lo studio dell’ILO mostra che la mancanza di investimenti è due volte più elevata nelle zone rurali rispetto a quelle urbane. La regione più penalizzata è l’Africa, benché anche in Asia e America Latina esistano profonde disuguaglianze.

Sempre nelle aree rurali, altrettanto elevate sono le spese dirette che contribuiscono all’impoverimento dei malati. Lo studio mostra che le popolazioni rurali di Africa e Asia devono sostenere spese dirette rispettivamente del 42 e 46% del totale delle spese sanitarie. In numerosi paesi asiatici come l'Afghanistan, il Bangladesh, la Cambogia e lo Sri Lanka, nelle zone rurali le spese dirette sono addirittura tre volte superiori rispetto alle aree urbane.

«L’assenza di norme che garantiscano la copertura, il numero insufficiente di operatori sanitari, la mancanza di investimenti, e le spese dirette elevate hanno creato delle disuguaglianze che minacciano la vita stessa delle persone in molti paesi», ha dichiarato Xenia Scheil-Adlung, Coordinatore delle politiche per la salute all’ILO.

«Rafforzare la domanda e l’offerta di servizi è cruciale per poter progredire verso la protezione universale della salute, in particolare nelle aree rurali. Una legge sulla copertura sanitaria è necessaria, ma non sufficiente. È possibile garantire un effettivo acceso alla sanità solo attraverso servizi di qualità disponibili e accessibili a tutte le persone che ne hanno bisogno», ha aggiunto.

Ridurre il divario

Lo studio ci spiega che ridurre il divario nell’accesso alla sanità nelle aree rurali richiede un approccio globale e sistematico rivolto simultaneamente all’assenza di diritti, di personale sanitario, di risorse finanziarie e di qualità. Questo approccio è fondato su principi di universalità e uguaglianza ed esorta maggiore solidarietà per finanziare e condividere gli oneri.

«Per lottare contro queste ingiustizie è necessario tenere conto delle caratteristiche specifiche delle popolazioni rurali, tra cui gli elevati tassi di povertà e informalità del lavoro. Ciò significa passare dalla carità ai diritti, offrire al personale sanitario condizioni di lavoro dignitose che migliorino la produttività, e ridurre le spese dirette dei malati per evitare la povertà. Richiede anche l’adozione di politiche socio-economiche e del mercato del lavoro complementari per stimolare una crescita economica inclusiva», ha proseguito Scheil-Adlung.

Lo studio mette in luce il ruolo chiave che i sistemi di protezione sociale di base possono ricoprire nel ridurre ed eliminare il divario aree rurali/urbane attraverso un approccio basato sui diritti. In questo senso, il documento dell'ILO sottolinea l’importanza a della Raccomandazione n. 202 sulla protezione sociale di base.

«Questo studio dimostra che investire nella salute nelle aree rurali, come parte del sistema sanitario nazionale, è conveniente e genera importanti benefici economici e sociali. Progredire verso una protezione sanitaria universale è possibile in tutti i paesi, indipendentemente dal livello di reddito», ha concluso Ortiz.