Forum degli Imprenditori Africani

In Africa, gli imprenditori si impegnano per azzerare le discriminazioni legate all’HIV sul lavoro e per promuovere consultazioni e test su base volontaria e confidenziale

Una nuova pubblicazione dell’ILO e di UNAIDS segnala l’impegno del mondo degli affari in tutto il mondo per rendere più incisiva la lotta contro l’HIV/AIDS in Africa.

Comunicato stampa | 17 marzo 2015
GINEVRA — In Africa, eminenti imprenditori hanno assunto l’impegno di azzerare le discriminazioni legate all’HIV sul lavoro e di recuperare il ritardo riguardo a consultazioni, test e trattamenti su base volontaria e confidenziale.

Una nuova pubblicazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) e di UNAIDS titolata AIDS is Everyone’s Business («L’AIDS riguarda tutti») rende conto di questo impegno attraverso una serie di messaggi dei più importanti leader del mondo degli affari, fra cui numerosi imprenditori africani.

La pubblicazione è stata presentata il 16 marzo, durante un evento organizzato dalla Banca Africana di Sviluppo, dall’ILO e da UNAIDS, a margine del Forum degli Imprenditori Africani.

Il numero delle persone che vivono con l’HIV ha raggiunto un livello inaccettabile in Africa. L’Africa conta per il 71 per cento dei 35 milioni di persone che vivono con l’HIV in tutto il mondo, per il 69 per cento delle infezioni da HIV, e per il 74 per cento delle morti legate all’AIDS. In Africa, oltre la metà della popolazione adulta che vive con l’HIV non conosce il proprio stato sierologico.

«La questione dell’AIDS non verrà risolta finché una persona che vive con l’HIV si vede negare il diritto al lavoro», ha detto Gilbert Houngbo, Vicedirettore Generale dell’ILO, durante l’evento.

«Come lo dimostra il Gap Report («Rapporto sui divari») dell’UNAIDS, i tassi di disoccupazione delle persone che vivono con l’HIV sono tre volte superiori a quelli nazionali», ha aggiunto Houngbo. «È una questione seria che dovrebbe riguardare tutti».

Rafforzare i test HIV

«È possibile porre fine all’epidemia di AIDS entro il 2030, ma solo se si accelerano gli sforzi durante i prossimi cinque anni», ha detto Luiz Loures, Direttore Esecutivo Aggiunto dell’UNAIDS. «Gli imprenditori sono interlocutori molto importanti per potenziare i test HIV, indirizzare le persone verso le cure in materia dei HIV quando necessario, e porre fine alle discriminazioni legate all’HIV. Oggi, l’avvenire della lotta all’AIDS sta fuori dal settore sanitario».

«È importante mantenere la questione dell’AIDS in primo piano e realizzare l’eliminazione delle discriminazioni sul lavoro», ha detto Solomon Asamoah, Vicepresidente del Gruppo Banca Africana di Sviluppo. Asamoah ha anche sottolineato che il Presidente del Gruppo ha già raggiunto la campagna dell’ILO e ha ricordato il suo messaggio: «L’HIV mette a repentaglio il fragile capitale umano che abbiamo messo tanto tempo a costruire in Africa. Non è possibile riuscire senza la prevenzione dell’HIV e senza promuovere l’eliminazione delle discriminazioni sul lavoro».

Una parte importante della campagna dell’ILO «Obiettivo zero sul lavoro» consiste nel potenziamento delle consultazioni e dei test su base volontaria per i lavoratori, attraverso l’iniziativa VTC@WORK. Finora, oltre 1,2 milioni di lavoratori hanno eseguito volontariamente il test HIV e oltre 34.000 sono stati indirizzati verso il trattamento dell’HIV e i servizi di cura.

Vimal Shah, amministratore delegato di Bidco Oil in Kenya, ha sottolineato i progressi che il settore privato ha già fatti riguardo all’HIV sul lavoro, anche se rimane ancora molto da fare.

«Le discriminazioni sono diminuite ma non sono scomparse del tutto. Dobbiamo impegnarci di più e fare più sforzi per raggiungere l’obiettivo zero», ha detto.