Creazione di posti di lavoro

Il Direttore Generale dell’ILO chiede maggiori finanziamenti pubblici per la creazione di posti di lavoro

Per Guy Ryder, maggiori finanziamenti pubblici potrebbero creare 4 milioni di posti di lavoro nelle economie avanzate e nell’Unione Europea.

Comunicato stampa | 28 luglio 2014
Guy Ryder con Mariano Rajoy
MADRID — A conclusione di una visita di due giorni in Spagna, il Direttore Generale dell’ILO, Guy Ryder, ha posto l’accento sul ruolo fondamentale delle politiche attive del lavoro nel rafforzamento della debole ripresa economica in corso.

«Semplicemente, i fondi pubblici destinati alla creazione di occupazione non sono sufficienti», ha dichiarato Ryder. «Persino nei paesi OCSE, con istituzioni del mercato del lavoro avanzate, la percentuale del PIL destinata nel 2011 alle politiche attive era solo dello 0,6 per cento. Se questa cifra fosse raddoppiata, nelle economie avanzate e nell’UE potrebbero essere creati almeno 4 milioni di posti di lavoro».

Nel corso della sua visita di due giorni, Ryder ha incontrato, tra gli altri, il Presidente spagnolo Mariano Rajoy, il Re Felipe VI, il Segretario Generale del SEGIB, Rebeca Grynspan e Pedro Sánchez, Segretario Generale del Partito socialista dei lavoratori. Secondo i dati pubblicati la scorsa settimana, la disoccupazione in Spagna ha raggiunto il livello più basso degli ultimi due anni. «Questa è una buona notizia», ha affermato Ryder, «nonostante ci siano ancora 5 milioni di lavoratori disoccupati nel Paese. E non abbiamo bisogno solo di nuovi posti di lavoro, ma di un’occupazione dignitosa».

Il re Felipe VI e Guy Ryder
Ryder, in riferimento al ricorso dei due sindacati spagnoli (UGT e CCOO) contro il governo spagnolo per la violazione del diritto di sciopero, ha precisato che la Commissione di esperti dell’ILO sul diritto di associazione esaminerà il caso.

Disoccupazione giovanile ancora elevata


Secondo gli ultimi dati dell’ILO, il tasso di disoccupazione in Spagna è del 25,9 per cento — il secondo più elevato in Europa — mentre la disoccupazione giovanile supera il 50 per centro nella fascia d’età 15-24.

I giovani, sottolinea Ryder, sono particolarmente a rischio non solo in Spagna ma ovunque se si pensa che i tassi di disoccupazione giovanile sono il doppio rispetto agli adulti. «Molti giovani non lavorano e non studiano», ha aggiunto. «Questo vuol dire che i paesi non riescono a creare le opportunità di lavoro necessarie, nonostante abbiano a disposizione la generazione più istruita di tutti i tempi».

Per il numero uno dell’ILO, «il mercato del lavoro globale migliora lentamente perché la domanda è debole. Ha inoltre affermato che il consolidamento fiscale e la debolezza dei consumi privati hanno avuto un impatto negativo sulla crescita della produzione, mentre dall’altro lato i mercati del lavoro sono stati colpiti da crescita delle disuguaglianze di reddito, investimenti insufficienti in istruzione di qualità e formazione».