Occupazione e crescita al centro del G20

Svolta dei leader del G20 verso misure a sostegno di un modello di crescita più inclusiva.

Comunicato stampa | 6 settembre 2013
San Pietroburgo — Il Direttore Generale dell’ILO ha espresso soddisfazione per il riconoscimento dei leader del G20 sulla necessità di fare di più per ridurre la disoccupazione, che ha raggiunto livelli record in molti paesi del G20, e per affrontare la sottoccupazione che sta rallentando il percorso di molti paesi in via di sviluppo ed economie emergenti verso la riduzione della povertà.

«Affrontare la crisi globale del lavoro è un imperativo dal punto di vista umano, sociale e politico ed è fondamentale per far ripartire la domanda aggregata. Per questo l’impegno dei leader del G20 rappresenta un passo importante verso il miglioramento della performance economica», ha dichiarato Guy Ryder. «Buone politiche sociali e del lavoro fanno bene anche all’economia».

Nel comunicato finale del G20 si sottolinea l’urgenza di «stimolare la ripresa economica globale, con livelli di crescita più elevati e più occupazione di qualità, rafforzando al contempo le basi per una crescita di lungo termine ed evitando politiche che possano far oscillare la ripresa o che promuovano una crescita a scapito di altri paesi.»

Ampio spazio è stato dedicato anche alla discussione tra i leader del G20 e i rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro. Nel corso degli incontri «Business 20» e «Labour 20», il Presidente russo, Vladimir Putin ha dichiarato che il G20 era allineato ad entrambi i gruppi circa la necessità di fare di più sul tema dell’occupazione e della creazione di posti di lavoro. Il Presidente del Consiglio italiano, Enrico Letta ha aggiunto che le discussioni all’interno del gruppo sono state difficili con opinioni divergenti su varie questioni, tuttavia il G20 si è dimostrato compatto sulla necessità di una crescita ricca di occupazione e sul ruolo delle parti sociali nel raggiungimento degli obiettivi del G20.

Consapevole della necessità di un coordinamento a livello nazionale e internazionale, la presidenza russa del G20 ha organizzato a luglio il primo incontro congiunto tra Ministri delle finanze e Ministri del lavoro. Riunire insieme Ministri che di solito si concentrano sull’aspetto della domanda economica e dei mercati del lavoro, con Ministri che invece si occupano dell’offerta dei mercati del lavoro ha portato ad una svolta significativa.

I leader del G20 hanno accolto al summit di San Pietroburgo le raccomandazioni dei loro Ministri invitandoli a «lavorare insieme (...) a mantenere l’impegno preso con il supporto dell’ILO, dell’OCSE e della Banca Mondiale per identificare (...) misure efficaci per mercati del lavoro più inclusivi.»
Considerato il rallentamento della crescita in diverse economie emergenti e la fragile ripresa nei paesi avanzati, il G20 ha riconosciuto che «troppi cittadini devono ancora beneficiare degli effetti dell’espansione economica» e il summit ha segnato una svolta verso misure a sostegno di un modello di crescita più inclusivo, come ad esempio gli investimenti nelle infrastrutture, accesso al credito da parte delle imprese, in particolare le PMI, e il ruolo della protezione sociale come uno dei pilastri per una crescita economica sostenibile e che crei posti di lavoro. «Per evitare il rischio di cadere nella trappola di una crescita rallentata, il G20 sta giustamente ponendo l’accendo sul rafforzamento della domanda e sulla crescita più inclusiva», ha dichiarato Ryder.

«A cinque anni dall’inizio della crisi finanziaria globale, il banco di prova per il G20 sarà se i leader, una volta tornati a casa, riusciranno a tradurre in azione gli impegni assunti ai summit» ha aggiunto Ryder. Insieme alle altre organizzazioni, all’ILO è stato chiesto di analizzare la recente esperienza dei paesi del G20 e identificare politiche che hanno ottenuto risultati positivi in termini di creazione di posti di lavoro più numerosi e di qualità, emersione del lavoro nero, riduzione delle disuguaglianze, politiche efficaci di protezione sociale e flessibilità dei mercati del lavoro. «Queste sono state le nostre priorità ed è positivo sapere che il nostro lavoro di analisi darà un contributo a questo importante forum globale», ha concluso il Direttore Generale dell’ILO.