L’ILO lancia un appello per la creazione di più posti di lavoro nei paesi del G20

Il Direttore Generale dell’ILO afferma che «si può fare di più» per avere più crescita e più occupazione

Comunicato stampa | 17 luglio 2013
MOSCA (ILO News) — Di fronte ad una disoccupazione strutturale ancora al di sopra del livello pre-crisi nei paesi del G20, l’ILO ha lanciato un appello per l’adozione di politiche più ampie ed inclusive di creazione di posti di lavoro per raggiungere l’obiettivo del G20 di una crescita forte, sostenibile ed equa.

Sono convinto che si possa fare di più”
Guy Ryder, Direttore Generale dell’ILO
«Sono convinto che si possa fare di più. L’esperienza insegna che alti livelli di occupazione e di crescita inclusiva possono essere raggiunti con una attenta combinazione di politiche macro-economiche di sostegno all’occupazione, con politiche del mercato del lavoro e di protezione sociale volte a distribuire i benefici della crescita», ha detto Guy Ryder, Direttore Generale dell’ILO.

Il capo dell’ILO ha rilasciato queste dichiarazioni nell’ambito di una conferenza stampa di presentazione dell’aggiornamento statistico — «Le previsioni di breve periodo sul mercato del lavoro e le sfide principali nei paesi del G20» — preparato dall’ILO e dall’OCSE per l’incontro dei Ministri del Lavoro del G20.

A cinque anni dall’inizio della crisi finanziaria, la disoccupazione rimane a «livelli inaccettabili», con sfide occupazionali sempre più drammatiche in tutti i paesi del G20, ha detto Ryder, sottolineando come l’FMI abbia ridotto nuovamente le previsioni di crescita globale per il 2013 e 2014. «Ciò significa — ha affermato — che in questa situazione non ci si può aspettare un significativo miglioramento della situazione occupazionale se i paesi non adottano misure più ambiziose per far fronte al deficit di lavoro».

Secondo la pubblicazione dell’ILO e dell’OCSE, la disoccupazione è in aumento in metà dei paesi del G20, e leggermente in diminuzione nell’altra metà. In una situazione caratterizzata da tassi di disoccupazione giovanile ancora più alti, anche il loro tasso di partecipazione nel mercato del lavoro è basso, con preoccupanti implicazioni nel lungo periodo.

In molti paesi, i rapidi cambiamenti demografici cominciano ad avere un impatto negativo sul mercato del lavoro, con un declino importante nel tasso di crescita della popolazione attiva.

Le disuguaglianze tra redditi e salari sono alte e ancora in aumento in molti paesi del G20. Tuttavia la situazione varia tra i diversi paesi del G20, con un aumento dei salari e della qualità del lavoro (anche se in questo caso si parte da un livello basso) in molte economie emergenti, al contrario di quanto avviene nelle economie avanzate.

Politiche di successo


Di fronte a questa situazione, Ryder ha sottolineato la necessità di adottare misure che portino al rafforzamento della domanda interna nei paesi del G20 e ad un riequilibrio della domanda globale aggregata.

Secondo il Rapporto congiunto ILO-OCSE: «Rispondere alle sfide dell’occupazione, del mercato del lavoro, e della protezione sociale nei paesi del G20: misure principali adottate a partire dal 2010», parecchi paesi del G20 hanno già adottato misure per aumentare l’occupazione, i salari, i redditi ed hanno esteso la protezione sociale alle famiglie più povere.

Le politiche che hanno avuto buon esito hanno registrato:
  • Aumento degli investimenti in infrastrutture per innescare crescita economica e produttività nel medio e lungo periodo con una contestuale creazione di posti di lavoro nel breve termine. Australia, Brasile, Canada, Indonesia, Giappone e Sud Africa hanno investito importanti risorse in infrastrutture con alto contenuto di occupazione.
  • Miglioramento del livello e della copertura del salario minimo per combattere la povertà e le disuguaglianze e contribuire all’aumento della domanda interna. Alcuni paesi del G20 come la Cina, il Brasile e l’Indonesia lo hanno già fatto.
  • Miglioramento dei meccanismi di fissazione dei salari, attraverso il rafforzamento della contrattazione collettiva per adattare meglio salari e produttività e per far fronte alle diseguaglianze.
  • Allargamento della copertura dei sistemi di protezione sociale per aumentare la resilienza (resistenza) delle famiglie, ridurre la povertà ed ampliare l’inclusione sociale.
  • Ad esempio, l’Argentina ha aumentato la copertura dei benefici per l’infanzia e per la maternità; il Brasile, con il piano «senza povertà», ha combinato sovvenzioni dirette con opportunità di lavoro ed accesso ai servizi pubblici diretti ai poveri; l’India ha introdotto servizi addizionali alla maternità ed esteso l’assistenza medica e il vitto a 8,7 milioni di bambine; la Russia ha esteso gli aiuti ai cittadini anziani; il Sud Africa sta estendendo i benefici alla vecchiaia, alla disabilità e all’infanzia.
  • Adozione di programmi di lavoro pubblico come mezzo di protezione sociale per le persone più vulnerabili. L’India, attraverso la garanzia del lavoro rurale, ha procurato un posto di lavoro a 40 milioni di famiglie
  • Miglioramento dei programmi di sviluppo delle competenze e rafforzamento della qualità dei sistemi nazionali di formazione.
  • Aumento della disponibilità del credito, specialmente a favore delle piccole e medie imprese.
  • Creazione di sussidi diretti al primo impiego per incoraggiare l’occupazione. Sussidi di questo tipo sono stati introdotti in Argentina, Brasile, Australia, Canada, Francia e Stati Uniti. In molti paesi, questi sussidi erano diretti a gruppi specifici come donne, giovani o disoccupati di lunga durata. Gli Stati Uniti hanno facilitato il credito agli imprenditori che hanno assunto veterani con disabilità.
Il G20 deve intraprendere coraggiose e decise azioni per cambiare il mercato del lavoro”.
Alcuni paesi del G20, in risposta alla continua emergenza del mercato del lavoro e alla crescita insufficiente, hanno aumentato queste misure nel 2011 e 2012.

Il Direttore Generale dell’ILO afferma che si può fare di più: «Nel 2009, il G20 ha conquistato la sua legittimità attraverso una coraggiosa e decisa azione collettiva. Ci troviamo di nuovo in una situazione in cui il G20 deve intraprendere coraggiose e decise azioni per cambiare il mercato del lavoro. Il mondo — ha concluso Guy Ryder — si aspetta che il G20 concordi su un quadro ambizioso e combinato di politiche che possano stimolare la creazione di un maggior numero di posti di lavoro di migliore qualità».