102a Conferenza Internazionale del Lavoro

Non c’è sviluppo sostenibile senza sostenibilità ambientale e lavoro dignitoso

Il contributo del mondo del lavoro ad una economia più verde è fondamentale — e rappresenta una reale opportunità — per raggiungere gli obiettivi sociali dell’ILO, ha concluso la Commissione sullo sviluppo sostenibile, il lavoro dignitoso e i lavori verdi.

Comunicato stampa | 19 giugno 2013
GINEVRA — Per la prima volta nella storia dell’ILO, i delegati di governi, imprenditori e lavoratori sono giunti ad una visione comune e all’enunciazione di principi volti ad assicurare una transizione equa verso un’economia più verde.

«La transizione ad economie più verdi apre diverse prospettive in vista del raggiungimento degli obiettivi sociali: essa può essere un nuovo motore di crescita, sia nelle economie avanzate che in quelle in via di sviluppo, e può contribuire in maniera significativa alla creazione di posti di dignitosi e verdi che, a loro volta, concorrono alla riduzione della povertà e all’inclusione sociale», ha osservato il Comitato sullo sviluppo sostenibile nelle sue conclusioni, dopo quasi due settimane di lavori nell’ambito della Conferenza Internazionale del Lavoro.

Il Comitato tripartito che ha discusso le modalità più idonee per raggiungere il lavoro dignitoso, i lavori verdi e lo sviluppo sostenibile, era composto da 174 delegati di governi, imprenditori e lavoratori di tutto il mondo. Le conclusioni del Comitato sono state adottate dalla sessione plenaria della Conferenza lo scorso mercoledì 19 giugno 2013.

«Sono soddisfatto di constatare un consenso così ampio su una questione così importante per il futuro del mondo del lavoro e del nostro pianeta», ha dichiarato il Direttore Generale dell’ILO, Guy Ryder. «Ora è il momento di trasformare in azioni concrete l’accordo. E questo può essere raggiunto attraverso il dialogo sociale».

Rispetto al tradizionale approccio allo sviluppo che ha dimostrato la sua insostenibilità, la transizione ad una economia più verde può contribuire al raggiungimento di molti obiettivi sociali nei prossimi 20 o 30 anni, tra cui la creazione di 15/60 milioni di nuovi posti di lavoro. Per l’ILO si tratterebbe di un contributo significativo alla lotta alla disoccupazione globale.

«La sostenibilità ambientale, la riduzione della povertà e il lavoro dignitoso per tutti sono tra le sfide più importanti del XXI secolo. Nel mio e in molti altri paesi africani, siamo già testimoni degli sconvolgimenti che il cambiamento climatico comporta per le economie, come la distruzione di posti di lavoro e mezzi di sussistenza. In genere sono i più poveri ad essere maggiormente colpiti. Dobbiamo affrontare queste sfide insieme e contemporaneamente», ha affermato l’Ambasciatore del Sudan, Abdalmahmood Abdalhaleem Mohamad, che ha presieduto il Comitato.

Brenda Cuthbert (Giamaica), del gruppo imprenditori, ha dichiarato «Gli imprenditori pensano che affrontando attivamente le questioni dell’efficienza energetica e dell’utilizzo delle risorse, per esempio il consumo dell’acqua e il riutilizzo dei rifiuti riciclati, si favorisce una crescita sostenibile di lungo termine. I risparmi derivanti da un’efficienza ambientale possono essere reinvestiti in innovazione, il che consente di rafforzare le imprese e di generare più posti di lavoro. Questo porterebbe vantaggi per tutti gli attori dell’economia: imprese, lavoratori e governi».

Gerardo Martinez (Argentina), del gruppo lavoratori ha affermato: «Vista la portata della crisi ambientale e del lavoro, per i sindacati il cambiamento non è una scelta ma una necessità. Le economie devono essere ristrutturate per renderle sostenibili dal punto di vista ambientale. Ma noi sindacati ci auguriamo che la transizione questa volta sia differente e che crei posti di lavoro dignitoso e verde senza ricorrere ai lavoratori come variabile di aggiustamento. Il mondo ha bisogno di un progetto di transizione ambizioso verso la sostenibilità ambientale e i lavoratori chiedono che questa transizione sia equa».

Più posti di lavoro e di migliore qualità


Secondo l’ILO una economia più verde non solo creerebbe più posti di lavoro dignitoso, ma potrebbe migliorare gli impieghi esistenti e aumentarne i redditi, in particolare nei settori dell’agricoltura, costruzione, riciclo e turismo. Inoltre, l’Organizzazione avverte che le questioni legate all’ambiente e al lavoro devono essere affrontate insieme e non separatamente.

Il Comitato della Conferenza ha chiesto che tutti gli impieghi e le imprese siano più verdi con l’introduzione di pratiche di efficienza energetica e un utilizzo più efficiente delle risorse. Questo può avvenire attraverso un maggiore dialogo sociale e l’adozione di politiche coerenti, adattate alle necessità di ciascun paese e prestando un’attenzione speciale alle norme del lavoro, alle politiche industriali e il sostegno alla micro, piccola e media impresa.

È stata inoltre evidenziata la necessità di un più stretto legame tra mondo del lavoro e mondo dell’istruzione e della formazione, l’attuazione e il rispetto delle misure sulla salute e sicurezza sul lavoro, la promozione di sistemi di protezione sociale solidi, completi e sostenibili.

Anche l’assistenza mirata a gruppi, regioni e professioni più interessate dalla transizione è un elemento essenziale. Per esempio, i programmi pubblico-privati sull’occupazione possono avere un effetto moltiplicatore significativo che combina la creazione di posti di lavoro, sostegno al reddito e la conservazione delle risorse naturali.

Il Comitato della Conferenza Internazionale del Lavoro chiede all’ILO di sviluppare ulteriormente le sue ricerche, di condividere le migliori pratiche con i suoi costituenti e di fornire assistenza alle PMI e alle cooperative al fine di rendere più green i loro processi di produzione ottimizzando la loro efficienza energetica e un miglior utilizzo delle risorse.

Ha inoltre chiesto all’ILO di continuare a collaborare con le istituzioni globali e regionali competenti per promuovere l’Agenda del lavoro dignitoso nelle politiche macroeconomiche, a lavorare affinché il lavoro dignitoso sia attuato concretamente e a fornire sostegno ai costituenti che si battono per l’inclusione del lavoro dignitoso, a sradicare la povertà e a favorire una transizione equa per tutti nell’agenda di sviluppo post 2015.
L’ILO formulerà un piano d’azione strategico al fine di tradurre le conclusioni in azioni concrete e in programmi di supporto.