102a Conferenza Internazionale del Lavoro

Intervenire per garantire lavoro e protezione sociale ad una popolazione in crescita e che invecchia

I governi, insieme alle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori, devono intervenire per garantire opportunità di lavoro dignitose e protezione sociale ad una popolazione in crescita e che invecchia. È la conclusione del «Comitato su occupazione e protezione sociale nel nuovo contesto demografico» della Conferenza Internazionale del Lavoro.

Comunicato stampa | 19 giugno 2013
GINEVRA — La rapida evoluzione demografica rappresenta una sfida per i mercati del lavoro e per i sistemi di sicurezza sociale in tutto il mondo, una sfida che deve essere affrontata urgentemente, sostiene l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO).

Le discussioni alla Conferenza Internazionale del Lavoro (ILC), sono giunte alla conclusione che una giusta combinazione di politiche insieme alla mobilitazione e all’azione di tutti gli attori interessati, renderebbe la transizione demografica non solo più gestibile e sostenibile, ma aprirebbe anche nuove opportunità.

Le conclusioni del Comitato dell’ILC su occupazione e protezione sociale nel nuovo contesto demografico sottolineano la necessità di una visione politica di lungo termine per rispondere ai bisogni occupazionali e di protezione sociale delle persone di tutte le età, e di promuovere la condivisione delle responsabilità e la solidarietà tra generazioni.

Azita Berar Awad, Vice rappresentante del Segretario Generale dell’ILC presso il Comitato nonché Direttore del Dipartimento per le politiche occupazionali dell’ILO, ha affermato «Queste conclusioni dimostrano che il mondo del lavoro ha bisogno di un approccio basato sul ciclo della vita. Le politiche sull’occupazione e sulla protezione sociale andrebbero sviluppate in modo da rafforzarsi reciprocamente, tenendo conto delle specificità e diversità dell’occupazione, dei modelli di reddito nonché delle necessità specifiche di popolazioni di età differenti».

«Questo vuol dire sviluppo delle competenze e prospettive di lavoro per i giovani; salari equi e garanzia dei diritti per coloro che lavorano e protezione sociale per i disoccupati; opportunità di lavoro e formazione per i lavoratori più anziani e garanzia della pensione», ha aggiunto.

Il rapporto preparato per l’ILC ci da un’idea delle dimensioni di questa sfida, con una popolazione mondiale che supererà i 9 miliardi nel 2050 e il numero degli ultra sessantenni triplicato. I tre quarti degli anziani vivranno nei paesi attualmente in via di sviluppo, la maggioranza saranno donne.
Inoltre, nel 2050, ci saranno solo quattro persone in età lavorativa per ogni individuo che ha più di 65 anni, mentre nel 2000 ce n’erano ben nove. Questo nuovo contesto demografico, mette in guardia il rapporto, ha delle conseguenze profonde per i mercati del lavoro, i sistemi di sicurezza sociale, l’occupazione e lo sviluppo economico.

C’è bisogno di un insieme di politiche coordinate.


Le conclusioni mettono in risalto la necessità di un insieme di politiche coordinate, multi-dimensionali, integrate ed innovative, che prendano in considerazione l’interdipendenza tra evoluzione demografica, occupazione, migrazione per lavoro, protezione sociale e sviluppo economico.

Le conclusioni sottolineano anche il fatto che, mentre i principi ed i diritti sul lavoro sono universali, le politiche dipendono dal contesto e ogni paese deve sviluppare un insieme di misure adeguate alla realtà nazionale.

«In questo momento in Africa la priorità è dare lavoro ai tantissimi giovani, estendere la sicurezza sociale al settore informale e incoraggiare la regolarizzazione del lavoro informale. In Europa, invece, il problema è l’invecchiamento della popolazione e garantire un lavoro produttivo ai lavoratori anziani e pensioni adeguate», ha dichiarato James Matiza, presidente del Comitato nonché portavoce del governo dello Zimbabwe.

«Tuttavia, l’Africa e le altre regioni in via di sviluppo si devono preparare per il futuro, perché anche le loro popolazioni cominciano ad invecchiare», ha aggiunto.

Il Comitato dell’ILC ha raccomandato l’adozione di politiche incentrate sull’occupazione e di strategie di sviluppo volte a creare lavori dignitosi e produttivi per tutti i gruppi in età lavorativa. Il Comitato segnala inoltre che la carenza di lavoratori qualificati e il mismatch tra domanda e offerta di competenze rappresentano una sfida per tutti i paesi. Pertanto, le misure volte a migliorare ed ad aggiornare le competenze lungo tutto il corso della vita costituiscono una parte essenziale di questo insieme di politiche.

Tanya Cohen, (Sudafrica), vice presidente per il gruppo dei datori di lavoro, ha dichiarato «Se non diamo lavoro alla gente ora, ci troveremo in una situazione veramente grave nel 2050. Per finanziare le misure di protezione sociale per coloro che non trovano lavoro o che non sono in grado di lavorare, è necessario aumentare la partecipazione della forza lavoro».

«Le imprese creano occupazione. Perché ciò avvenga, le imprese hanno bisogno di un contesto a loro favorevole e di flessibilità perché possano essere sostenibili e adattarsi ai cambiamenti del mondo del lavoro», ha aggiunto.

Misure di protezione sociale


Il Comitato ha individuato la necessità di stabilire misure ufficiali di protezione sociale laddove non esistano e di assicurare la loro sostenibilità in quei paesi dove esistono già sistemi di sicurezza sociale.

Cinzia Del Rio (Italia), vice presidente del gruppo lavoratori ha affermato «Ciò di cui abbiamo bisogno ora è una volontà politica determinata e misure per garantire una rapida estensione dei sistemi di protezione sociale».

«Il lavoro formale in condizioni di lavoro e salari equi è indispensabile perché le persone possano versare i loro contributi regolarmente e preservare questa protezione sociale per le generazioni future», ha aggiunto.

Sulle pensioni, il Comitato ha riconosciuto che i paesi spesso si trovano ad affrontare scelte difficili ed ha raccomandato che «le politiche assicurino l’adeguatezza e la prevedibilità delle pensioni, nonché una transizione graduale e flessibile dalla vita lavorativa a quella della pensione attraverso misure come il pensionamento progressivo, il lavoro part-time o il lavoro ripartito.»

Per quei lavoratori anziani che scelgono di ritardare l’entrata in pensione, il Comitato raccomanda il contrasto alla discriminazione dovuta all’età, inserendo leggi adeguate, attraverso campagne di sensibilizzazione e iniziative a livello di impresa.

Il Comitato ha concluso che «l’ILO ha un ruolo importante da giocare come leader mondiale e come centro di eccellenza in materia di cambiamento demografico e per le sue ripercussioni nel mondo del lavoro».

Tra le varie e numerose richieste, nelle conclusioni si chiede all’ILO di avviare nei prossimi mesi ricerche nel settore delle cure, settore in crescita a causa dell’invecchiamento della popolazione.

Il Comitato tripartito ha riunito delegati di governi, imprenditori e sindacati e le sue conclusioni sono state adottate alla sessione plenaria della Conferenza Internazionale del lavoro lo scorso mercoledì 19 giugno 2013.