Nonostante il continuo aumento della disoccupazione, secondo l’ILO le misure adottate dai governi del G20 salveranno fino a 11 milioni di posti di lavoro nel 2009

Le misure adottate sin dal principio della crisi economica dai governi del G20 in materia di occupazione e di protezione sociale hanno creato o salvato tra i 7 e gli 11 milioni di posti di lavoro, così ha dichiarato il Direttore generale dell’ILO, Juan Somavia, in una nota che sarà presentata al vertice del G20 di Pittsburg il 24 e 25 settembre.

Comunicato stampa | 18 settembre 2009

GINEVRA (Notizie dall’ILO) – Le misure adottate sin dal principio della crisi economica dai governi del G20 in materia di occupazione e di protezione sociale hanno creato o salvato tra i 7 e gli 11 milioni di posti di lavoro, così ha dichiarato il Direttore generale dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), Juan Somavia, in una nota che sarà presentata al vertice del G20 di Pittsburg il 24 e 25 settembre.

Secondo l’ILO, a causa del deterioramento del mercato del lavoro, ci saranno dai 39 ai 61 milioni di disoccupati in più nel 2009 rapporto al 2007. Il che potrebbe tradursi in un numero di disoccupati in tutto il mondo pari a 219-241 milioni – il più alto livello mai registrato.

“A causa della crisi la disoccupazione è ormai dilagante. Se le misure speciali adottate dai governi dovessero essere sospese o ridotte troppo presto, la crisi occupazionale potrebbe aggravarsi ulteriormente. Nel mondo, non si percepirà la fine della crisi fino a quando tutti, soprattutto i più deboli e svantaggiati, non avranno un lavoro dignitoso o un livello minimo di protezione sociale. Una ripresa economica senza una crescita dell’occupazione non è sostenibile sia da un punto di vista sociale sia politico”, ha detto Juan Somavia in vista della sua partecipazione al vertice.

Secondo Juan Somavia, “Il vertice del G20 a Pittsburgh offre l’opportunità di un impegno costante e concreto a sostegno dell’occupazione e della protezione sociale fino a quando la domanda privata non sarà in grado di sostenere autonomamente la ripresa dell’economia e dell’occupazione. La crescita economica e l’aumento dell’occupazione devono andare di pari passo. Le politiche dovrebbero focalizzarsi simultaneamente su entrambi gli obiettivi al fine di massimizzare ogni potenziale occupazionale nel periodo di ripresa economica”.

La relazione in questione rileva che il “Patto globale per l’occupazione”, approvato nel giugno 2009 dai costituenti tripartiti dell’ILO (governi, imprenditori e lavoratori) individua una serie di misure internazionali volte a conseguire tali obiettivi.

Il precedente vertice del G20 di Londra, nell’aprile del 2009, ha “invitato l’ILO, a valutare in collaborazione con le altre organizzazioni competenti, le azioni intraprese e quelle necessarie nel futuro” allo scopo di affrontare le conseguenze della crisi economica sui mercati del lavoro.

Nel rapporto Protecting People, Promoting Jobs: A survey of country employment and social protection policy responses to the global economic crisis (“Proteggere la popolazione e promuovere l’occupazione: uno studio sulle risposte dei paesi alla crisi economica mondiale nel campo delle politiche per l’occupazione e protezione sociale”), l’ILO ha esaminato le azioni intraprese tra la metà del 2008 e fine luglio 2009 in 54 paesi rappresentativi di tutte le regioni del mondo, con diversi livelli di reddito. Sono state individuate 32 misure raggruppate in quattro settori specifici: misure per stimolare la domanda di lavoro; sostegno dell’occupazione, dei disoccupati e di coloro che cercano un lavoro; estensione della protezione sociale e della sicurezza alimentare; rispetto del dialogo sociale e tutela dei diritti sul lavoro.

Secondo questo studio, senza le misure di stimolo adottate, l’aumento della disoccupazione nei paesi del G20 sarebbe stato tra il 29 e il 43 percento superiore rispetto a quello registrato durante il primo semestre del 2009.

Lo studio dell’ILO ha inoltre rilevato che le sei misure più comunemente adottate dai governi sono: gli investimenti in infrastrutture; i sussidi e gli sgravi fiscali per le piccole imprese; il credito per le piccole imprese; i programmi di formazione e i servizi all’impresa; la consultazione con le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori; la protezione sociale attraverso sussidi e indennizzi. Tali misure corrispondono sostanzialmente alle opzioni strategiche delineate dal Patto globale per l’occupazione.

Nello studio si rileva inoltre la scarsa attenzione rivolta ad aree di intervento quali: misure aggiuntive contro il traffico di esseri umani e il lavoro minorile; accesso delle piccole imprese agli appalti pubblici; consultazioni a livello settoriale; potenziamento dell’ispezione del lavoro; tutela dei lavoratori migranti.

Le prime risposte alla crisi avevano come obiettivo quello di evitare un brusco calo nell’occupazione e attenuare l’impatto della crisi sulle categorie più vulnerabili. In un secondo momento, secondo quando rilevato dallo studio dell’ILO, i paesi si sono orientati maggiormente verso l’investimento in infrastrutture e la preparazione della forza lavoro ai cambiamenti strutturali, come ad esempio la riduzione delle emissioni di carbonio.

Secondo il rapporto dell’ILO, è necessario un maggiore sostegno ai paesi più poveri affinché possano intensificarsi le loro risposte alla crisi in materia di occupazione e protezione sociale.

Ogni anno circa 45 milioni di giovani entrano nel mercato globale del lavoro, creando ulteriori pressioni su un mercato che già presenta un elevato numero di disoccupati, di persone scoraggiate nella ricerca di un lavoro o di lavoratori costretti ad accettare un part-time. L’occupazione rappresenta una grande sfida, sia per presente sia per il futuro. La crescita dell’economia e dell’occupazione sono entrambe indispensabili. Infatti, una ripresa economica senza crescita dell’occupazione significherebbe una disoccupazione strutturale di lungo periodo. Pertanto è necessaria un’azione decisiva su entrambi i fronti.

“Seppur indispensabili, la stabilizzazione dei mercati finanziari e la crescita dell’economia non bastano. I mercati finanziari devono essere al servizio dell’economia reale, le imprese, in particolare quelle piccole, devono poter accedere nuovamente al credito così da favorire la produzione e far crescere l’occupazione”, ha dichiarato Juan Somavia.

“Tutti i paesi, con il sostegno delle organizzazioni internazionali competenti, possono partecipare ad uno sforzo politico congiunto su occupazione e protezione sociale affinché la crescita economica sia seguita da un benessere diffuso e vengano poste le basi per una globalizzazione più equa e sostenibile”, ha detto Juan Somavia. “Occorrerà pertanto rafforzare le relazioni tra investimenti, crescita e produttività da un lato e politiche occupazionali, sociali e ambientali dall’altro, ponendo così le basi per una crescita futura sostenibile ed equilibrata”.