Michelle Bachelet alla Conferenza Internazionale del Lavoro: l’eliminazione della discriminazione di genere è un “buon investimento economico”

La Conferenza Internazionale del Lavoro ha discusso il 10 giugno in seduta plenaria il Rapporto dell’ILO sull’uguaglianza nel lavoro 2011. Il Direttore esecutivo dell’Agenzia delle Nazioni Unite UN Women, Michelle Bachelet, ha chiesto ai rappresentanti dei governi, delle organizzazioni dei datori di lavoro e dei sindacati presenti a Ginevra di impegnarsi maggiormente per eliminare la discriminazione di genere e di considerare questo impegno come un “buon investimento economico”.

Comunicato stampa | 13 giugno 2011

Ginevra (ILO News) — Michelle Bachelet, Direttore esecutivo dell’Agenzia delle Nazioni Unite UN Women ed ex Presidente del Cile, ha chiesto ai rappresentanti dei governi, delle organizzazioni dei datori di lavoro e dei sindacati presenti alla 100ª Sessione della Conferenza Internazionale del Lavoro, attualmente in corso a Ginevra, di impegnarsi maggiormente per eliminare la discriminazione di genere e di considerare questo impegno come un “buon investimento economico”.

“Ditemi, quanti talenti abbiamo perso a causa della discriminazione? Liberare la capacità produttiva e la creatività delle donne rappresenta un’opportunità vincente per le imprese, i lavoratori, i governi e le società”, ha affermato la Bachelet durante la discussione plenaria del Rapporto globale dell’ILO sull’uguaglianza nel lavoro 2011, dal titolo Equality at work: The continuing challenge (“Uguaglianza nel lavoro: una sfida continua”).

“Il nostro approccio si fonda sull’idea che l’eliminazione della discriminazione di genere non è soltanto una questione di rispetto dei diritti umani, ma anche un buon investimento economico”, ha aggiunto la Bachelet, che attualmente presiede anche il Gruppo consultivo dell’ILO sulla protezione sociale di base.

“Abbiamo ancora molta strada da fare per giungere all’uguaglianza di genere”, ha affermato la Bachelet, aggiungendo che la discriminazione di genere nel mercato del lavoro è ancora oggi riscontrabile in tutti i paesi.

“Questa 100ª Sessione della Conferenza Internazionale del Lavoro celebra anche il sessantesimo anniversario dell’adozione della Convenzione dell’ILO n. 100 sull’uguaglianza di retribuzione fra uomini e donne per un lavoro di valore uguale. Tuttavia, la disuguaglianza di retribuzione basata semplicemente sul genere continua ad essere un problema importante in tutte le regioni del mondo”.

“Non dobbiamo smettere di perseguire l’obiettivo dell’uguaglianza di genere”, ha aggiunto la Bachelet. “Dobbiamo rafforzare il nostro impegno per realizzare l’uguaglianza sul posto di lavoro e nell’occupazione per tutti gli uomini e le donne”.

Il Direttore Generale dell’ILO, Juan Somavia nel suo discorso introduttivo ha evidenziato che negli ultimi dieci anni “la legislazione contro la discriminazione ha fatto degli importanti passi in avanti. Quello della discriminazione è, però, un problema complesso, che cambia e si evolve, mostrando diverse facce a seconda delle circostanze”.

In termini di uguaglianza di genere, Somavia ha affermato che “nonostante i progressi, le retribuzioni delle donne sono pari in media al 70-90% di quelle degli uomini. La discriminazione legata alla gravidanza e alla maternità è ancora molto comune e sono numerose le ragazze che non ricevono alcuna istruzione, solo perché sono femmine”.

Durante la discussione il Ministro del Lavoro norvegese, Hanne Bjurstrøm, ha affermato che “l’uguaglianza non si realizza semplicemente assumendo le donne nelle posizioni dirigenziali, ma è necessario occuparsi del divario retributivo attraverso strumenti come la contrattazione collettiva. Investire nel lavoro dignitoso e nella protezione sociale è fondamentale per combattere la discriminazione e promuovere l’uguaglianza”.

Iriny Lopes, Segretario Speciale per le politiche femminili del Brasile, ha ricordato che la povertà accresce la discriminazione e che nel suo paese “il nuovo piano sulla povertà è un impegno fondamentale e saranno adottate nuove misure per sconfiggere la discriminazione. Per poter andare avanti con una vera uguaglianza dobbiamo avere presenti coloro che normalmente sono esclusi dallo sviluppo”.