Telelavoro

I vantaggi del telelavoro

Le nuove tecnologie hanno reso il telelavoro più semplice ed efficiente, ma settori inaspettati manifestano alcune riserve. Tuttavia, esistono forti argomenti economici a favore del lavoro da casa. Di Jon Messenger, ricercatore dell’ILO e Laura Addati, esperta dell’ILO per la tutela della maternità.

Editoriale | 26 marzo 2013
Da quando l’amministratrice delegata di Yahoo, Marissa Mayer, ha vietato il lavoro da casa, si è sviluppato un ampio dibattito sui meriti — e i demeriti — del telelavoro.

In un comunicato confidenziale interno pervenuto alla stampa, la Mayer dichiarava che la velocità, la qualità, la comunicazione e la collaborazione vengono spesso sacrificati quando il personale lavora a distanza, anche da casa. Le migliori decisioni — affermava — sono spesso adottate nel corso di riunioni informali sul luogo di lavoro.

Gli opinionisti hanno evidenziato la palese contraddizione di una azienda informatica che ritiene che le persone debbano essere fisicamente presenti per poter comunicare — specialmente da quando la tecnologia del XXI secolo ha dato la possibilità a molti lavoratori di poter gestire effettivamente il rapporto vita/professione lavorando a distanza.

L’idea secondo la quale i lavoratori devono essere fisicamente presenti in un posto per poter essere in grado di collaborare efficacemente è insita in una interpretazione «vecchia scuola» della gestione dell’azienda, che si fonda in parte sull’assunto secondo il quale non ci si può fidare del personale che lavora da casa.

Tuttavia, non mancano le prove che dimostrato che i telelavoratori tendono ad essere più produttivi e a lavorare più ore rispetto ai colleghi in ufficio. Secondo un compendio di studi sul telelavoro, alcune importanti aziende — tra le quali Best Buy, British Telecom e Dow Chemical — riferiscono che i telelavoratori sono più produttivi del 35-40%.

L’aspetto economico


Anche se non è adatto a tutti i lavoratori e a qualsiasi tipo di azienda, esistono forti motivazioni economiche a suo favore del telelavoro che garantisce benefici sia ai lavoratori che ai datori di lavoro.

In primo luogo, migliora il livello di soddisfazione dei lavoratori: liberi dall’inferno dei lunghi tragitti quotidiani, i telelavoratori possono più facilmente trovare un equilibrio tra vita privata e lavoro — ed il tempo che avrebbero passato bloccati al semaforo può essere impiegato lavorando per l’azienda.
Gli studi hanno dimostrato che il telelavoro riduce il ricambio del personale, il che significa risparmiare migliaia di dollari per formare e assumere nuovi dipendenti.

Inoltre, riduce sostanzialmente anche l’assenteismo — in media di circa il 63%. Una delle ragioni sottostanti potrebbe essere che molti lavoratori che prendono dei giorni per malattia non sono malati, ma lo fanno per questioni familiari, bisogni personali o stress. Orari flessibili danno ai lavoratori l’opportunità di gestire gli impegni familiari, fare la spesa o pianificare gli appuntamenti senza perdere una giornata intera di lavoro.

Inoltre, il telelavoro permette ai datori di lavoro di risparmiare in consumo di energia, beni immobili e costi di allocazione. Consente poi di risparmiare il tempo che si perde in riunioni non necessarie o male organizzate. Le teleconferenze hanno la tendenza ad essere pianificate in maniera migliore e ad essere più focalizzate sul tema.

Probabilmente una degli argomenti principali a favore del telelavoro può riassumersi in una sola parola: diversità.

Da sempre, la cura degli altri ricade maggiormente sulle donne e molte di loro non sono parte della forza lavoro a causa delle responsabilità familiari — spesso perché non riescono a conciliare il lavoro con la cura dei bambini e dei parenti anziani.

Il telelavoro offre opportunità anche alle persone disabili che trovano difficile spostarsi fino al posto di lavoro. Alcuni datori di lavoro, del tutto virtuali, assumono personale a distanza senza averlo effettivamente incontrato, riducendo eventuali discriminazioni per razza, religione o altre motivazioni. Questo, in cambio, arricchisce la riserva di talenti a disposizione dei datori di lavoro.

Una questione di fiducia


Sebbene la tendenza sia verso una maggiore diffusione del telelavoro e molti dirigenti dichiarino di fidarsi dei propri dipendenti, un terzo di essi dichiara, invece, di preferire vedere il proprio personale, per essere certo che stia effettivamente lavorando. Questo evidenzia il bisogno di un cambiamento nella cultura aziendale, a favore di un approccio più moderno, che si basi sulla fiducia nei confronti dei lavoratori.

I dipendenti che lavorano da casa hanno anche bisogno di autogestirsi, di aver uno spazio di lavoro ben definito e devono comprendere che il telelavoro non si sostituisce alla cura dei bambini, sebbene aiuti i genitori che lavorano a gestire le proprie responsabilità familiari. L’orario di lavoro deve essere pianificato attorno alle necessità della famiglia. C’è anche bisogno di politiche delle ferie flessibili e ben remunerate, così come di servizi sociali accessibili e di qualità, tanto per le donne, quanto per gli uomini.

Alcuni lavoratori potrebbero preoccuparsi per il fatto di essere isolati o per il rischio di compromettere il loro avanzamento di carriera. Ma l’insieme delle innovazioni tecnologiche disponibili per le aziende — videoconferenze, messaggistica istantanea, posta elettronica, fino al più tradizionale telefono — combinate al contatto diretto occasionale ed a sistemi di valutazione basati sul rendimento, rende gli argomenti a favore del telelavoro molto convincenti.