Settore pubblico, settore privato

Un mercato del lavoro unico regolato dallo stesso diritto del lavoro?

Con l’esternalizzazione, la distinzione tra settore pubblico e privato sta scomparendo e, di conseguenza, ci si interroga sull’opportunità o meno di prevedere un unico diritto del lavoro per tutti i lavoratori. Di Miguel Ángel Malo, Senior Economist Istituto Internazionale di Studi Sociali ILO

Editoriale | 21 marzo 2013
Miguel A. Malo, senior economist, Istituto Internazionale di Studi Sociali ILO.
Sono molte le professioni comuni al settore pubblico e a quello privato, ad esempio gli infermieri, i medici e gli insegnanti. Il lavoro può anche essere lo stesso, ma le condizioni e i rapporti di lavoro che si applicano ai lavoratori dei due settori spesso sono molto diversi. Dovrebbe essere così? In un recente seminario sulle tendenze del lavoro al quale ho partecipato, un esperto ha suggerito che alle persone che svolgono lo stesso tipo di professione dovrebbe essere applicato lo stesso diritto del lavoro.

In un primo momento, si potrebbe anche condividere questa affermazione: se c’è un mercato del lavoro unico ci dovrebbe essere lo stesso diritto del lavoro. Ma, in realtà, i rapporti di lavoro sono molto più complessi. Pensiamo ad esempio al modo in cui sono finanziati i posti di lavoro pubblici e privati. I governi utilizzano il denaro dei contribuenti per pagare i lavoratori del settore pubblico, mentre per retribuire la propria manodopera le imprese dipendono dai beni e dai servizi che vendono.

Il profitto rappresenta un elemento chiave che separa il privato dal pubblico ”
Dunque il profitto rappresenta un elemento chiave che separa il privato dal pubblico. Non solo determina il finanziamento dei posti di lavoro, ma esercita un’influenza anche sul salario dei lavoratori. Quando ci sono i profitti, è facile stabilire incentivi economici legati alla performance. Più il lavoratore rende, maggiore sarà il suo guadagno. Questo può difficilmente applicarsi al settore pubblico dove i lavoratori ricevono gli stessi benefici dei propri colleghi e dove le remunerazioni variano secondo tabelle salariali prestabilite.

Consideriamo il caso degli insegnanti della scuola pubblica, dove i genitori non pagano direttamente per l’istruzione dei figli. Qualsiasi incremento della retribuzione degli insegnanti peserà sul bilancio della scuola che è, in genere, meno flessibile rispetto al settore privato. La scuola può sollecitare maggiori finanziamenti per gli insegnanti, ma dovrà prima dimostrare che la qualità dell’insegnamento è aumentata, e farlo richiede tempo. Parallelamente, qualsiasi aumento dovrebbe essere accordato a tutte le scuole pubbliche e questo avrebbe un impatto sull’intero sistema scolastico.

I diritti di contrattazione collettiva non sono gli stessi per il pubblico e il privato ”
Al contrario, la scuola privata, per la sua natura indipendente, può aumentare i salari con maggiore facilità e potrebbe essere addirittura spinta a farlo per accrescere la sua competitività con le altre scuole. I salari più elevati attireranno insegnanti più qualificati che, a loro volta, garantiranno un insegnamento di qualità e, quindi, più iscrizioni. Il numero maggiore di studenti consentirà alla scuola di aumentare la retta scolastica che, in ultima analisi, servirà a pagare i salari più elevati.

Infine, in molti paesi, i diritti di contrattazione collettiva non sono gli stessi per il pubblico e il privato. Ad esempio, i funzionari pubblici (e altri tipi di lavoratori pubblici) possono non essere nella posizione di negoziare direttamente il loro salario con il datore di lavoro in quanto questo andrebbe a limitare la prerogativa del Parlamento di decidere il volume e la ripartizione del bilancio dello Stato. Questo, generalmente, è compensato da altri benefici di cui godono i lavoratori del settore pubblico.

È vero, il pubblico e il privato sono sempre più interconnessi. L’esternalizzazione — ovvero il ricorso ad un’impresa esterna per la realizzazione di una funzione interna — contribuisce ad avvicinare ulteriormente questi due mondi. Ma la convergenza non sarà mai totale. Il settore pubblico e il settore privato sono differenti per natura. E il diritto del lavoro rifletterà sempre questa differenza.